Madama la Cipolla di Treschietto e messer Toscana Rosato IGT di San Gimignano sposi
12 Maggio 2009
A Bagnone (Ms), il 10 maggio scorso, il dolce bulbo autoctono è finalmente convolato a giuste nozze con il vino rosato del senese, che ha sbaragliato una trentina di pretendenti alla mano
della nobildonna della Lunigiana. Commovente la cerimonia, in una scenografia griffata, alla presenza di dame e cavalieri, con i due bellissimi sposi davanti a un officiante d’alto rango, in un
intreccio di rime”baciate” e versi d’amore in tema.
Prima il responso del referendum online e dal vivo, indetto per trovare marito alla giovane Cipollotta di Treschietto, poi la lunga riunione della giuria di esperti che ha individuato il
promesso sposo nella cerchia dei vini dei produttori di Identità Immutate® presenti sulle bancarelle, nel cuore di Bagnone. Infine le nozze, in piazza Roma, in un tripudio festante.
Antefatto: circa un mese fa, il Comitato di Valorizzazione della Cipolla di Treschietto (Bagnone di Massa-Carrara) (www.cipolladitreschietto.it) ha
lanciato un appello per trovare marito al tenero bulbo, chiedendo quale vino fosse più degno delle doti della promessa sposa: un rosso, un rosato oppure un bianco? Il verdetto, uscito
dal referendum online e anche dal vero (durante la tradizionale Sagra dedicata all’ortaggio), ha decretato il ceto enologico in cui cercare lo sposo: rosato.
Prologo: sabato 9 maggio, da molte regioni, sono convenuti a Bagnone, in piazza Roma e sotto i portici del paese medioevale, numerosi produttori di
Identità Immutate®, il movimento non profit per la salvaguardia dei piccoli territori italiani custodi delle tipicità (creato nel 2002 dalla giornalista Rosanna Ercole Mellone
per volontà dell’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Massa-Carrara). Per festeggiare il lieto evento, gli ospiti hanno esposto sulle bancarelle e nei gazebo le loro
specialità, tra cui formaggi dei pastori d’Abruzzo, olio siciliano biologico del Belice, salumi umbri e delizie locali, come il miele Dop della Lunigiana, la focaccia Marocca e il lardo
di Colonnata.
Dal gruppo, si sono fatti avanti una trentina di pretendenti alla mano di Madama la Cipolla, ovvero vini di varie zone d’Italia, passati al vaglio da una giuria qualificata, presieduta da
Lorenzo Chiappini, delegato dell’AIS-Associazione Italiana Sommelier / Sezione Apuana, e composta, tra gli altri, da Daniele Priori, noto chef romano e della RAI, Anna Maria Palma, responsabile
di scuole di cucina nella Capitale e in Florida, e Vittorio Marcelli, assessore all’Agricoltura della Comunità Montana della Lunigiana.
Dopo un lavoro rigoroso, con la collaborazione di sommelier dell’AIS, la giuria ha emesso il suo responso all’unanimità: sposo ideale di Madama la Cipolla di Treschietto è stato
proclamato il Toscana Rosato I.G.T. 2008 di San Giminiano di Siena, a base di Sangiovese (prodotto dal Podere La Castellaccia, Località Montauto 18: http://www.lacastellaccia.it; tel.
0577/940426), che «per la sua intensità di profumi floreali e fruttati di grande qualità e per la fragranza e la freschezza gustativa supporta le doti aromatiche della
cipolla», come ha detto Chiappini.
Dagli esperti, sono stati eletti anche i testimoni delle nozze: in rappresentanza dei bianchi, il Vermentino DOC Colli di Luna di Fosdinovo di Massa (realizzato dal Podere Lavandaro, piazza
Castello: http://www.poderelavandaro.it; tel. 0187/68633), che si è distinto per intensità aromatica. Per il settore dei rossi, si è classificato il Val di Magra Igt di
Lusuolo di Massa, ricavato da vitigni Pollera, Merlot, Morone, Rossara e Schiava (dall’Azienda Agricola Il Posticcio: http://www.ilposticcio.it; tel. 337/258399), premiato dalla giuria per il suo
equilibrio e la compattezza aromatica.
I giudizi emersi dalla lunga riunione sono stati mantenuti segreti fino al giorno successivo anche ai convitati, circa 120, compreso Enrico Barcella, autore di Rai 1, che, nella sera di sabato,
hanno partecipato al banchetto di “addio al celibato”, preparato da Daniele Priori e Anna Maria Palma, al Centro Polifunzionale Grottò. Gli chef hanno interpretato gli ingredienti locali
in modo creativo, in piatti originali come “risotto mantecato al Pecorino della Lunigiana con dadolata di Salsiccia Nostrana, finocchietto fresco e arancia” e “Agnello di Zeri arrostito al
tè nero con Patate di Zeri e Madama la Cipolla di Treschietto candita”.
Epilogo: nella mattina di domenica 9 maggio, la mostra-mercato a Bagnone ha avuto, tra gli altri, un visitatore particolare: il celebre cantante Zucchero
Fornaciari, che con i suoi amici ha sostato in tutti gli stand, apprezzando gli assaggi dei prodotti, ascoltando le spiegazioni degli espositori e facendosi fotografare volentieri con ognuno di
loro.
