L'olio italiano piace poco alle donne
28 Marzo 2008
Uno strano risultato agli «orientamenti del gusto» organizzati in occasione della quattro giorni di «Olio Capitale» a Trieste, l’olio più apprezzato all’assaggio
è risultato quello tunisino di Sfax, tra i quattro campioni in assaggio «alla cieca» si è piazzato solo al secondo posto l’olio extra vergine di oliva italiano,
proveniente da Andria, ma è risultato purtroppo il meno amato dalle donne.
Gli «orientamenti del gusto» – da un’idea dell’oleologo Luigi Caricato per il settimanale «Teatro Naturale» e Fiera Trieste, partner di Olio Capitale – è
un’invenzione pensata unicamente allo scopo di comprendere e valutare le preferenze di un campione di consumatori non selezionato, ma giunto liberamente in un gazebo approntato per l’occasione
a Trieste nei giorni della manifestazione fieristica Olio Capitale.
I campioni sono stati selezionati secondo un criterio di qualità omogenea da Marcello Scoccia, vicepresidente Onaoo, l’Organizzazione nazionale assaggiatori olio di oliva, secondo le
seguenti specifiche: il campione di olio italiano, di provenienza Andria, era un 100% di varietà Coratina; il campione di olio spagnolo, di provenienza Cordoba, era un 50% di
varietà Picual e per la restante parte di varietà Picudo; il campione di olio greco, di provenienza Creta, era invece un 100% di varietà Koroneiky; e, infine, il campione
di olio tunisino, di provenienza Sfax, era un 100% di varietà Chemlaly.
Ed ecco, in ordine di gradimento, le indicazioni delle preferenze accordate dal pubblico che ha aderito agli «orientamenti del gusto»: il primo posto se lo è aggiudicato
l’olio tunisino (con il 36% delle preferenze), e, a seguire, l’olio italiano (25%), quindi l’extra vergine greco (20%) e, infine, l’olio extra vergine di oliva spagnolo (19%).
E’ curioso notare come di fatto l’olio extra vergine di oliva italiano sia piaciuto molto meno alle donne, mentre l’olio tunisino sia risultato per contro il più unisex tra tutti.
Evidentemente l’olio tunisino avrà colpito di più la sensibilità femminile per il gusto rotondo ed equilibrato, oltre che per le note amare e piccanti più contenute.
E’ inutile dire che nella scheda degli «orientamenti del gusto» tra i dati facoltativi comparisse la «preferisce l’olio italiano?» e, com’era d’altra parte prevedibile,
la quasi totalità degli interpellati ha risposto affermativamente.
Nessuna preoccupazione, però. Gli orientamenti del gusto sono da leggersi soltanto come un’indicazione di tendenza, relativamente a una questione di puro e semplice gradimento. La scelta
è stata espressa solo in funzione del gusto personale. Nulla di strano, accade anche questo, soprattutto quando la qualità degli oli è di alto profilo.
Redazione di Teatro Naturale





