Le PMI della Sanità privata laziale scrivono una lettera aperta a Berlusconi

Roma – Le piccole e medie imprese associate a FEDERLAZIO Sanità Privata si sono riunite in assemblea interna, a seguito della candidatura nel
PDL di nomi eccellenti della sanità laziale e leader industriali, i piccoli imprenditori della Sanità Privata accreditata, preoccupati ancora una volta per il loro futuro, hanno
deciso di scrivere una lettera aperta all’Onorevole Berlusconi con un programma di 12 punti, per conoscere il vero orientamento del PDL per quanto concerne la Sanità sul territorio e il
ruolo che si intende assegnare alla piccole e medie imprese del settore.

«Conosciamo già il pensiero dei protagonisti della sanità del Governo tuttora in carica, che ci ha condotto sull’orlo del collasso fisico ed economico – afferma la
Presidente di Federlazio Sanità Privata, Dott.ssa Claudia Tulimiero Melis – mentre non sappiamo se qualcosa è cambiato nel programma del nuovo Partito
Democratico. Solo una sentenza di grande giustizia, emessa del Tar Lazio, ha salvato 600 imprese e 10.000 lavoratori dal tracollo e ridato assistenza sul
territorio a milioni di persone dopo lo sciopero proclamato dalla categoria l’anno scorso, a seguito del taglio del 60% delle tariffe dei laboratori di analisi».

L’On.le Alemanno, candidato sindaco ma anche autorevole esponente nazionale del PDL, ci ha dato a questo riguardo assicurazioni che le PMI della Sanità saranno adeguatamente tutelate,
mentre aspettiamo di conoscere l’indirizzo del PD. Quello che per il momento, tuttavia, osserviamo è che in ambedue gli schieramenti le candidature imprenditoriali hanno ignorato le
piccole e medie imprese, che rappresentano il motore di questo Paese e il vero punto di forza di una politica di rilancio dell’economia, a favore dei soliti grandi gruppi.

Solo nella realtà del Lazio, infatti, le 600 imprese del settore erogano annualmente oltre 40 milioni di prestazioni specialistiche al costo
medio di cinque euro
a prestazione e senza liste di attesa. Un costo bassissimo soprattutto se rapportato a quanto si spende nel pubblico, dove una reale analisi dei
costi non è stata mai fatta.

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