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Mercati dei fiori toscani: intesa fra gli enti per il rilancio del settore

By Redazione

Firenze – C’è accordo tra i soggetti del tavolo floricolo sui prossimi passaggi del percorso di rilancio del settore e in particolare sui contenuti del protocollo
d’intesa che avrà quale oggetto il rafforzamento dei due mercati dei fiori di Pescia e di Viareggio.

Nell’ultima riunione, convocata a Firenze dall’ assessore regionale all’agricoltura e cui hanno partecipato i rappresentanti delle Province di Pistoia e Lucca e dei comuni di Pescia e
Viareggio, è stato fatto il punto sullo stato dell’agenda di lavoro elaborata al recente convegno di Lucca: in particolare si sono condivise le linee guida elaborate dal distretto
floricolo per la competitività delle imprese, si è deciso il varo di un gruppo di lavoro che, entro tre mesi, dovrà definire le proposte per la realizzazione di nuovi
servizi alle imprese e si sono definiti i contenuti del protocollo d’intesa sul mercato dei fiori, che verrà sottoscritto a breve.

Nell’ambito dell’accordo, per il Comicent sono previsti innanzitutto investimenti per migliorare la sicurezza e la funzionalità della struttura attraverso uno specifico trasferimento di
risorse del fondo straordinario di investimenti della Regione al comune di Pescia; a ciò si collegherà il passaggio di proprietà del Comicent al Comune di Pescia. Per
Viareggio il protocollo prevede l’impegno del Comune a realizzare la nuova struttura mercantile per il sostegno e lo sviluppo delle attività di commercializzazione. Ma il passaggio
più importante è quello che riguarda le sinergie fra i due centri che, in prospettiva, pur mantenendo le due sedi, unificheranno la gestione al fine di razionalizzare gli sforzi,
qualificare e innovare le attività e allargare la gamma dei servizi offerti.

Con tutte queste iniziative, i soggetti del tavolo floricolo puntano a dare nuova linfa e forza a tutto il settore e in particolare al segmento della commercializzazione: attraverso i due
polmoni di Pescia e Viareggio (dove operano oltre 1.000 realtà tra aziende agricole e imprese di commercio) passa infatti il 70% della produzione toscana.

Massimo Orlandi

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