Mediazione e giustizia civile: Riprende il dialogo tra Ministero e Avvocatura
13 Maggio 2011
“L’incontro ha segnato un punto importantissimo per la riapertura del dialogo tra il Ministero della Giustizia e il mondo
forense, consentendo di porre sul tavolo le questioni più delicate e urgenti riguardanti l’avvocatura e la Giustizia e di definire un piano d’azione che i partecipanti si sono
impegnati a condurre a termine”.
Questo il primo commento del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano Paolo Giuggioli, in merito alla riunione che si è tenuta a Roma con il Ministro Angelino Alfano e il Capo
dell’Ufficio Legislativo del ministero Augusta Iannini, in cui sono intervenuti anche il Presidente Guido Alpa e il Consigliere Segretario Andrea Mascherin del CNF; i Presidenti degli Ordini di
Roma Antonio Conte e Palermo Enrico Sanseverino (che già avevano preso parte con il Presidente Giuggioli al primo contatto della settimana scorsa); i Presidenti degli Ordini di Genova
Stefano Savi, L’Aquila Antonello Carbonara e Pesaro Arturo Pardi, i consiglieri dell’Ordine di Torino Teresa Besostri e di Bologna Vincenzo Florio; i presidenti dell’Unione regionale del
Triveneto Antonio Francesco Rosa e della Sardegna Arrigo Filigheddu.
Al centro del dibattito sono stati posti i temi della disciplina della mediazione finalizzata alla conciliazione e quello più ampio ‐ ma,
comunque, strettamente connesso al primo – relativo alla necessità di ridimensionare il gigantesco carico di contenzioso civile gravante sugli
uffici giudiziari di tutta Italia.
Gli interventi convenuti opereranno su due livelli. Il primo riguarda la modifica del decreto legislativo 28/2010 e l’introduzione dell’assistenza necessaria degli avvocati nei casi di
mediazione obbligatoria al fine di tutelare i diritti dei cittadini, in primis quello di difesa, all’interno del procedimento di mediazione.
Il secondo livello d’intervento è stato delineato con l’istituzione di una cabina di regia permanente tra ministro e avvocatura cui sarà demandato il compito di individuare
soluzioni agli ulteriori fondamentali aspetti della disciplina della mediazione su cui gli avvocati presenti hanno posto l’attenzione e al drammatico problema dello smaltimento delle cause
civili.
Per quanto riguarda la mediazione, la cabina di regia sarà chiamata ad affrontare innanzitutto il problema della obbligatorietà del tentativo di conciliazione, l’individuazione di
criteri per la definizione della competenza territoriale degli organismi di mediazione, l’individuazione di puntuali requisiti diretti a garantire l’indipendenza e l’imparzialità degli
organismi e dei mediatore, l’estensione delle norme sul patrocinio a spese dello Stato anche all’assistenza legale nel procedimento di mediazione.
Per la riduzione del contenzioso in ambito civile, è stato ipotizzato il coinvolgimento degli avvocati (complessivamente 8‐10mila) che dovranno occuparsi della definizione
dell’arretrato.
“La giustizia civile – aggiunge il Presidente Giuggioli – è soffocata da 5,6 milioni di cause, con danni enormi subiti dai cittadini e dalle aziende. Occorre lavorare per una soluzione
efficace e duratura. La vigente legge sulla mediazione, nata con questo obiettivo, non garantisce adeguati risultati e – soprattutto – limita il diritto costituzionalmente garantito all’accesso
alla giustizia. Va cambiata e per fare ciò non servono atteggiamenti ideologici, né occorre erigere steccati insormontabili.
La disponibilità dei vertici istituzionali dell’Avvocatura esprime solo ragionevolezza e responsabilità, non posizioni asservite o di comodo. Le accuse in questo senso rivolte a
chi è intervenuto al tavolo con il Ministro, mirano solo a coprire l’insuccesso del protagonismo di alcuni rappresentanti dell’avvocatura associata”.
- Elenco delle proposte di modifica al D. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 (clicca qui)
- Confronto tra i Principi di fondo irrinunciabili per l’Avvocatura italiana individuati il 17 ottobre 2009 e il testo approvato dal Senato nel novembre 2010 (clicca qui)
Redazione Newsfood.com+WebTv





