Legambiente-Turismo al Mia di Rimini

Legambiente-Turismo al Mia di Rimini

Interessante incontro a Rimini sul cibo e le strutture di accoglienza nell’ambito della rassegna “Sapore” con al centro il tema della diffusione del cibo biologico in hotel e ristoranti.
L’incontro è stato promosso dal Consorzio di Certificazione dei Prodotti Biologici (CCPB) e da Legambiente Turismo – l’associazione che gestisce l’etichetta ecologica per strutture
ricettive e turistiche è la più importante a livello nazionale e seconda in Europa.

L’incontro ha consentito di fare il punto sul ruolo della qualità del cibo come polo attrattore turistico italiano. I dati disponibili sul turismo danno il segno di quanto il settore (e
tutto l’indotto che ne deriva) sia sempre più una risorsa preziosa, fondamentale per la competitività del sistema paese. Infatti, nel 2009 rispetto al 2008, a fronte di un calo
imponente dell’Italia nell’export totale di tutti i settori (intorno al 23%) si conferma il ruolo svolto dalle produzioni e dai servizi più legati al territorio che hanno retto di
più nella crisi.

Il calo entrate del flusso turistico verso l’Italia, calcolato in valuta, è infatti molto minore (7,9%). Per alcune regioni il contrasto è ancora più forte. Per il Veneto ad
esempio l’entrata dal turismo internazionale è diminuita del 5% a fronte di un 20% delle entrate valutarie da export totale. Ancora peggio l’Emilia Romagna dove secondo dati della Banca
d’Italia il 2/3% di calo del settore turistico si confronta con una diminuzione totale che si aggira intorno al 27%.

“Tutti i dati ufficiali confermano – ha detto nel suo intervento Luigi Rambelli, Presidente Nazionale di Legambiente Turismo – che insieme ad accoglienza e alla simpatia, alle città e
opere d’arte, al paesaggio e all’ambiente naturale – la cucina e i pasti (e quindi il settore agroalimentare e la gastronomia) sono tra i maggiori attrattori turistici del nostro paese. Se le
risorse naturali, culturali e gastronomiche sono indicatori dell’attrattività di una destinazione – ha aggiunto Rambelli – questi “beni capitali” del turismo devono essere preservati e
resi disponibili evitando i danni irreversibili arrecati da degrado e cementificazione e preservando quelle tradizioni agricole che hanno contribuito a modellare il paesaggio del nostro Paese e
che oggi sono l’unica carta dell’attività agricola per assicurarsi un futuro economicamente valido”.

Legambienteturismo.it

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