Marche: Servizi Sociali, Sanità e Attività Produttive al primo posto nelle spese della Regione

By Redazione

Le Marche investono oltre la metà dei flussi di risorse pubbliche in servizi sociali (36,9%), sanità (9,9%) e attività produttive (12,4%) attestandosi ben al di
sopra della media nazionale. Nonostante questo pesano meno (circa il 7% in meno rispetto all’Italia e circa il 22% in meno rispetto al Centro) delle altre Regioni sul bilancio
nazionale grazie soprattutto alle politiche virtuose di riduzione dei costi di gestione amministrativa. E’ quanto emerge nella monografia “L’Italia secondo i conti
pubblici territoriali – I flussi finanziari pubblici della Regione Marche” presentata questa mattina dalla Regione nella sede Istao di Ancona. “L’attenzione
forte alla sanità e ai servizi sociali (intesi anche come previdenza e tutela del lavoro) – ha spiegato nel corso del suo intervento l’assessore al bilancio Pietro
Marcolini – sono il segreto delle buone politiche che portano armonia sociale e sviluppo economico, obiettivi principali dell’operato della nostra giunta. I dati sono
certificati dal lavoro svolto per questo volume che contribuisce insieme alle pubblicazioni di altre otto Regioni a creare una base omogenea ed uniforme per valutare i picchi e le
depressioni dei flussi di risorse in modo certo e con parametri comuni. Ritengo che analisi di questo tipo oggi, con il federalismo alle porte, siano necessarie per garantire in futuro
una giusta ripartizione delle risorse”.

Marcolini ha quindi sottolineato come le Marche siano una delle sette Regioni che vantano un residuo fiscale attivo e come questo elemento consenta di aspettare senza imbarazzi la
concretizzazione del federalismo. “In pratica le Marche danno allo Stato più di quanto ricevono – ha sottolineato ancora l’assessore al bilancio – Se
quindi la ripartizione delle risorse sarà equa e basata su dati certi le Marche non potranno che essere avvantaggiate e avere margini o per una riduzione delle tasse o per il
potenziamento delle risorse dedicate allo sviluppo. In questo modo potremo affrontare al meglio la crisi economica che investe il Paese sostenendo la politica del credito delle banche
in difficoltà, il sostegno alle imprese e soprattutto tutelando i lavoratori dalle incertezze del mercato”. La monografia presentata oggi analizza i flussi di spesa e di
entrata di tutto il Settore Pubblico Allargato della Regione Marche nell’ ultimo decennio ( 1996 – 2006 ) evidenziandone le peculiarità in confronto al dato nazionale
e a quello delle altre regioni del Centro Italia. La Regione, in collaborazione con le altre Regioni e con il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione del Ministero dello
Sviluppo Economico, partecipa ormai da diversi anni all’ implementazione della banca dati dei Conti Pubblici Territoriali ( CPT ). La Banca dati CPT fa parte del Sistema
Statistico Nazionale ( SISTAN ) e si avvale del contributo di una rete federata di 21 Nuclei regionali e un Nucleo Centrale operante presso il DPS. La struttura è finalizzata al
consolidamento dei bilanci pubblici e alla misurazione delle risorse finanziarie sui relativi territori regionali. Raccoglie a tal fine i bilanci di tutto il Settore Pubblico Allargato
( SPA) che comprende non solo gli Enti appartenenti a tutti i comparti della Pubblica Amministrazione in senso stretto ( Stato, Regioni, Enti Locali, ASL, Aziende Ospedaliere,
Università, Camere di Commercio ecc.) ma anche gli Enti strumentali e le Società a partecipazione pubblica.

