Londra 2012, imposizione Coca-Cola: ingresso vietato alla Pepsi

Londra 2012, imposizione Coca-Cola: ingresso vietato alla Pepsi

By Redazione

Nelle imminenti Olimpiadi britanniche, la guerra tra sponsor rischia di oscurare le imprese degli atleti.

Si è già parlato della questione della birra,
con i cittadini più nazionalisti poco disposti ad accettare la presenza della Heineken, vista come troppo olandese.

Ora, tocca alle bibite gassate: per ordine della Coca Cola, non si potrà entrare nel parco olimpico con niente (in primis, confezioni) della rivale Pepsi. Ad esporre le regole, Sebastian Coe, presidente del comitato
organizzatore.

Per capire il fenomeno, bisogna esaminare l’operato di Jacques Rogge. Ex chirurgo, Rogge divenne presidente del CIO nel 2001 ed iniziò una campagna per aumentare i fondi dei Giochi.
Risultato, rispetto ad 11 fa le entrate sono quasi raddoppiate, passando da 4.2 a 7.8 miliardi di dollari. Tali finanziamenti arrivano dalle grandi aziende e dalle multinazionali, che barattano
i loro investimenti con clausole piuttosto rigide.

Ad esempio, chi vuole ritirare denaro all’interno del parco dell’atletica può usare esclusivamente carte Visa. Gli atleti vengono controllati, i loro oggetti personali (bevande, ma anche
zaini e portachiavi) sequestrati se considerati concorrenti per gli sponsor.

Non sorprende come sia nato un movimento di protesta, capeggiato da Adam Nelson: ex lanciatore del peso, ha invitato i colleghi a rendere pubblico il dissenso tramite social network.

Ed il problema va oltre lo spazio del singolo.

Uno degli sponsor, McDonald’s, rende chiara la sua presenza tramite una struttura più che notevole: 3000 metri quadrati, 1500 posti a sedere e 14.000 pasti al giorno. Niente di male, se
non che Londra 2012 avanza allo slogan: “Rispetto, eccellenza, amicizia, attenzione alla salute e all’ambiente”. Allora, concludono i critici, vanno bene sponsor e finanziamenti, ma costruire
una sorta di mausoleo di hot dog e patatine fritte e parlare di “Attenzione alla salute” è quantomeno contraddittorio.

Matteo Clerici

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