Martini commenta il rinvio a giudizio per l'inchiesta sull'inquinamento atmosferico

Firenze – «Vivo questa decisione con amarezza e serenità, amarezza perché mi sembra evidente che non sono state valutate le consistenti ragioni che la difesa ha
portato e che ho personalmente illustrato davanti al Gip, serenità perché mi sento con la coscienza a posto avendo fatto tutto ciò che era nella nostra
responsabilità e avendo dimostrato i positivi effetti prodotti dalle nostre decisioni».

E’ questo il commento di Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, appena informato del rinvio a giudizio a seguito dell’inchiesta sull’inquinamento atmosferico.

«Fermo restando il massimo rispetto verso il lavoro della magistratura – prosegue il presidente toscano – considero non fondata la tesi dell’omissione. In questi anni abbiamo attuato un
intenso programma di attività e mai siamo stati passivi di fronte al crescere, in Toscana e in tutto il Paese, di questo problema che non trova soluzioni radicali in nessuna parte
d’Europa. Tant’è che proprio in questi giorni la Commissione Ue ha approvato una nuova direttiva per consentire la proroga dei termini per il raggiungimento dei valori di contenimento
delle polveri sottili».

La situazione, grazie alle iniziative messe in atto da Regione e Comuni, nel corso di questi ultimi anni è infatti migliorata. Nel 2002 i Comuni con valori superiori a quelli consentiti
erano 32 e interessavano il 50% della popolazione toscana. Cinque anni dopo i Comuni con valori superiori sono scesi a 20 e la popolazione interessata al 32%. E se confrontiamo i rilevamenti
del 1995 con quelli del 2005, nel corso di questi 10 anni la presenza delle polveri sottili (pm10) è diminuita del 2%, l’ossido di zolfo diminuito del 71%, il monossido di carbonio del
43% e l’ossido di azoto del 29%.

«Risulta alla fine incomprensibile che tale decisione di rinvio a giudizio – conclude Martini – venga presa solo a Firenze e in Toscana, quando è noto a tutti che vi sono tante
situazioni peggiori delle nostre dove tuttavia sono stati presi provvedimenti del tutto simili a quelli decisi in Toscana. Va da sé che in sede di processo ci difenderemo con
determinazione per smontare una tesi accusatoria che considero infondata e sorda ad ogni argomentazione difensiva».

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