Martinez Guillermo, Console del Cile e Paes Barreto Amb. Renan, Console del Brasile, nuovo arrivo a Milano

Martinez Guillermo, Console del Cile e Paes Barreto Amb. Renan, Console del Brasile, nuovo arrivo a Milano

Milano, Lunedì 12 novembre 2012

SALUTO IN  CASA MERRY DEL VAL AI NEO CONSOLI DI BRASILE E CILE

L’esposizione delle opere delle pittrici cilene Bonfanti e Pedemonte e la presentazione del libro di Monica Amari Staglieno.
In occasione dell’arrivo dei nuovi consoli di Cile e di Brasile a Milano, Domingo ed Elena Merry del Val hanno organizzato in  casa ( Palazzo Barbavara- Merry del Val a Montorfano ) una
colazione in onore degli ospiti Paes Barreto Amb. Renan,  Console Generale del Brasile e Martinez Guillermo, Console Generale del Cile.

Tra gli invitati il Prefetto di Como Michele Tortora; il Sindaco di Lugano Giorgio Giudici; lo scrittore Marcello Staglieno emerito vice presidente del Senato Italiano, il Decano del Corpo
Consolare a Milano Emilio Fernandez-Castano y Diaz Caneja, console di Spagna; Sere Sturznegger Jorge Antonio, Console Gen. Uruguay;  Camisasca Gianvico, Console di Slovenia; Jean Marc
Droulers,  Pres. Villa Erba; Carlo Radice Fossati; Vittore Ceretti; gli editori Giampiero Casagrande di Lugano e Francesco Brioschi di Milano,  il presidente di Assoedilizia e
dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Mostra delle opere pittoriche delle artiste cilene di arte contemporanea Marcella Bonfanti e Lorena Pedemonte.

Nel corso dell’incontro Monica Amari Staglieno, esperta in politiche e processi culturali, ha presentato il suo ultimo libro “Manifesto per la sostenibilità culturale”.

La cultura è capace non solo di creare economia e coesione sociale, ma anche di offrire un senso di benessere, quel senso di felicità  che i governi cominciano a porre tra gli
obiettivi primari da raggiungere.

Esaminando le analogie che possono esistere fra il sistema ambientale e quello culturale, il tema della “sostenibilità  culturale” fa intravvedere la possibilità  di
un'”economia del simbolico”, dove i piani strategici culturali diventano uno strumento indispensabile per il governo del territorio.

Perciò la parola “declino” che sempre più spesso viene utilizzata dai mass media e dalla gente comune per descrivere il momento che il nostro Paese sta attraversando,  va
sostituita con il termine “transizione”.

In qualunque ambito possa essere utilizzata – dalla fisica alla genetica, dalla chimica alla storia – la parola “transizione” indica non solo un generico significato di cambiamento, ma specifica
che è in corso un “mutamento di stato”, un processo il cui risultato finale, determinando la modifica degli elementi strutturali di un sistema sia esso sociale, politico, economico, ne
permette la creazione di uno nuovo.
Se queste premesse si riveleranno esatte potremmo accorgerci che una volta che avremmo finito di attraversare questo lungo, faticoso, sicuramente drammatico, momento di transizione, si
sarà abbandonato il modello quantitativo di sviluppo, non più sostenibile da un punto di vista economico, ambientale e sociale e ci saremo orientati a favore di un modello
qualitativo, basato sulla conoscenza, come ricorda anche la strategia di Europa 2020, il programma dell’Unione Europea per il decennio che stiamo vivendo.  

Foto: da sin. Giorgio Giudici, Marcello Staglieno, Achille Colombo Clerici, Michele Tortora, Domingo Merry del Val

Redazione Newsfood.com

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