Per la Regione Marche sono intervenuti al convegno Mariella Volpe, responsabile del Progetto CPT sull’ Unità di valutazione degli investimenti pubblici; Rolando Burattini
Dirigente del Servizio Bilancio Programmazione e Politiche Comunitarie e Responsabile del Nucleo CPT Marche; Emanuele Palanga del Nucleo CPT Marche e Marco Tonnarelli del Servizio
Bilancio Programmazione e Politiche Comunitarie. Al dibattito moderato da Andrea Biondi, giornalista del Sole 24 Ore, hanno partecipato Pasqualino Montanaro del Nucleo per la ricerca
economica della sede di Ancona della Banca d’ Italia, Giuseppe Ranucci, Presidente Sezione regionale di Controllo della Corte dei Conti per la Regione Marche, Andrea Biekar
presidente Conerobus, Luciano Salciccia direttore generale del Comune di Macerata e Lorenzo Robotti professore ordinario di Scienza delle Finanze dell’ Università
Politecnica delle Marche.

I dati in sintesi

Nel periodo 1996-2006 la spesa media dell’intero SPA nella Regione Marche è stata di 17.350,5 milioni di euro. La maggior parte delle risorse, pari al 36,9% della spesa
complessiva (6.395,3 milioni di euro), sono state destinate alle politiche sociali, il 12,4% (2.154,1 milioni di euro) alle attività produttive, il 9,9% alla sanità
(1.715,3 milioni), il 9% all’amministrazione generale (1.569,1 milioni di euro), l’8,8% a conoscenza, cultura e ricerca (1.526,5 milioni di euro) e il 7,4% alle reti
infrastrutturali. Nel macrosettore delle attività produttive l’industria e l’artigianato pesano per l’80% sul totale. Il resto si divide tra edilizia abitativa
e urbanistica (9%) agricoltura (5%), commercio (2,5%) e turismo (1,5%). Comparando i dati emerge inoltre che le risorse per industria e artigianato negli ultimi 10 anni sono più
che raddoppiate. Rispetto all’Italia nel suo complesso o alle regioni dell’Italia centrale, il totale della spesa consolidata dell’intero Settore Pubblico Allargato
nel territorio regionale si è assestato nel 2006 a 19.823 milioni di euro con un incremento del 3,4 % rispetto all’anno precedente. Nel periodo 1996-2006 inoltre, la spesa
totale del Settore Pubblico Allargato (SPA) nelle Marche è stata sensibilmente inferiore a quella registrata a livello nazionale: in media circa il 7% in meno rispetto
all’Italia e circa il 22% in meno rispetto al Centro. Particolarmente inferiore alla media nazionale e del Centro nei macrosettori Servizi generali, Mobilità e Reti
infrastrutturali, e tuttavia più alta rispetto alle medie delle aree di riferimento in Politiche sociali e Attività produttive e opere pubbliche. I livelli di governo
prevalenti risultano le Amministrazioni Centrali – che però diminuiscono progressivamente il loro peso sul totale della spesa del SPA – e le Imprese Pubbliche
Nazionali – che invece aumentano la quota di spesa nel periodo 1996-2006, in virtù della progressiva privatizzazione dell’attività della Pubblica
Amministrazione che ha trasferito le proprie funzioni a imprese partecipate. Nel tempo, a livello nazionale, si è anche assistito a un fenomeno di decentramento territoriale dei
Servizi che è analizzato in dettaglio per la Regione. La spesa dei soggetti a rilevanza regionale e locale ha rappresentato, nel 2006, meno del 5 per cento della spesa
complessiva dell’intero SPA marchigiano, valore inferiore a Italia e Centro. In controtendenza rispetto alle altre regioni italiane, dove tale percentuale è più
elevata, solo il 17 per cento della spesa di questi soggetti è sostenuta da Enti dipendenti e Imprese Pubbliche Locali. Il resto, l’83 per cento circa, è invece da
attribuire a soggetti controllati o partecipati da Enti locali e in particolare alle società per azioni che gestiscono alcuni servizi pubblici locali per conto dei Comuni. Il
fenomeno della ‘societarizzazione’, tipico della realtà italiana nell’ultimo decennio, ha interessato le Marche in tono minore e con un certo ritardo rispetto
al resto del Paese; tuttavia, la spesa delle IPL è decisamente cresciuta, con un tasso annuo del 9,4 per cento.

 

 

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