Maltempo: Coldiretti, campagne in tilt per pioggia record
2 Febbraio 2009
La pioggia record caduta in Italia ha mandato in tilt le campagne dove si sono verificati danni alle coltivazioni, sono saltate le possibilità di semina del grano e si registrano
frane e smottamenti sul territorio. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che in molte regioni è stato chiesto di avviare le procedure per la dichiarazione di
calamità naturale per l’agricoltura.
Le rilevanti precipitazioni di gennaio fanno seguito – sottolinea la Coldiretti – ad un dicembre particolarmente piovoso che si è posizionato al sesto posto nella classica dei
mesi di dicembre con piu’ elevate precipitazioni degli ultimi due secoli, secondo l’ Isac-Cnr.
Il maltempo ha provocato gravi danni e disagi nelle campagne dove sono saltate le semine per il grano destinato alla pasta Made in Italy con un calo degli investimenti destinato a
superare, il 20 per cento rispetto allo scorso anno. La pioggia e la neve – sottolinea la Coldiretti – hanno reso inaccessibili i terreni per le normali lavorazioni e le necessarie
risemine. Ad essere colpite sono anche altre coltivazioni e dalla Puglia alla Sicilia fino in Calabria e la Basilicata; è necessario – chiede la Coldiretti – avviare le procedure
di delimitazione dei territori e di verifica dei danni per consentire la dichiarazione di calamità naturale per l’agricoltura. In Sicilia migliaia di ettari di terreno sono
andati sott’acqua con frane e smottamenti che hanno provocato danni per milioni di euro con gli agrumeti trasformati in risaie, mentre si registrano smottamenti e frane nelle
strade interne.
In Italia – sostiene la Coldiretti – ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione,
mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità, con la regione Calabria che si colloca ai vertici per pericolosità con il 100 per cento dei comuni coinvolti. Una
situazione a cui non è certamente estraneo il fatto che – continua la Coldiretti – dal 1982 al 2005 sono scomparsi quasi 6 milioni di ettari di suolo agricolo e che secondo le
stime dell’Anbi nell’arco di tempo 1990-2016, se il ritmo di cementificazione del territorio rimanesse inalterato, si sarà persa una Superficie Agricola Utilizzata pari al 17,5
per cento del territorio nazionale, vale a dire un’area superiore a quella delle regioni Sicilia e Sardegna.
Nelle regioni del nord a preoccupare sono gli effetti del gelo sulle colture orticole mentre per garantire la viabilità e scongiurare l’isolamento di aziende e abitazioni
soprattutto sono intervenuti anche gli imprenditori agricoli della Coldiretti con trattori utilizzati come spalaneve e spandiconcime adattati per la distribuzione del sale contro il
gelo. La possibilità di utilizzare anche i mezzi meccanici agricoli messi a disposizione dagli imprenditori delle campagne garantisce – conclude la Coldiretti – maggiore
tempestività di intervento soprattutto nelle aree interne e montane dove è più difficile intervenire.





