Legge regionale sugli appalti, cosa è cambiato in Toscana

Ormai è in vigore da quasi due mesi, ma dai primi dati a disposizione non risulta che abbia comportato alcun rallentamento nelle dinamiche sugli appalti in tutto il territorio regionale,
è questo uno dei dati che sono stati oggetto di valutazione e confronto nella giornata di studio che il governo regionale, assieme al suo Osservatorio sui contratti pubblici, ha deciso
di promuovere oggi per illustrare tutte le novità sulla legge regionale 38/2007, cioè sulla legge che recentemente ha rinnovato in modo profondo la materia degli appalti.

Promossa nell’ambito dell’impegno per applicare nel migliore dei modi la nuova normativa, l’iniziativa è stata anche l’occasione per confrontarsi sulla realtà del mercato dei
contratti pubblici in Toscana, in uno sforzo di analisi delle dinamiche e delle possibili evoluzioni.

«La legge 38 è legge a tutti gli effetti a prescindere dal ricorso del governo alla Corte Costituzionale – ha spiegato il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli – ma
fin dall’inizio il governo regionale è stato perfettamente consapevole della portata di questa legge. Una legge che entra in una materia particolarmente complessa e delicata e che esige
cambiamenti faticosi da parte di tutti, a partire dai responsabili delle stazioni appaltanti. Ma noi non abbiamo voluto fare una legge per poi abbandonarla a se stessa. Come dimostra anche
questa giornata di studio intendiamo mettere a disposizione tutti gli strumenti necessari perché possa essere applicata in tutto il suo contenuto profondamente innovativo. Intanto ci
conforta constatare che la dinamica degli appalti non sia stata affatto rallentata dalla nuova legge»

Addirittura, i dati dell’Osservatorio segnalano un leggero incremento degli appalti. Nei 261 giorni dal primo gennaio al 17 settembre, data di entrata in vigore della nuova legge, sono stati
infatti pubblicati 1.156 bandi, con una media giornaliera di 4,4 bandi. Dal 17 settembre all’8 novembre i bandi sono stati invece 244 (116 solo nelle ultime tre settimane di ottobre), con una
media salita al 4,7. «Ed è vero che bisogna anche tenere conto di un incremento a suo modo naturale quale quello che si registra in genere nell’ultima parte di ogni anno per
spendere i fondi residui – spiega Gelli – però pare proprio che non ci sia stato un effetto di frenata sulle dinamiche dovuto alle incertezze per la nuova normativa. Appare comunque
utile una giornata come quella di oggi anche alla luce del fatto che in alcuni nuovi bandi emergono ancora alcuni elementi di non completa comprensione delle novità introdotte dalla
legge»

Paolo Ciampi

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