McDonald’s e il territorio: il 30 aprile scade il progetto “Fattore Futuro”

McDonald’s e il territorio: il 30 aprile scade il progetto “Fattore Futuro”

By Giuseppe

roberto masi McDonald’sEtà inferiore ai 40 anni; titolarità di un’azienda agricola che svolge la propria attività sul territorio italiano; un progetto innovativo e sostenibile di sviluppare la propria attività attorno alla coltura del grano, patata industriale, insalate e/o frutta destinate alla trasformazione in IV gamma, allevamento di bovini da carne o da latte, carni avicole.
Questi i requisiti richiesti da McDonald’s a chi si vuole candidare, entro il 30 aprile, al progetto “Fattore Futuro”.
I candidati che presenteranno progetti di sostenibilità e/o innovazione ritenuti interessanti, tra il 16 maggio e il 5 giugno saranno invitati a presentarti davanti ad una commissione di selezionatori per valutare anche motivazioni e personalità. I 20 candidati che supereranno questo esame, per tre anni faranno parte del sistema di fornitori di McDonald’s. E, avranno non solo la certezza di un contratto pluriennale  ma anche “l’opportunità di venire a contatto con una realtà che opera su scala internazionale cercando di creare rapporti di filiera duraturi , è stato  evidenziato nel corso della presentazione del progetto a Milano, presso la sede del Corriere della Sera, con la regia del vice direttore del quotidiano, Giangiacomo Schiavi e la partecipazione al dibattito dell’amministratore delegato di McDonald’s Roberto Masi, Roberto Arditti di Expo2015 e uno dei fornitori della multinazionale americana, il panificatore Roberto De Marco.
Agli agricoltori selezionati, infatti, verrà data la possibilità di approfondire la conoscenza delle filiere, entrando in contatto con esperti e certificatori per comprendere al meglio le dinamiche dell’industria alimentare rispetto a temi quali la qualità e la sicurezza alimentare. Perché il progetto “Fattore Futuro” è nato con l’obiettivo di accompagnare e aiutare i giovani agricoltori nello sviluppo delle loro aziende. Tant’è che il progetto ha il patrocinio del Ministero delle politiche agricole anche perché “rappresenta un’occasione per sperimentare nuovi rapporti di lavoro con i giovani imprenditori agricoli, dando loro la stabilità anche nel medio periodo e contribuendo al ricambio generazionale in un settore chiave  come quello agroalimentare” dice il ministro Maurizio Martina.
Mentre l’amministratore delegato di McDonald’s, Roberto Masi, sottolinea che con “i suoi 36.000 ristoranti in 120 paesi del mondo, McDonald’s serve ogni giorno 70 milioni di persone”.
C’è di più. 
E Masi lo evidenzia, numeri alla mano: l’anno scorso McDonald’s ha acquistato 9.000 tonnellate di grano di cui 6.000 da venti produttori italiani; 22.000 tonnellate di patate, di cui 2.000 nazionali; metà delle 3.200 tonnellate di insalata è prodotta in Italia; è tutta di produzione italiana la carne di pollo, qualcosa come 9.560 tonnellate; invece a fornire le 10.000 tonnellate di carne bovina sono 15.000 allevatori italiani come pure i tre milioni di litri di latte, assicurati da 67 produttori; è italiana anche le metà delle mille tonnellate di frutta consumati nei 510 ristoranti sparsi lungo lo Stivale. Con questi numeri la multinazionale americana sarà senz’altro “al centro del dibattito durante i sei mesi di Expo su temi come “il cibo e la sua filiera produttiva, nonché le modalità di distribuzione e fruizione”, dice Masi.

Michele Pizzillo
Newsfood.com

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