Ministero del Turismo, ADUC: soldi buttati via solo per voglia di poltrone

Ministero del Turismo, ADUC: soldi buttati via solo per voglia di poltrone

Firenze – Buttato fuori dalla porta principale del Palazzo grazie all’82,30% degli elettori italiani che nel 1993 votarono si’ all’abrogazione
referendaria del ministero del Turismo e Spettacolo, eccolo che lo stesso ora rientra da un’altra porta. E’ il premier Silvio Berlusconi che lo fa sapere: “faremo presto il ministero del
Turismo, credo sarà nel giro di un mese”. Non e’ la prima volta che ci viene detto che questo ministero sta per essere reinsediato e che ministro “in pectore” dovrebbe divenire l’attuale
sottosegretario al turismo Michela Vittoria Brambilla.

Nel 1993 sostenemmo con convinzione l’abrogazione di questo ministero e, nonostante il visibile attivismo della sottosegretaria nonche’ la crisi del settore, continuiamo a non comprendere quale
utilita’ ne verrebbe al Paese. In questi sedici anni di assenza del ministero, le singole Regioni si sono organizzate ed hanno fatto promozioni continue delle loro attrazioni in Italia e
all’estero; nonostante questo la crisi e’ tangibile per due motivi:

1 – essendo piu’ poveri, i consumatori hanno meno soldi da spendere in una attivita’ essenzialmente ludica come il turismo;

2 – l’offerta strutturale del nostro Paese e’ peggiorata e, a parte alcune isole felici (che lo erano prima e continuano ad esserlo oggi), insieme a prezzi che non ci fanno competere con altri
Paesi mediterranei e, nonostante un patrimonio artistico invidiabile, non siamo competitivi.

In questo contesto, cosa ha fatto la sottosegretaria Brambilla per far capire che da ufficio della presidenza del consiglio dei ministri, chi si occupa della politica del Turismo ha bisogno di
un ministero?

Queste le due maggiori iniziative:

1 – Lo scorso 11 febbraio sono state varate nuove norme sulle stelle degli alberghi con il dichiarato intento di porre una regola standard all’attuale giungla che, per esempio, fa si’ che un
due stelle di Rimini o Bolzano sia paragonabile come qualita’ ad un quattro stelle della Calabria che, pero’ ha i prezzi di un cinque stelle delle due localita’ nordiche. Nuove norme che non
hanno cambiato nulla:  la nuova classificazione non riguarda gli alberghi esistenti ma solo quelli nuovi e quelli ristrutturati (per cui se ne parla fra qualche secolo) ed ha istituito un
sistema di rating per la misurazione e la valutazione della qualita’ del servizio reso ai clienti che pero’, non solo e’ associato alle stelle di cui sopra ma a cui gli alberghi vi aderiscono
solo su base volontaria (1).

2 – il 6 febbraio e’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto per la fruizione dei buoni vacanza a seguito delle generiche disposizioni della Finanziaria 2008 (2). Un contributo
statale destinato alle famiglie a basso reddito utilizzabile per le vacanze al mare, in montagna o alle terme in tutto l’arco dell’anno con esclusione del periodo che va dalla prima settimana
di Luglio all’ultima di Agosto e quello dal 20/12 al 6/1… cioe’ quando la maggior parte delle famiglie a basso reddito (operai, precari etc) hanno le ferie. Quindi non defiscalizzazione per
consentire maggiori investimenti per la qualita’ e calo dei prezzi al consumo, ma contributi a pioggia di minimo e dubbio arrivo.

E per fare questo ci vuole un ministero anche contro la volonta’ dell’82,30% degli elettori? Mah! Crediamo sia piu’ opportuno non confondere la voglia di poltrone con le carenze di politica
esecutiva del Governo.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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