Mais, Confagricoltura Milano e Lodi chiede lo stato di calamità

Mais, Confagricoltura Milano e Lodi chiede lo stato di calamità

Un intervento finalizzato a dichiarare la “calamità naturale” per le superfici investite a mais della Provincia di Milano e Lodi., prevedendo equi indennizzi per gli agricoltori.

E’ questa la finalità della lettera del Presidente di Confagricoltura Milano e Lodi, indirizzata all’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Luca Ferrazzi, per significare la
grave situazione “in cui versano estese superfici – scrive ancora Vigo- investite a mais nelle province di Milano e Lodi  – e in tutta la Lombardia. La coltura – evidenzia Vigo – risulta
infatti danneggiata in modo rilevante da numerosi parassiti, primariamente la Diabrotica, ma anche le nottue e numerose virosi.

I danni riguardano soprattutto attacchi all’apparato radicale che compromettono lo sviluppo della coltura e l’ancoraggio delle piante, che sono soggette facilmente ad allettamento.

Non posso non sottolineare – sono le parole rimarcate dal Presidente di Confagricoltura Milano e Lodi – che tale situazione deriva in gran parte dalla impossibilità di utilizzare per le
sementi i concianti neonicotinoidi, che sono stati vietati  da un Decreto Ministeriale del settembre 2008; di fatto, si sta verificando quanto da noi preannunciato in occasione dell’uscita
del Decreto.

Naturalmente il compromesso sviluppo vegetativo attuale inciderà anche nelle fasi successive, con presumibili fortissimi cali di produzione al raccolto.

Si prospettano, da un lato, per i cerealicoltori, raccolti ed introiti assolutamente non remunerativi, che determinerebbero ulteriori elevate perdite di gestione; dall’altro, per gli allevatori
– è scritto nella lettera indirizzata all’Assessore lombardo Ferrazzi – un aumento dei costi di alimentazione del bestiame, in una situazione già drammatica per i prezzi della
carne e del latte.

Senza contare – conclude Vigo – gli oneri ed in costi aggiuntivi che le aziende devono accollarsi per i trattamenti contro i parassiti (e – aggiungerei – le conseguenze sull’ambiente di un
aumentato utilizzo di fitofarmaci)”.

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