Mike Bongiorno, l’anima dei media per più di 50 anni

Mike Bongiorno, l’anima dei media per più di 50 anni

By Redazione

Mike Bongiorno non era solo “un presentatore” televisivo di lungo corso. Mike Bongiorno è stato l’anima dei media italiani e non solo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi.

Figlio di emigranti italiani (il nonno proveniva da un paesino della Sicilia) il giovane Michael Nicholas Salvatore Bongiorno inizia la sua carriera nel mondo dello spettacolo nel 1946 con
“Voci e volti dall’Italia” programma per una stazione radiofonica Usa.

Ma ben presto il legame con la terra degli avi si fa ancora più evidente: nel 1953 Mike Bongiorno è uno dei pionieri che partecipa alla nascita della neonata televisione pubblica
italiana. Suo è “Arrivi e partenze” il programma che il 3 gennaio 1954 alle 14.30 che inaugura il primo giorno di trasmissione.

Edè proprio la TV che rende Mike un icona famigliare per tutti gli italiani.

Dal 1955 al 59, il presentatore italo americano conduce “Lascia o raddoppia” (ispirato al quiz Usa “Una domanda da 64.000 milioni di dollari): il suo modo di parlare, la sua gestualità e
la sua presenza lo rendono subito familiare a tutti. Da quel momento Bongiorno diventa ospite fisso della scatola parlante: “Campanile Sera” (1960), Caccia al numero (1962), “La fiera dei sogni
“(1963-65), “Giochi in famiglia” (1966-67), “Ieri e oggi”(1976), “Scommettiamo”(1977), “Flash” (1980), tutti lo vedono protagonista e tutti, in una certa maniera si reggono su di lui. Come nel
passato, Mike Bongiorno è testimone-protagonista del progresso: nel suo “Rischiatutto” (1970-74) per la prima volta vengono usati effetti speciali e fanno la sua comparsa le vallette
“parlanti”, di cui Sabrina Ciuffini fu il primo esemplare.

Ma, nonostante il ” suo” mezzo di comunicazione è stato la televisione, Mike Bongiorno ha lasciato la sua impronta anche altrove.

Nel biennio 1955-56 presenta alla radio “Il motivo in maschera”, quiz radiofonico; sempre tramite radi viene diffusa “Ferma la musica!”.
Mike conquista anche il cinema, interpretando sé stesso in numerose pellicole: “Totò lascia o raddoppia?” (1956), “Il giudizio universale (1961)”, “C’eravamo tanto amati” (1974) e
“Sogni mostruosamente proibiti” (1983).

Nel 1977 la sua vita professionale conosce l’ennesima svolta.

Quell’anno Bongiorno incontra Silvio Berlusconi, imprenditore milanese che sta creando una scuderia di volti nuovi e programmi per creare una valida alternativa alla TV di Stato. Mike
Bongiorno, Corrado Mantoni, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini sono i grandi acquisti dell’industriale di Arcore.

Sulle reti Mediaset, Bongiorno conduce “Milaninter club”, “I sogni nel cassetto” (1980), Bis (1981), “Superflash (1982-1985), Pentatlon (1985-1986), Parole d’oro (1987), TeleMike (1987-1992) e
“C’era una volta il Festival” (1989-1990), “Tutti x uno” (1992). Fiore all’occhiello del periodo, “La ruota della fortuna” che mostrerà la longevità record di 3.200 puntate.

Nella sua carriera Mike Bongiorno vanta anche la la presentazione di undici edizioni del Festival di Sanremo: la prima nel 1963, l’ultima nel 1997 con Valeria Marini e Piero Chiambretti. Nel
settembre 2007, il suo ritorno in RAI come conduttore della 68.maª edizione di Miss Italia insieme a Loretta Goggi.

Nel 2004 tale dedizione al lavoro gli vale l’onorificenza di Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica, conferitagli dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Nel 2009, nonostante le polemiche che vedevano la sua presenza come spalla di Fiorello su uno show di Sky come un tradimento, Bongiorno aveva accettato di condurre sulla TV di Murdoch
RisSytutto.

Uomo di spettacolo, lo è stato fino in fondo.

Matteo Clerici

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