Maroni: indispensabile la conoscenza della lingua e della storia italiana per concedere la cittadinanza

 

«Il rispetto dei nostri valori fondanti e la conoscenza essenziale della nostra lingua e della nostra storia devono essere accertati con serenità ed equilibrio
affinchè non si giunga a concedere il beneficio della cittadinanza indistintamente a tutti attraverso valutazioni superficiali». Lo ha detto il ministro dell’Interno
Roberto Maroni, intervenendo questa mattina al Quirinale all’incontro del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con una delegazione di ‘Nuovi Cittadini’, che hanno acquisito
di recente la cittadinanza italiana.

Il ministro dell’Interno ha sottolineato che la legge sulla cittadinanza «risale all’inizio degli anni ’90 e non affrontava ancora il problema della trasformazione dell’Italia da
paese di transito a paese di massiccia immigrazione. Infatti – ha proseguito – quale fattore fondamentale di garanzia per il processo di integrazione, considera giustamente importante
il decorso del tempo, ma non si sofferma sufficientemente sull’importanza di una concreta verifica della reale presa di coscienza dei valori costituzionali da parte dell’aspirante
cittadino».

Maroni ha quindi evidenziato la necessità «che le persone giungano già preparate al momento del giuramento da cittadini, anche perchè formarsi è un
dovere civico prima ancora che una garanzia di inserimento sociale».

Sulle direttive in tema di requisito di reddito minimo, adeguato a garantire all’aspirante l’opportuna autosufficienza economica,

Maroni si è detto convinto che «la sfida che abbiamo avanti è quella di considerare l’attribuzione della cittadinanza quale traguardo di un percorso di reale
integrazione e non semplicemente come uno degli strumenti attraverso i quali perseguirla».

Maroni ha poi commentato i dati sulla concessione di nuove cittadinanze, che nell’ultimo quadriennio hanno avuto un trend crescente, partendo dalle 19.226 del 2005 e arrivando alle
35.766 del 2006 e alle 38.466 del 2007. Al 31 ottobre di quest’anno le concessioni sono attestate a 32.238.

«Questi numeri destinati ad un progressivo aumento – ha detto il ministro – richiedono un impegno da parte delle istituzioni affinchè l’integrazione degli immigrati sia
effettiva, obiettivo che un’apertura indiscriminata delle frontiere non riesce a garantire. Non si tratta – ha concluso Maroni – solo ed esclusivamente di una questione di sicurezza, ma
di creare la maggiore integrazione possibile in condizioni sostenibili da parte del Paese».

 

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