Libera al fianco delle vittime colombiane

Dal 6 all’8 marzo la Commissione Etica Internazionale si e’ riunita a Bogotà per partecipare alla IV assemblea nazionale del Movimento delle vittime dei Crimini dello Stato.

1.500 delegati provenienti da 21 regioni, tra loro Mirta Baravalle, Madre di Plaza de Mayo (Argentina ), Enrique Nuñez Aranda, Commissione ética contro la tortura di Cile, Liz
Deligio, Movimento per la chiusura delle scuola delle Americhe SOA-Watch (USA).

«Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie»», si unisce alla Commissione Etica Internazionale in Colombia per denunciare la persecuzione delle vittime del
paramilitarismo e dei Crimini di Stato. In occasione dell’uscita del nuovo rapporto della Commissione Etica Internazionale (di cui Libera fa parte dal marzo 2007) si sottolinea l’omissione del
Governo Colombiano nell’offrire le garanzie per il riconoscimento in favore delle vittime.
E’ allarmante che durante il mese di gennaio del 2008 i paramilitari si siano resi responsabili di due massacri, nove sparizioni forzate, otto omicidi mentre l’Esercito ha commesso sedici
esecuzioni extra-giudiziali. In Colombia gli agenti dello Stato e i paramilitari violano i diritti umani e il diritto umanitario. Molti gruppi paramilitari non si sono sciolti e adesso lavorano
in una formazione chiamata Aquile Nere (Águilas Negras). Una formazione che ha minacciato esplicitamente otto ambasciate straniere, di cui tre europee. In un quadro simile turbano le
affermazioni dell’assessore presidenziale Jose Obdulio Gaviria che ha associato la marcia del 6 marzo (una manifestazione che ha riunito circa 300.000 persone per il centro di Bogotà’
per chiedere il riconoscimento delle vittime del paramilitarismo) alla guerriglia FARC, promuovendo e giustificando, la persecuzione delle vittime dei Crimini di Stato che tentano di esercitare
il legittimo diritto alla memoria, alla giustizia e alla riparazione. Sulla stessa linea d’onda l’appello dell’ufficio di Bogotà dell’Alto Commissariato ONU per i diritti umani che ha
chiesto di far luce spiegazione al Governo Uribe dei 14 sindacalisti uccisi nell’arco del 2008.

Tonio Dell’Olio, responsabile del settore internazionale di Libera, evidenzia il collegamento tra questa situazione e il traffico transnazionale di cocaina che vede protagonista in special modo
la ‘ndrangheta. «Come comprovato tra l’altro dall’ultima relazione della Commissione Antimafia. Ancora una volta la violazione dei diritti umani, non e’ un fenomeno isolato a se stante,
ma l’anello di partenza dal quale la criminalità internazionale trae forza lavoro, potere, e ricchezze».

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