Paolo Massobrio: “La crisi non dipende solo dall’Iva, ma dai “critici-cialtroni” che pretendono di mangiare gratis al ristorante”

Paolo Massobrio: “La crisi non dipende solo dall’Iva, ma dai “critici-cialtroni” che pretendono di mangiare gratis al ristorante”

La ristorazione francese è in crisi e Sarkozy prova a salvarla tagliando l’Iva.

Il governo francese ha infatti previsto un taglio dell’Iva su pranzi e cene, che a partire dal prossimo luglio passerà dal 19,6% al 5,5%, permettendo ai clienti di risparmiare quasi due euro ogni 15 di spesa. In compenso i ristoratori transalpini si sono impegnati a garantire 40.000 assunzioni e ad abbassare i prezzi dei piatti giudicati eccessivamente salati.

La proposta piace anche in Italia, anche se con qualche riserva: Antonio Santini sul Corriere della Sera suggerisce di incentivare i pranzi di lavoro, mentre per Claudio Sadler è necessario prima di tutto abbassare il costo del lavoro.

Su Il Giornale interviene il sottosegretario con delega al Turismo, Michela Vittoria Brambilla, che incita tutta l’Europa a seguire l’esempio francese e spiega che se fino ad ora questo provvedimento non è stato adottato da noi è perchè Bruxelles mette dei paletti alla riduzione dell’Iva per un solo settore.

Cartolina… ai critici-cialtroni

Oltre alla tassazione che frena i ristoranti c’è poi la tassa-marchetta che taluni pensano di dover pagare al cialtrone di turno che si spaccia come critico, avendo magari un blog, un sito e qualcosa che lo giustifica – secondo lui – ad andare gratis in un ristorante.

Questi cialtroni sono come sanguisughe che “vendono” un invito o un contatto con un giornalista serio come credenziale per poi comportarsi in modo miserando.

Sono riflessioni che mi vengono dopo essere stato in un ristorante che ho visto crescere, che ha raggiunto la vetta della notorietà. Ci sono stato prenotando sotto falso nome, e questo per arrivare inaspettato come qualsiasi cliente, mangiare, giudicare ed essere libero, dopo aver pagato il conto, di dire la mia. Ma dopo la cena c’è stato uno sfogo: “Credo di avere
fatto un errore – mi dice la titolare –  l’altro giorno mi ha telefonato un giornalista, dicendo che stava andando nel Roero ad una cena con Ducasse e che avrebbe avuto piacere di venire a provare il mio ristorante. Gli ho detto che non c’era problema. A quel punto ha sottolineato che “naturalmente sarei vostro ospite”.

Gli abbiamo detto che chi viene qui di solito paga, lo hanno fatto giornalisti come Massobrio, Gatti, Raspelli, Marchi, non vedo perchè si debba fare eccezione per uno che fra l’altro non conosciamo. Però – ha concluso la signora – i colleghi mi hanno detto che ho sbagliato”.

Ma come si può pensare che si debba aver sbagliato facendo il proprio lavoro? Ma quando la finiremo di dare retta a quel ciarpame di guide fatte a pagamento, di consigli per gli acquisti e soprattutto di pranzi gratis, a scrocco, di piccoli uomini che campano sul lavoro duro che fanno gli altri ?

Paolo Massobrio

 

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