Legge elettorare, Fini: «Miglioramenti in bozza bianco ma resta referendum»

By Redazione

«Premesso che An non considera varare in Parlamento una nuova legge elettorale come un obbligo politico cui adempiere per forza, è indubbio che nella nuova bozza Bianco ci sono
miglioramenti oggettivi rispetto alla prima stesura, in particolare, mi riferisco all’obbligo politico e non più la facoltà dei partiti di dichiarare prima del voto la coalizione,
i programmi e il candidato premier».

E’ quanto afferma il presidente di An, Gianfranco Fini, commentando la bozza di riforma elettorale presentata oggi in Commissione Affari costituzionali al Senato. Il leader di An definisce
«un passo avanti» questa versione di riforma, pur ribadendo che per Alleanza nazionale il referendum «non è una tragedia».

Fini, infatti, non considera obbligatorio fare una riforma in Parlamento, anche perché «siamo fra i promotori della raccolta delle firme per il referendum» e perché
«siamo alla vigilia di una pronuncia della Consulta che ci auguriamo renda la via referendaria praticabile». «Sono 20 giorni – aggiunge il leader di An – che pongo un problema
politico e registro oggi un passo in avanti, questo è indubbio». Fini definisce «positivo» il riparto dei seggi a livello nazionale e non circoscrizionale. «Ma ci
sono altre questioni – osserva – che ci piacciono meno. Giovedì o martedì prossimo ognuno si pronuncerà e vedremo se c’è una maggioranza che considera o meno la
bozza come il testo base». Il leader di An sottolinea inoltre che la via delle elezioni anticipate sarebbe «indispensabile per salvare l’Italia da Prodi, ma non dipende da
noi». «Nessuno oggi – conclude – è in grado di sciogliere la matassa da solo, ci vogliono volontà convergenti».

Di seguito le novità del testo definitivo di riforma elettorale:

Candidature plurime – E’ confermato che solo uno sia il collegio uninominale nel quale sarà possibile candidarsi, ma due (non una sola) le liste circoscrizionali in cui
sarà possibile trovare lo stesso candidato.
Obbligo alleanze prima – E’ obbligatorio e non semplicemente facoltativo dichiarare prima del voto l’alleanza di riferimento, il candidato premier e il programma comune tra più
forze politiche.
Voto unico – L’alternativa tra voto unico e doppio voto è risolta con la scelta del voto unico per il candidato del collegio uninominale e per la lista circoscrizionale che ha lo
stesso contrassegno.
Riparto nazionale dei seggi – Il riparto dei seggi è compiuto in sede nazionale e non circoscrizionale. Quindi, il recupero dei resti avverrà in un collegio unico
nazionale, in base alle cifre elettorali risultanti dalla somma dei risultati circoscrizionali e secondo la formula dei quozienti naturali e dei più alti resti.
Senato – Il sistema di elezione del Senato viene ridefinito recuperando, nella sostanza, il sistema vigente fino al 1993: una formula proporzionale esclusivamente su collegi uninominali,
in ambito regionale, con soglie di accesso al 5% dei voti validi espresso nello stesso ambito regionale. Si tratta, osserva Bianco nella sua relazione, di un sistema semplice, sperimentato con
buoni risultati di rendimento tecnico capace di rappresentare le diverse componenti politiche e i territori.

Nell’impianto della riforma elettorale predisposta da Bianco resta inoltre la soglia di sbarramento al 5% dei voti su base nazionale con deroga territoriale del 7% da raggiungere in almeno 5
circoscrizioni.

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