Memoria: così gli odori influenzano la mente

Memoria: così gli odori influenzano la mente

Il profumo di caffè e latte di mattina.
L’odore di disinfettante della mensa scolastica.
L’aroma del pesce fritto, tipico dei locali di mare.
La relazione tra odori e memoria è qualcosa che esiste da sempre, ma solo ora la scienza la comprende meglio.

Il merito è di uno studio del Weizmann Institute of Science, in Israele, guidato da Yaara Yeshurun e pubblicato da “Current Biology”.

Gli scienziati hanno lavorato con 16 volontari adulti, cercando di ricreare la formazione dei ricordi d’infanzia. A tale scopo, i volontari hanno esaminano foto ed odori di diversi oggetti; 90
minuti dopo, hanno ri-esaminato le stesse immagini, ma con odori diversi. Dopo una settimana, gli studiosi hanno chiesto loro di associare le immagini agli odori che ricordavano di più’.
Durante tutti questi test, l’attività del cervello dei soggetti era monitorata tramite risonanza magnetica funzionale.

Analizzando i risultati (che hanno mostrato come fosse più facile ricordare gli odori piacevoli), i ricercatori hanno notato come l’ippocampo (una regione del cervello) reagisse in
maniera diversa a seconda degli abbinamenti odore-oggetto. Ulteriori esami, hanno poi evidenziato come gli odori siano anche più utili dei suoni per fissare gli avvenimenti.

Come spiega Yeshurun: “Abbiamo scoperto che la prima associazione tra un oggetto e un odore aveva una traccia distinta nel cervello”. Per gli studiosi israeliani, la forza degli odori è
un’eredità dell’evoluzione. I primi uomini erano infatti dotati di un olfatto sviluppato, usato come radar per individuare ed evitare piante velenose, il cibo avariato e i nemici.

Matteo Clerici

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