Nel primo pomeriggio, è stato dato il via alla fastosa cerimonia di nozze, che è stata ripresa dalle telecamere della televisione.
Dal teatro Quartieri si è mosso il corteo nuziale, formato da dame e paggetti in costume rinascimentale e cavalieri-sommelier dell’AIS, in alta uniforme d’ordinanza, con a capo gli
sposi: Madama la Cipolla di Treschietto, impersonata da una graziosa fanciulla di Bagnone, in abito bianco di pizzo a più strati e bouquet di cipollotti e fiori, e Messer Vino Toscana
Rosato IGT, rappresentato da un giovane sommelier, con corona di tralci di vite intrecciati.
Giunti in piazza Roma, tra ali di folla festante, sposi, testimoni e corteo si sono presentati davanti all’officiante, il delegato dell’AIs Lorenzo Chiappini, in una suggestiva location
allestita per il rito dall’architetto inglese Roger Bethel, in collaborazione con l’Associazione femminile Donne di Luna.
Sotto il porticato principale della piazza, un fondale azzurro a semicerchio riproduceva il profilo di chiese, castelli e alture, mentre, al centro, dietro le due “sedute” per gli sposi, una
colonna in simil-marmo e alcuni contenitori accoglievano l’una un grande calice di vino e gli altri mazzi di cipolle e tralci di vite, il tutto incastonato in una enorme cornice bianca.
La sposa non ha mai mostrato il volto rigato dalle lacrime, dando così conferma della sua indole estremamente dolce, ma con voce ferma, se pur velata di commozione, ha declamato un
madrigale d’amore, duettando con lo sposo.
«Madonna Cipolla, tale è la vostra bellezza a tanta l’emozione che invade il mio cuore, che il guardo ne è offuscato e calde lacrime solcano il mio viso», ha
dichiarato lui.
«Spero, mio bel cavaliere, che codeste lacrime siano gentile espressione di amore e di passione. Dicono che io faccia piangere, e non già d’emozione, chiunque mi si accosti, come
ben sapete», ha risposto lei, continuando: «… O mio amato bene, un fiume tumultuoso scorre nelle mie vene, ascoltando i cortesi accenti che mi rivolgete e nuova linfa sale
dalla terra a vivificare il bene che sento per la vostra amabilissima persona…».
«… L’unico tormento che provai fu quello di non potervi stringere tra le mie braccia. Troppo giovane eravate ancora, per provare compiutamente le gioie della nostra unione!»,
la confessione dello sposo, con replica della sposa:
«… E’ in maggio che le giovani promesse maturano al sole di Treschietto. E’ nel mese delle rose e della madre di Dio che madonna Cipolla esprime al mondo la sua gioia d’essere. E
l’umanità gode di questa dolce condivisione. Ogni anno, all’ombra della torre. E lo spirito malvagio del Malaspina, violator di fanciulle e assassino di padri ripiomba nelle tenebre, da
cui cerca disperatamente di fuggire. Egli non può per divina maledizione sostenere il mio sguardo, poiché io sono da sempre sua carceriera. Io che condanno lui
all’oscurità, mentre apro a te il mio cuore, nella luce di primavera…».
Dopo le parole di Messer Rosato, «… siamo qui, giusto per verificare al cospetto del divino Bacco e degli uomini se questa nostra unione sia un canto di…vino o una…
passione», Madama la Cipolla ha conclusoo: «Si celebrino dunque gli sponsali, mio prediletto, ché di godere di tutte le promesse non vedo l’ora, bene mio!».
Il celebrante è intervenuto con la formula di rito: «Ordunque, oggi, addì 10 di maggio dell’anno del Signore 2009, in virtù dell’autorità conferitami dal
divino Bacco e da madre Terra, con la testimonianza del popolo di Treschietto e di Bagnone, udite le parti, con il consenso delle nobili famiglie dei conti Delle Vigne e dei marchesi De
Bulbis, in nome del cielo e della terra, del calice e del piatto, della teglia e della botte, io, borgomastro Gaudio De Gustis dichiaro i qui presenti, nobilissimi ed eccellentissimi Messer
Vino Toscano Rosato IGT e Madonna Cipolla, dei marchesi di Treschietto, marito e moglie. E che i posteri vi benedicano in eterno!».
A suggello delle nozze, il padre dello sposo, il titolare della Castellaccia, ha ricevuto da Chiappini la riproduzione della “Venere di Pietra”, la statua-stele femminile dell’Età del
Bronzo ritrovata nei pressi delle coltivazioni di cipolle a Treschietto, mentre ai testimoni, i produttori del bianco Vermentino Doc Colli di Luni e del rosso Val di Magra Igt, sono stati
consegnati altri due monoliti, come il precedente opera dello scultore locale Ennio Toniotti.
Al termine della cerimonia, il menestrello-giullare della Lunigiana, in arte Bugelli, ha intonato struggenti ballate in onore della terra di Luna e dei suoi splendidi frutti, tra cui
Madama la Cipolla di Treschietto.




