L’input a questo articolo è stato offerto da un commento del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici sul ruolo di Milano nel nostro Paese : “Milano ormai esercita un grande fascino sul piano della competitività internazionale e dell’attrattività non solo turistica.
Achille Colombo Clerici
Dobbiamo prendere atto che la nostra metropoli ha l’onere e la responsabilità di tenere agganciato l’intero Paese all’ultra dinamico sistema sociale, culturale ed economico internazionale, costituendone ormai uno dei maggiori terminali”. Il capoluogo lombardo, inoltre, è diventato la capitale europea del ‘Bleisure’, neologismo che nel campo dell’ospitalità significa l’unione delle qualità business con quelle del tempo libero. E’ su questo nuovo segmento che si ampliano le opportunità future della città, percepita ora all’estero come meta del ben vivere, del bello e del buon gusto, conquistando il primo posto in Europa per lo shopping.
Per sviluppare ulteriormente le potenzialità di Milano occorrono interventi legislativi e risorse economiche. Già nel 2013 il centrodestra comunale, con l’adesione del centrosinistra, aveva proposto una legge speciale per Milano, sulla scorta di quella approvata, giustamente, per Roma Capitale, che riconosca Milano come “capitale economica”.
L’intenzione era di escludere dal patto di stabilitàgli interventi infrastrutturali, ma anche la previsione di una norma speciale per far restare a Milano fondi derivati dalle imposte.
Proposta rilanciata lo scorso novembre dal presidente del Senato Ignazio La Russa che la vagheggiava dal 1992 quando era deputato di Milano.
Il modello è Parigi. Nonostante le grandi differenze tra le due città – la più rilevante è che Parigi è la capitale di un Paese che peraltro ha una plurisecolare tradizione statuale – molte sono anche le analogie.
Vediamole in breve.
Analogie: moda e design, economia, cultura e arte, architettura storica e moderna. Differenze: dimensioni e popolazione, gastronomia, stile di vita, trasporti, turismo.
Parigi ha circa 2,1 milioni di abitanti, mentre l’area metropolitana (Ile de France) supera i 12 milioni.
Milano ha circa 1,4 milioni di abitanti, con l’area metropolitana che si ferma a circa 4 milioni, quindi non ha massa critica: ma la Lombardia ha 10 milioni di abitanti, compreso il capoluogo.
Il Pil annuo pro capite dell’Ile de France si attesta sui 53.000 euro, in Lombardia è di 46.000 euro.
Dagli anni 70 Parigi è delimitata dalla circonvallazione Périférique e i rapporti tra cittadini e residenti nelle banlieues sono rari e spesso conflittuali. Con le Olimpiadi, ma ben distinto da esse, è partito il progetto Grande Parigi che ha l’obiettivo di integrare il capoluogo-capitale con la sua sterminata periferia. Si devono includere i quasi 10 milioni di banlieusards (gli abitanti delle periferie) insieme a tutte le aziende, le università, gli istituti di ricerca della periferia adeguatamente collegati non solo con Parigi ma anche tra loro.
Più adeguato sarebbe parlare di ripartenza del progetto Grande Parigi. Il piano originario risale addirittura al 1913, interrotto dalle due guerre mondiali.
E’ pur vero che il rapporto Milano-Lombardia è totalmente diverso, ma desta interesse la modalità con la quale i parigini intendono realizzare il loro progetto, innanzitutto potenziando i collegamenti.
Cuore del progetto le metropolitane – Parigi ne conta 16, Milano 4 – che collegheranno l’intera Ile de France. Se già oggi il dipartimento più povero della Francia, Saint Denis-Pleyel che ospita il villaggio olimpico, è a 15 minuti dal centro di Parigi grazie al prolungamento del metro, entro l’inizio degli anni ’30 sono previste 68 stazioni tutte in periferia. Si aggiungeranno anche decine di stazioni per biciclette, autobus e treni suburbani.
Anche Milano lavora al prolungamento della rete metropolitana; ma ricordiamo che la linea MM1 direzione Monza è ferma a Sesto S. Giovanni dalluglio 2011 (doveva essere pronta per Expo 2015). –
I collegamenti con Cremona-Mantova, Domodossola-Arona, Mortara-Alessandria, Bergamo-Carnate solo per citare, sono incubi da decenni per i pendolari: insufficienza delle corse, ritardi, sovraffollamenti, convogli vecchi e inquinanti.
Oltre 150.000 i lavoratori che ogni giorno raggiungono il capoluogo lombardo utilizzando la ferrovia: numero che potrebbe aumentare di molto con un sistema ferroviario più efficiente. Invece le prestazioni del trasporto regionale passeggeri vanno visibilmente deteriorandosi impedendo di raggiungere quella “massa critica” capace di reggere la competizione con altre regioni europee e mondiali.
Inoltre una rete di collegamenti pubblici più estesa ed efficiente contribuirebbe a ridurre uno dei problemi di Milano, la carenza di alloggi per il ceto medio e quindi i costi proibitivi delle case, soprattutto per quanto riguarda gli affitti. A Parigi un quarto degli abitanti vive in case di edilizia pubblica, a Milano circa l’8%.
Se la Grande Milano, con l’auspicata legge speciale, comprendesse l’intera Lombardia si creerebbe un polo economico, sociale e culturale tra i primi in Europa e nel mondo. Lo consentirà la nostra tradizione dei cento campanili e la politica che ne è l’inevitabile causa-effetto?
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