Messaggio di Irina Bokova, Direttore Generale dell’UNESCO, in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente

Messaggio di Irina Bokova, Direttore Generale dell’UNESCO, in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente

By Redazione

In occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente 2010, si celebra il tema “Molte specie, un Pianeta, un Futuro”. Oggi, e nel corso di quest’anno – Anno Internazionale della Biodiversità
– celebriamo la Diversità che caratterizza la nostra Terra. In sostanza la biodiversità consiste nella varietà di tutte le forme viventi e si esprime anche attraverso la
diversità culturale.

Queste due “diversità” sono intrinsecamente collegate. La biodiversità fornisce sostegno e ispirazione alle nostre culture e ai nostri sistemi di credenze tradizionali. D’altra
parte siamo anche noi a modellare la biodiversità. Per esempio, attraverso la biodiversità agricola abbiamo creato un’immensa varietà di coltivazioni e specie di allevamento
da cui dipendiamo. Un’altra dimensione della biodiversità che porta il segno dell’uomo è quella dei paesaggi, terrestri e marini, alcuni dei quali sono oggi riconosciuti come
patrimonio dell’umanità a causa della loro unica bellezza, delle loro specie endemiche e della loro importanza sia naturale che culturale.

Perché dobbiamo proteggere questa diversità?
In primo luogo allo scopo di assicurare la sostenibilità. La biodiversità garantisce ecosistemi resilienti (NdT: capaci di assorbire gli impatti nocivi) che forniscono le risorse da
cui dipende il nostro benessere. Allo stesso modo, la diversità culturale è un fattore chiave per l’organizzazione e la stabilità sociale e su di essa si fonda la
diversità di pratiche che caratterizzano l’accesso alle risorse naturali ed il loro utilizzo. La scienza ha dimostrato che noi, come specie, siamo parte integrante della
biodiversità. Non siamo al di sopra delle leggi della natura ed abbiamo l’imperativo morale di preservare la biodiversità di cui siamo parte. Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente,
dobbiamo pensare a cosa si può realizzare concretamente per proteggere il nostro ambiente ed il nostro pianeta.

Credo che nell’Anno della Biodiversità 2010 ci sono diverse iniziative che possiamo promuovere e che possono avere un impatto durevole e positivo. Possiamo intensificare l’attività
di ricerca, identificazione, descrizione e classificazione degli organismi naturali condotta comunità scientifica e dalla società civile in tutto il mondo. In un’epoca di
cambiamenti globali, il miglior modo di mettere a punto strategie per la conservazione della biodiversità è di studiare l’evoluzione della distribuzione geografica delle specie e
come questa sia influenzata da altri fattori, per esempio, dal cambiamento climatico.

Possiamo dare pieno e formale riconoscimento al contributo importante che proviene dalle conoscenze indigene e tradizionali, incoraggiando lo scambio dinamico di informazioni e know-how in modo
da favorire la salvaguardia della biodiversità ed il mantenimento di ecosistemi sani. Possiamo poi dare molta più forza al ruolo che rivestono le donne nello sviluppo e nella
trasmissione di specifiche conoscenze sulla diversità, nella gestione della biodiversità e nei processi decisionali in materia. Possiamo impegnarci nella protezione di un maggior
numero di aree importanti per la Biodiversità, terrestri e marine, tenendo conto delle aspirazioni e delle prospettive dei vari settori della società.

Possiamo rafforzare il dialogo tra la scienza della biodiversità e la politica. Questi sono i principali strumenti di azione che sono emersi dalla conferenza sulle principali politiche
scientifiche che l’UNESCO ha ospitato in occasione del lancio dell’Anno Internazionale della Biodiversità. Sono profondamente convinta che l’avvenire della Biodiversità sia nelle
nostre mani. Come ci ricorda lo slogan dell’Anno della Biodiversità, la biodiversità è vita, è la nostra vita. In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente
cerchiamo di dimostrare con i fatti che ne comprendiamo l’importanza.

Commissione nazionale italiana per l’UNESCO – Unesco.it
Redazione Newsfood.com+WebTV

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