L’olio extravergine, nemico dei grassi cattivi (non dell’OMS)

L’olio extravergine, nemico dei grassi cattivi (non dell’OMS)

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Olio o non olio? Giornalisti e professionisti si scontrano sulle dichiarazioni dell’OMS.

Per alcuni, tutto è nato da confusione ed informazione non precisa.

Per molti, la cattiva fama colpirà negativamente l’olio made in Italy.

Non la pensa così Luigi Canino. Il presidente UNASCO, consorzio nazionale dei coltivatori e produttori olivicoli, vede in una luce positiva le recenti polemiche sulla cattiva alimentazione.

Canino non ha dubbi: “L’attenzione verso l’olio EVO (l’olio extravergine di oliva) è sempre una buona notizia. Anche se nasce da uno scivolone sulle posizioni dell’OMS. La scienza riconosce le qualità nutraceutiche dell’extravergine di oliva italiano, un vero e proprio superfood”.

Per il presidente, il ruolo dell’olio si muove su due livelli.

Da un lato, OMS ed ONU hanno un obiettivo valido: ridurre l’impatto di diabete e malattie cardiovascolari. Queste patologie, una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati, sono causate dai grassi “cattivi”.

Dall’altro, è necessario educare il pubblico: l’olio extravergine è “Alleato imprescindibile per la salute. La scienza ci dice che l’olio extravergine di oliva italiano, grazie anche alle sue 540 specialità varietali, ha proprietà nutraceutiche che lo colloca di diritto tra i “superfood”.

Perciò, diventa vitale sia informare il pubblico sulle cause dei problemi cardiovascolari che dare spazio ai chi produce alimenti che aiutano la salute, invece di nuocere.

“Questo aiuterebbe anche l’industria sana – impegnata in azioni di responsabilità sociale e non vocata solo al lucro anche a scapito della salute dei cittadini – a consegnare ai consumatori specialità alimentari prodotte con materie prime benefiche per la prevenzione della salute. Chi attualmente mette sul mercato prodotti realizzati con oli e grassi “cattivi”, sarebbe così orientato anche dalle scelte dei cittadini a optare per materie prime salubri come l’olio extravergine di oliva”.

Perciò, medici, esperti della salute e produttori di cibo, possono lavorare assieme, ognuno però nei propri ambiti e con le proprie competenze. Conclude Canino: “Lavoriamo tutti insieme affinché sui mercati internazionali il bollino di italianità torni ad essere sinonimo di gusto, si qualità e di salute, anche a dispetto dei detrattori anche nostrani”.

Matteo Clerici

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