Le nanosfere per la diagnosi precoce del tumore

Un gruppo di ricercatori della George Mason University (Usa), di cui fa parte anche l’italiana Alessandra Luchini, ha messo a punto un dispositivo nanotecnologico per la diagnosi precoce del
tumore. Si tratta di una nuova nanotecnologia costituita dalla produzione di piccolissime sfere di idrogel biocompatibile.

Le nanosfere, la cui dimensione è nell’ordine dei nanometri (un nanometro corrisponde a un miliardesimo di metro), sono ingegnerizzate come delle spugne che agiscono come vere e proprie
trappole di proteine della dimensione desiderata. Gli scienziati hanno dimostrato che in presenza di cellule tumorali vengono prodotte delle proteine specifiche, le quali possono venire
utilizzate come marcatori tumorali per la diagnosi precoce.

Il problema affrontato finora dai ricercatori clinici era costituito dal fatto che queste proteine sono di dimensioni piccolissime e sono presenti nel sangue a diluizioni elevatissime.
L’importante novità rappresentata dalle nanosfere è che esse potrebbero venire immesse nel circolo sanguigno dove effettuerebbero dei prelievi mirati per poi essere recuperate con
un semplice prelievo del sangue.

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