Milano, città en plein air – Intervista a Colombo Clerici su il CORRIERE DELLA SERA

Milano, città en plein air – Intervista a Colombo Clerici  su il CORRIERE DELLA SERA

By Giuseppe

(Aggiornamento del 20 agosto con intervista integrale)
Milano, città en plein air Intervista a Colombo Clerici sul CORRIERE DELLA SERA del 19 agosto 2024
Data: 19 agosto 2024

Intervista su il CORRIERE DELLA SERA del 19 agosto 2024

 

Achille Colombo Clerici

ACHILLE COLOMBO CLERICI «Dal grigio all’aria aperta Metropoli trasformata»

Una città «en plein air»: così è Milano vista da Achille Colombo Clerici, classe 1941, presidente di Assoedilizia. «Non è più necessario fuggire per vivere qualche ora di relax all’aria aperta.
Le periferie? La politica ha dimenticato le case popolari»
«Basta fuggire: la metropoli chiusa ora è ricca di verde, aria e colore».
Colombo Clerici: negli ultimi 10 anni Milano ha cambiato volto e modo di vivere ed è diventata, sul piano internazionale, una città di grande fascino.
Periferie da recuperare. Occorre una nuova politica di edilizia residenziale pubblica.
Le aree industriali dismesse, grande opportunità di riqualificare l’intera città sul piano edilizio/urbanistico.

 

Intervista su il CORRIERE DELLA SERA del 19 agosto 2024

Milano da città chiusa a città en plein air. La trasformazione di una metropoli che ha dovuto riciclarsi.

La competitività e il fascino delle zone centrali e semicentrali e la “sofferenza” delle periferie, dovuta anche alla inadeguatezza dell’edilizia popolare, della quale la politica del nostro Paese si è dimenticata da decenni.

Il CORRIERE DELLA SERA

«Dal grigio all’aria aperta Metropoli trasformata»
Una città «en plein air»: così è Milano vista da Achille Colombo Clerici (foto), classe 1941, presidente di Assoedilizia. «Non è più necessario fuggire per vivere qualche ora di relax all’aria aperta. Le periferie? La politica ha dimenticato le case popolari». a pagina 2

«Basta fuggire, la metropoli chiusa ora è ricca di verde, aria e colore»

Colombo Clerici: negli ultimi 10 anni Milano ha cambiato volto. Periferie da recuperare

Un po` il Covid. Un po` il turismo. Ingredienti di trasformazione. Tema: come cambia Milano. Achille Colombo Clerici, oltre che presidente di Assoedilizia, è una memoria storica della città: «A Milano sono nato nel 1941, ho fatto le scuole, ho ricordi di tutte le stagioni della città». Per questo intende sottolineare una nuova immagine di Milano: «Negli ultimi anni assistiamo alla rivoluzione della vita en plein air, propiziata dal passaggio del Covid e dalla diffusione dei dehors di bar, ristoranti, alberghi e dei giardini pubblici e privati; allo stesso tempo i terrazzi degli appartamenti, che un tempo non venivano utilizzati e spesso erano coperti da tetti, oggi vanno a ruba».

Bastano molti dehors per determinare un cambiamento sociale/urbanistico?

«Certo che no, ma nel complesso Milano è diventata una città dalla quale non si deve necessariamente fuggire per poter vivere qualche ora di relax all`aria aperta, in condizioni ambientali piacevoli e godibili. Questo aspetto, oltre che attirare turismo, sta lentamente cambiando il modo di vivere dei milanesi. Chi esce in strada per una passeggiata non deve necessariamente peregrinare da un luogo chiuso ad un altro luogo chiuso, come è sempre avvenuto nella recente storia cittadina».

Cosa sta determinando questa trasformazione?

«Negli ultimi 10-12 anni, nel solco della migliore tradizione edilizia meneghina, la Milano edificata ha parimenti cambiato volto in molte zone: sono nati quartieri “verticali” nuovi, piste ciclabili, giardini pubblici e privati, terrazze fiorite, trasformando quella che è sempre stata la città del business e della moda, ma grigia e burocratica, in una città ricca di colore e di aria, piena- mente godibile dai suoi abitanti, nonché in una meta turistica come città modello per l`Italia. Una vera e propria trasformazione che ha avuto riflessi in particolare nel campo culturale, con un proliferare di mostre, esposizioni, rassegne, visite storico-artistico-monumentali».

Che ruolo ha il grande business delle trasformazioni edilizie?

«Quello che poteva essere un punto di crisi, e cioè la riconversione di una città fortemente strutturata sull’industria, si è trasformato in una grandissima opportunità: Milano ha avuto 11 milioni di metri quadrati di aree dismesse per procedere al proprio rinnovamento. Era stata la città più bombardata d’Italia, con oltre 3 mila palazzi distrutti, e dunque forse aveva già nel suo Dna questa esperienza nel cambiare volto, e ora lo ha cambiato di nuovo, dopo i decenni di crisi tra gli anni Ottanta e il 2000».

Una gran parte della città di periferia però non sta cambiando affatto volto, anzi in molti casi sta andando sempre più in crisi.

«E così, mezza città resta ferma, o comunque non beneficia del medesimo progresso che coinvolge le zone entrate ormai nel circuito internazionale, quelle che tengono Milano e l’Italia agganciate all`Europa».

Come si può trovare un equilibrio? «Il problema che prima di tutto e soprattutto andrebbe affrontato alla radice è quello delle case popolari. Purtroppo l`Italia da decenni ha dimenticato del tutto la politica dell`edilizia popolare, e oggi tutti i nodi vengono al pettine. La pressione della domanda è alta e crea molte tensioni e squilibri. Deve arrivare il momento in cui si affronterà questo tema».
G. San.

Chi è
• Achille Colombo Clerici è presidente di Assoedilizia, storica associazione milanese della proprietà edilizia, e vice- presidente di Confedilizia • Presiede l’organizzazione no profit Amici di Milano e gli Amici dei Grandi Alberghi. Già alla Commissione Regionale di Controllo e consulente dell` Arcidiocesi

L’opportunità Milano ha avuto 11 milioni di metri quadrati di aree dismesse per il proprio rinnovamento

 

Lo skyline: I grattacieli di Citylife che si stagliano nel cielo sopra la metropoli durante il mese di agosto

Articolo pubblicato su espressa autorizzazione dell’autore

 

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