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Manovra: l’agricoltura rischia e rimane senza risposte

Manovra: l’agricoltura rischia e rimane senza risposte

By Redazione

Il presidente della Cia Giuseppe Politi deluso per mancanza di attenzione da parte del governo e per l’iter parlamentare del provvedimento. Senza la proroga della fiscalizzazione degli oneri
sociali (che termina il prossimo 31 luglio) e il “bonus gasolio”, pesanti le conseguenze per le aziende.
 
“Ancora una volta l’agricoltura rischia di rimanere senza alcuna concreta risposta. La discussione parlamentare della manovra anti-crisi lo sta confermando in maniera palese. Negli emendamenti
del relatore di maggioranza in commissione Bilancio del Senato non troviamo traccia dei gravi problemi delle imprese agricole in termini di interventi per ridurre i pesanti costi delle imprese
(fiscalizzazione degli oneri sociali e ‘bonus gasolio’).

E da parte sua, il governo, e soprattutto il ministero dell’Economia, si sta dimostrando sempre più sordo  all’emergenza  del settore agricolo. Le aziende sono ormai al collasso,
con costi produttivi, contributivi e burocratici opprimenti, con prezzi praticati sui campi in crollo continuo e redditi sempre più corrosi (nel 2009 hanno subito un ‘taglio’ di circa
il 21 per cento rispetto all’anno precedente)”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi preoccupato per la difficile situazione in cui vivono gli
agricoltori che ogni giorno di più vedono infittirsi i problemi e il loro futuro resta carico di incertezze.

“L’iter parlamentare della manovra poteva rappresenta un’occasione importante per venire incontro ai produttori agricoli . Ma, finora, nulla di buono è scaturito. E così -avverte
Politi- le aziende, non solo continueranno ad operare con grandi difficoltà, ma dal prossimo primo agosto vedranno crescere i costi contributivi, visto che dal 31 luglio finisce la proroga
della fiscalizzazione degli oneri sociali”.

“Basti pensare che negli ultimi cinque anni -aggiunge il presidente della Cia- i costi contributivi sono praticamente triplicati e senza la fiscalizzazione sarebbe un vero dramma. Nella legge
finanziaria 2010, nel ‘Milleproroghe’ e nel decreto incentivi questo pressante problema è stato completamente ignorato. Dal mese di agosto gli aumenti saranno considerevoli e per le
aziende, che già operano in condizioni precarie, le prospettive appaiono drammatiche, soprattutto per quelle delle zone svantaggiate e di montagna. Analogo il discorso per il
‘bous-gasolio’. I rincari del carburante hanno provocato effetti deleteri alle imprese, soprattutto le serre, che, proprio a causa dell’abolizione delle agevolazioni, hanno visto lievitare i
costi a livelli record”.

“Il settore vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. Solo nello scorso anno più di 50 mila imprese agricole sono state costrette a chiudere ed è assurdo
che nei confronti degli agricoltori continui ad esserci un assordante silenzio. Il settore primario ha, invece,  bisogno di strategie ben diverse. Di misure che diano reali sostegni agli
imprenditori e valorizzino il ‘made in Italy’. Provvedimenti in grado di assicurare nuovi margini di manovra per le aziende. In due anni  le misure del governo non danno alcuna
risposta. Ecco perché conclude Politi- chiediamo un’immediata svolta”.

Cia.it
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV

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