L’etichetta narrante di Eataly alla Radice

L’etichetta narrante di Eataly alla Radice

By Giuseppe

L’Etichetta narrante “Eataly alla Radice” è un progetto promosso da Eataly con il coordinamento scientifico dell’Università degli Studi di Palermo, di Slow Food Italia e certificato da Rina.

La presentazione ufficiale  si è svolta presso Eataly Smeraldo con Andrea Cipolloni, CEO Eataly Group

Newsfood.com, 9 novembre 2025

 

Testo di Michele Pizzillo

Eataly alla radice

 

Spaghetti Eataly alla radice

“Per Slowfood l’etichetta narrante è uno dei progetti più belli portati avanti dall’Associazione, perché è uno strumento formidabile per dare a chi acquista gli strumenti per diventare soggetto attivo, capace di scegliere con consapevolezza i prodotti migliori per il proprio benessere, ma anche di orientare i modelli agricoli e il sistema alimentare.

Serena Milano

 

In questo caso, l’etichetta narrante di Eataly alla Radice non aiuta semplicemente ad acquistare un prodotto buono, ma permette di premiare la sua storia, il suo territorio, le scelte agronomiche in campo e la salvaguardia di un sapere antico”, ha detto Serena Milano, direttrice generale di Slow Food Italia, in occasione della presentazione – a Milano, simpatica coincidenza – del progetto di filiera “Eataly alla Radice” promosso da Eataly con il coordinamento scientifico dell’Università degli Studi di Palermo e Slow Food Italia e certificato da Rina.
Il cuore del progetto è lo sviluppo di un disciplinare tecnico di filiera destinato a valorizzare in modo strutturato e trasparente gli elementi distintivi che caratterizzano i prodotti coinvolti. Slow Food ne ha curato l’etichetta narrante: inquadrando con il proprio smartphone il qr Code in etichetta si accede alla pagina web sulla quale sono disponibili informazioni dettagliate sulla filiera del prodotto.

Ogni confezione diventa così un mezzo di comunicazione attiva, capace di raccontare in modo accessibile e tracciabile il processo produttivo e il suo valore.

Andrea Cipolloni, CEO Eataly Group dice di essere “orgoglioso di presentare Eataly alla Radice attraverso la prima filiera dedicata alla nostra pasta, simbolo della cultura gastronomica italiana. Questo progetto rappresenta un passo importante nel nostro impegno per costruire un modello di filiera tracciata e trasparente, a beneficio dei nostri clienti e dei produttori con i quali collaboriamo. L’auspicio è che questo percorso possa presto estendersi anche ad altre filiere della linea Eataly Icons, rafforzando il legame tra eccellenza italiana, responsabilità e innovazione”. 

All’evento di Milano, che si è svolto presso Eataly Smeraldo, soddisfatto era anche Francesco Sottile (nel duplice ruolo di coordinatore scientifico del progetto e vice presidente di Slow Food) ascoltando gli apprezzamenti sul lavoro fatto dall’ateneo siciliano che rappresenta una svolta per il futuro della cerealicoltura italiana e dell’annesso settore della trasformazione del grano, hanno sottolineato Simona Gullace (head of food product management di Rina), Stefania Iacobelli e Chiara Murano di Eataly.
Ha rammentato Sottile che tutto nasce dall’incontro fra due regioni (Campania e Puglia, che hanno i titoli per essere protagonisti) e due storie.

Il grano duro è coltivato nel Tavoliere delle Puglie da due realtà agricole: una è l’Ats Agri di Franca Grasso di Torremaggiore, l’altra fa capo alla Fondazione Siniscalco Ceci Emmaus, che si occupa di assistenza, educazione, formazione professionale di persone in difficoltà e del loro recupero e reinserimento sociale. Le due aziende agricole aderiscono al disciplinare tecnico di filiera Eataly alla Radice validato da Rina e hanno intrapreso un percorso che le porterà verso una gestione agroecologica della coltivazione, privilegiando l’utilizzo di compost, letame, rotazioni colturali e concimi organici al posto degli input chimici convenzionali.

Tra le altre cose, il disciplinare di produzione prevede che si pratichi il sovescio, cioè l’interramento di vegetazione per aumentare la fertilità del suolo; che si lavori il terreno soltanto superficialmente, per preservarne la struttura; che si adotti la rotazione pluriennale fra grano duro e leguminose o colture a basso impatto come colza e girasole; che si favorisca l’inerbimento dei bordi dei campi e si mantenga la copertura del suolo, per ridurne l’erosione e conservarne l’umidità. Sempre in provincia di Foggia ha sede anche il mulino che trasforma il grano in semola, il Molino De Vita di Casalvecchio di Puglia, sui monti Dauni.

Qui i chicchi vengono prima analizzati, per verificare l’umidità, il contenuto proteico, l’indice di glutine e l’assenza di contaminanti, e poi lavorati: puliti, bagnati, infine frantumati e setacciati fino a ottenere una semola che deve avere un contenuto di proteine superiore al 14%. Aderendo a Eataly alla Radice, Molino De Vita si impegna a monitorare e ridurre i propri consumi di energia e di acqua e a impostare un piano di analisi e riduzione di emissioni climalteranti, nella misura di almeno il 5% su base annuale calcolato su ogni kg di semola prodotta.

Mentre la produzione della pasta avviene in Campania, da parte del Premiato Pastificio Afeltra di Gragnano, fondato nel 1848. La pasta, ottenuta impastando semola e acqua proveniente dalle sorgenti dei Monti Lattari, e trafilata al bronzo, viene lasciata essiccare lentamente e a basse temperature su telai in legno di abete, impiegando dalle sedici alle sessanta ore a seconda del formato. Anche il pastificio, nell’ottica di miglioramento alla base del disciplinare di Eataly alla Radice, si impegna a redigere un piano energetico per la riduzione dei propri consumi idrici, energetici e di emissioni climalteranti pari ad almeno il 5% su base annua calcolati per kg di pasta prodotto.

La prima applicazione di Eataly alla Radice interessa spaghetti, linguine, rigatoni e paccheri Eataly di pasta di semola di grano duro, definendo i requisiti da rispettare lungo tutta la filiera produttiva. Si parte dalla produzione primaria in campo fino alle fasi di trasformazione, confezionamento ed etichettatura. Il debutto in cucina è avvenuto con gli spaghetti, il 25 ottobre in occasione della Giornata Mondiale della Pasta. A breve entreranno nei menu dei ristoranti anche gli altri tre piatti identitari del progetto Eataly alla Radice.   

Michele Pizzillo

Foto cover:
Francesco Sottile, Serena Milano, Simona Gullace, Stefania Iacobelli, Chiara Murano – Presentazione Eataly alla radice

 

 

Redazione Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE

 

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