Matteo Ghiringhelli al Concours ASI du Meilleur Sommelier d’Europe (intervista esclusiva Newsfood.com)

Matteo Ghiringhelli al Concours ASI du Meilleur Sommelier d’Europe (intervista esclusiva Newsfood.com)

Milano, 14 settembre 2013

Domenica 29 settembre, a Sanremo – e per la prima volta in Italia -, sarà assegnato il prestigioso titolo di Miglior Sommelier d’Europa.
Newsfood ha incontrato per voi il candidato italiano Matteo Ghiringhelli.

Lo avevamo già conosciuto a Casteggio (PV) il 23 maggio del 2010 (vedi
articolo e foto)
e ci aveva impressionato per la sua bravura nell’affrontare le severe prove nel concorso che lo proclamò Miglior Sommelier Italiano.
 
Le Concours ASI du Meilleur Sommelier d’Europe.
A tu per tu con il candidato italiano.

Matteo, sbirciando in rete compare un bell’articolo che il quotidiano francese LE FIGARO ti
ha dedicato due anni fa.
Racconta anche a noi di Newsfood.com come sei arrivato, a 24 anni, ad avere in tasca il titolo di miglior sommelier italiano 2010 ottenendo, nello stesso
anno, il terzo posto al campionato Europeo.

Matteo Ghiringhelli:
Sono il sesto di 8 fratelli – 4 maschi e 4 femmine – cresciuti accanto a due genitori impegnati nella gestione del ristorante di famiglia, aperto da nostro padre Giulio negli anni ’60 a
Furato d’Inveruno, nell’hinterland milanese. Frequentare l’Istituto Alberghiero Carlo Porta di Milano è stata una scelta naturale. Accanto a un professore come Giuseppe Vaccarini
(campione del mondo sommelier nel 1978, fondatore e presidente di ASPI – l’Associazione dei Sommelier Professionisti – ndr) ho maturato il mio interesse per il vino. Una volta terminata la
scuola, ho avuto la possibilità di affinare ciò per cui avevo studiato in alcuni fra i locali più prestigiosi d’Europa, il Waterside Inn a Bray, l’unico ristorante in
Inghilterra a vantare tre stelle Michelin da più di 25 anni, poi ho trascorso un anno al ristorante Le Cinq del Four Seasons Hotel George V a Parigi.
Successivamente ho lavorato per 6 anni, straordinari dal punto di vista formativo, al ristorante Il Vino aperto a Parigi da Enrico Bernardo, Miglior sommelier del mondo nel 2004 a soli 27
anni. Si tratta di esperienze che considero fondamentali per la mia crescita professionale che mi hanno consentito di iniziare un altro importante percorso in qualità di chef
sommelier all’hotel Palazzo Parigi il nuovissimo 5 stelle lusso inaugurato lo scorso 5 settembre a Milano. E’ stato lo chef Carlo Cracco, che cura la carta e l’impostazione del ristorante
gourmet dell’hotel, a volermi nel team e a segnalare il mio profilo alla proprietà.

Palazzo Parigi rappresenta una nuova ambiziosa tappa in cui puoi esprimerti al 100% . Come hai deciso di organizzare la cantina e la carta dei vini ?
Si tratta di un’esperienza a dir poco entusiasmante e di grande responsabilità. Il prestigio di questa nuova insegna, il carattere eccezionale del servizio, senza dimenticare la
fiducia che la proprietà ha riposto in me, mi hanno consentito di lavorare con grande serenità nella selezione di vini importanti – quelli che non possono mancare in una carta degna
di un hotel che si rivolge ad una clientela internazionale e di alto profilo – nello stesso tempo ho cercato di mettere la mia “firma” inserendo un’ampia selezione di etichette di
piccoli produttori che in questi anni ho avuto il piacere di gustare e che mi hanno emozionato perché autentica espressione di un territorio e di un vitigno. Lontano da ogni retorica,
in anni di mestiere ho imparato che il gusto per questo lavoro risiede nella scoperta e nel piacere di guidare il pubblico verso itinerari inconsueti al momento della scelta del vino. E’ qui
che ci si apre al racconto e che si instaura un rapporto speciale con chi sta a tavola.

A proposito di scoperta, il mestiere di sommelier implica oggi una cultura che va oltre la conoscenza del vino e che abbraccia il mondo delle birre, dei distillati e delle bevande non
alcoliche. Hai potuto esprimerti anche in questa direzione ?

A Palazzo Parigi, oltre alla carta dei vino, abbiamo una carta dei tè e dei caffè creata in collaborazione con lo chef Carlo Cracco pensata anche in base alle proposte gastronomiche
ideate espressamente per l’hotel. Senza dimenticare che essere chef sommelier richiede versatilità e capacità di organizzare l’assortimento dei prodotti adatti
a  tutte le tipologie di servizio fino alla banchettistica .

Sappiamo che è dallo scorso mese di aprile che stai preparando il tuo nuovo impegno a Milano. Come pensi di impiegare il tuo tempo libero, non appena ne avrai a disposizione
?

Tempo libero? Da qualche mese è un concetto che mi suona sconosciuto. Scherzi a parte, ora è per tutti il momento di dare il massimo per portare l’hotel a regime. Non appena mi
sarà possibile volerò là dove in questi ultimi anni ho sempre sognato di viaggiare: in Cile, in Argentina e, prima o poi, anche sull’isola di Madeira. Ho viaggiato attraverso
gran parte dell’Europa e sono stato in Sud Africa ora il mio palato vuole assaggiare un po’ di Sud America.

Per concludere, è inevitabile una battuta sul concorso per il titolo di Miglior Sommelier d’Europa in programma fra pochi giorni a Sanremo. Come ti sei preparato ?
Affronto questa nuova prova con l’esperienza di chi ha alle spalle anni di mestiere in locali di alto profilo, a contatto con una clientela internazionale ed esigente. Non nego che il nuovo
impegno professionale a Milano ha inevitabilmente sottratto tempo allo studio. Per fare un paragone con il mondo della danza è come se mi fossi esibito ogni sera in un grande teatro non
avendo il tempo, di giorno, di dedicarmi agli esercizi alla sbarra. Arrivare primi a un concorso è anche questione di disciplina. Il criterio di selezione è estremamente
rigoroso e sotto il controllo di una Commissione tecnica che comprende i migliori sommelier del mondo. Non faccio pronostici, in ogni caso non vedo l’ora di rivedere tanti colleghi e Giuseppe
Vaccarini, il caro “Prof” senza il quale forse avrei fatto tutto, ma senza quella passione che mi ha portato oggi ad essere quello che sono.

Ringraziamo Matteo e gli facciamo i nostri più cari Auguri per il massimo podio, per la sua carriera e per noi tutti, sinceramente fieri di avere un campione come lui, un eccellete
ambasciatore della nostra italianità, modello di vita per i nostri giovani che oggi guardano al futuro con non poche incertezze.

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

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