Mondo Alcolpop (alcol bollicine)

Mondo Alcolpop (alcol bollicine)

Inizia al mattino presto. Si beve: birra, vino, cocktails pesanti, superalcolici, e lo si fa in una maniera particolare, trangugiando tutto d’un fiato, senza sorseggiare, buttando giù il
contenuto dei bicchieri (in media 5-6 per volta) uno dopo l’altro. E si continua, durante tutto il giorno, fino alla sera. E’ il binge drinking, il bere grandi quantità di alcool in
maniera rapida e continuata, con il solo scopo di ubriacarsi, nuova moda che sta diffondendosi rapidamente in tutta Europa. Il numero di bicchieri per questa pratica non è sempre definito,
si passa dai 4-5 bicchieri delle forme più comuni fino ai 10 delle varianti più estreme, dette extreme drinking o industrial-strength bingeing.

Uno degli aspetti più pericolosi di questa nuova tendenza è la sua percezione. Il binge driniking non è visto come uno sfogo da disperati, da emarginati solitari; al
contrario, lo si pratica in compagnia, in discoteca, alle feste tra amici, al sabato sera e lo esercitano quasi tutti, ragazzi delle periferie povere e figli di papà: il 25% dei ragazzi
italiani ammette di seguire tale pratica abitualmente, mentre i binge-drinker occasionali arriverebbero a toccare il 10 % della popolazione.

Particolarmente esposti i giovanissimi, per l’età che li rende facilmente suggestionabili e desiderosi di trasgredire, specialmente agli alcolpop: bevande gassate (pop sta per bollicine),
misto tra diversi gusti (cioccolato, cocco, vari sapori di frutta) e liquori, come rum, gin e vodka, in quantità modeste, molto diffuse nei luoghi di ritrovo, come le discoteche. La bibita
è piacevole, la confezione allegra e colorata, il prezzo non elevato: gli alcopop sono diventati presto un must per i più giovani (11-15 anni) a cui però bastano due o tre
bottigliette per diventare alticci se non ubriachi.

I dati sulla diffusione dell’alcool sono allarmanti. In occasione dell’Alcool Prevention Day 2007, un indagine dell’Istituto superiore della Sanità ha evidenziato come si inizi inizia a
bere molto presto (a 11 anni) e che le ragazze fanno uso di alcol molto più di qualche anno fa, ma anche che il sabato sera beve il 67% dei giovani tra i 13 e i 15 anni; di questi il 20%
nel week-end arriva perfino a ubriacarsi. In generale, la percentuale dei bevitori aumenta nei giovani trai 16 e i 18 anni (83%), il 67% trai 19 e i 24 anni, il 64% dai 25 in su. Le bevande
preferite? La birra (28,5% dei ragazzi e 17% delle ragazze) e gli aperitivi alcolici (19,7 e 14,2%). Non certo migliore la situazione in Europa:, un ragazzo su 8 tra i 15 e 16 anni si è
ubriacato più di 20 volte nel corso della sua vita e uno su 6 (circa il 18°%) ha praticato binge drinking 3 o più volte nell’ultimo mese. La percentuale di giovani che si sono
ubriacati almeno qualche volta va dal 89% della Danimarca al 36% del virtuoso Portogallo.

Alcuni studiosi sono arrivati a paragonare le nuove abitudini alcoliche al cambiamento del mercato della droga avvenuto negli anni Ottanta: così come all’epoca prodotti innovativi (gli
stupefacenti sintetici) e modificate abitudini culturali resero il consumo di stupefacenti più diffuso e socialmente accettabile, così nuove mode alcoliche, come il binge-drinking,
stanno promovendo e legittimando la moda del bere verso sempre più soggetti e sempre più giovani.

E tali tendenze, sebbene spesso inserite in una cornice di socialità brillante, di (presunta) realizzazione personale o di successo economico, svelato presto il lato peggiore della
medaglia: problemi di salute anche gravi, aumento di devianze come criminalità, bullismo o esclusione sociali, difficoltà lavorative. I numeri sono drammaticamente chiari: l’alcool
uccide in Italia 25 mila persone l’anno, mentre in Europa i costi sanitari raggiungono i 125 miliardi di euro l’anno, pari all’1,3% del P.I.L. europeo.

A proposito: si dice alcool o alcol?

Sull’Enciclopedia Rizzoli Larousse dice che si può dire Àlcol o Àlcool.
Pare però che in Italiano sia più corretto: Alcole.
Nei documenti ufficiali governativi viene usata la parola Alcole.
Anche in Toscana è diffuso dire Alcole.

Matteo Clerici

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