Udine: L'”Istituto Bearzi” e la nuova casa famiglia – luoghi che garantiscono formazione e informazione ai ragazzi che ne hanno bisogno
2 Febbraio 2009
Udine – La celebrazione del settantesimo anniversario di fondazione dell’Istituto salesiano ‘Bearzi’ di Udine, in concomitanza con la ricorrenza di San Giovanni Bosco, e
l’inaugurazione nello stesso complesso della casa famiglia ‘Michele Magone’, ha dato modo agli assessori regionali all’Istruzione e cultura, Roberto Molinaro, e alla Salute e protezione
Sociale, Vladimir Kosic, di approfondire i temi dell’educazione, soprattutto rivolta ai giovani in situazioni di disagio, nel corso di un convegno che ha preceduto la cerimonia
inaugurale.
Molinaro, nell’aprire le assise ‘I diritti dei minori: in una società liquida la proposta di un solido metodo educativo’, ha affermato che “in un contesto di crisi delle due
fondamentali agenzie educative quali la famiglia e la scuola, la proposta di un metodo educativo solido guarda al futuro della nostra società”.
E la Regione è impegnata a sostenere entrambi questi due pilastri della nostra comunità, tenendo conto del fatto che è in atto una riforma del sistema
dell’istruzione per restituire alle famiglie la responsabilità delle scelte educative.
Mentre, sempre verso la famiglia, la Regione ha intensificato l’azione di sostegno assegnando maggiori risorse e sviluppando le forme di orientamento.
“Tutto ciò – ha precisato Molinaro – nella ferma convinzione che il benessere della famiglia coincide con il benessere della società”.
“Infatti – ha concluso l’assessore – una comunità a misura di famiglia è una comunità che educa e accoglie, e che si deve rivelare anche a misura di bambino; per
raggiungere questi non facili obiettivi occorre favorire la formazione delle famiglie, il sostegno alla maternità, l’accesso ai servizi”.
Nel corso del convegno, moderato da Loris Benvenuti, Domenico Ricco, cappellano del carcere minorile di Torino, ha riportato le sue esperienze educative, mentre Silvana Cremaschi,
neuropsichiatra, ha affermato che, in termini educativi e di assistenza, nel Friuli Venezia Giulia la rete sociale riesce a sopperire ai bisogni delle famiglie in difficoltà.
Francesco Milanese, già tutore dei minori, ha poi affermato che occorre prestare maggiore attenzione ai giovani e al loro modo di comunicare, per farli sentire meglio integrati
non solo nella società, ma nella famiglia.
L’assessore Kosic, nel concludere il convegno, ha sostenuto che la solidarietà concreta deve rappresentare un valore incentivante, per superare la solidarietà meramente
emotiva.
“Sono molto preoccupato – ha detto l’assessore riferendosi a una delle forme di disagio trattate al ‘Bearzi’ – dal fatto che la dipendenza e il bisogno di aiuto siano considerati come
disvalori; l’avere bisogno dell’altro, l’avere bisogno dei rapporti dell’uomo costituisce invece una ricchezza, sulla quale possiamo costruire un processo volto a far valere i diritti
di tutti i cittadini”.
Poi, nell’inaugurare la nuova casa famiglia assieme al sindaco di Udine, Furio Honsell, all’assessore provinciale, Adriano Piuzzi, e al presidente della Fondazione Crup, Lionello
D’Agostini, Kosic ha aggiunto che l’Istituto ‘Bearzi’ e la nuova struttura “sono luoghi importanti, perché garantiscono formazione e informazione ai ragazzi che ne hanno bisogno;
un bisogno che si deve trasformare in diritto”.
“Nella nostra regione – ha concluso – c’è una coralità all’interno della quale le realtà pubbliche e private realizzano progetti condivisi nel settore della
protezione sociale”.





