Le guardie giurate diventano incaricati di pubblico servizio

Nel corso del Consiglio dei ministri del 1 aprile è stato approvato il decreto recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e l’esecuzione di sentenze della
Corte di giustizia delle Comunità Europee” che, tra l’altro, modifica la classificazione delle guardie particolari giurate da operai a incaricati di pubblico servizio.
La notizia è stata salutata con grande soddisfazione da Filcams Cgil, che ha ricordato come la disposizione arrivi “dopo 20 anni di rivendicazioni” e che si tratta di “un grande successo
delle Organizzazioni Sindacali Confederali”: “Da oggi quindi – si legge nella nota di Filcams Cgil – le Guardie particolari giurate nell’esercizio delle funzioni di custodia e vigilanza dei
beni mobili e immobili cui sono destinate rivestono- secondo la legge- la qualità di incaricati di un pubblico servizio”.
Non tutti, però, hanno apprezzato la decisione del Cdm. Tra questi compare il presidente dell’Associazione Centro Studi Sicurezza, Alessandro Martello, che ha lamentato
l’inutilità di fondo e la poca chiarezza del decreto “sia nella forma che nei contenuti”: “Se di decreto si parla – si legge in una nota diffusa dall’Associazione – dobbiamo rammentare
che, se entro 60 giorni non verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, questo resterà purtroppo un semplice foglio di carta straccia, buono forse per gli appunti, ma non di certo
per tutelare la categoria”.
“E’ stata annunciata una vittoria da parte dei sindacati – conclude la nota – ma francamente dai toni con i quali il tutto è stato progettato ha poco del vittorioso e lo conferma
l’ennesimo assalto ad un portavalori di poche ore fa”.
Gli ha fatto eco il segretario Nazionale Ugl Sicurezza Civile, Salvatore Licciardi, spiegando che “con questo decreto anche la politica italiana è stata sminuita” poichè “questo
provvedimento non è stato fatto con la volontà di farlo ma perché imposto”: “L’Italia – ha ricordato Licciardi- è stata condannata per ben 2 volte dalla Corte di
Giustizia Europea per non aver regolamentato la figura della guardia giurata”.
“Dalla 2° emissione della sentenza di condanna – ha continuato – il nostro Paese avrebbe dovuto, in un arco di tempo di 6 mesi, provvedere a questa grave mancanza: da allora sono già
trascorsi 4 mesi, alla sua scadenza l’Italia avrebbe dovuto pagare una multa di ben 300.000 ? al giorno”.
Secondo Licciardi, inoltre, “questa qualifica di incaricato di pubblico servizio, così come presentato, probabilmente modificherà solo lo status del lavoratore in busta paga, ma
null’altro”.
“Una sconfitta su tutti i fronti, quindi” ha concluso.

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