”Le foto vietate di Berlusconi” fanno il giro del mondo, record di accessi per El Pais, l’Unità: Silvio vuol bloccare il web con una legge?
6 Giugno 2009
Non basta a Silvio Berlusconi essere il proprietario di tre reti televisive italiane e controllare direttamente o indirettamente gran parte dei media. Non basta far sì che i telegiornali
riferiscano a spizzichi e a bocconi la storia di noemi fino a renderla incomprensibile alla grande massa degli elettori. Non basta neppure dichiarare, da un lato, a radio e tv che le foto
scattate in Sardegna sono “innocenti” e, dall’altra, chiedere e ottenere il sequestro da parte della Procura di Roma. Ieri il quotidiano spagnolo El Pais ha mostrato al presidente del Consiglio
italiano in che consiste la forza del web, realizzando il recod di accesso al suo sito con soli 5 scatti delle centinaia di foto di cui si voleva impedire la vista agli italiani. Milioni e
milioni di “navigatori”, anche dall’Italia, si sono diretti verso il sito spagnolo, mentre le immagini sono finite sui quotidiani di tutto il mondo. La rassegna stampa approntata da El Pais, che
potete vedere in allegato, presenta 26 quotidiani che hanno dato con rilievo la notizia del “buen ritiro” sardo del presidente del Consiglio italiano, ma sono centinaia i siti che, ovunque, hanno
fatto quello che normalmente e tutti i giorni si fa su Internet: si sono linkati agli articoli de El Pais. Una prassi mondiale, interrotta solo dai regimi autoritari o dove la democrazia è
ancora ai primi passi. In Cina, ad esempio, come abbiamo documentato anche noi, alla vigilia del ventennale per l’eccidio di piazza Tienanmen, sono stati oscurati dal governo decine di siti che
potevano “ricordare” e li si è mandati – forzatamente – “in manutenzione”. E’ questo che vogliono Berlusconi e il suo avvocato Ghedini che minaccia tutti di querela?
Le domande dell’editoriale dell’Unità
E’ una domanda che si pone anche Giovanni Maria Bellu in un editoriale pubblicato dall’Unità (l’altro giornale querelato ieri, assieme a Repubblica, dal presidente del Consiglio. Eccone il
testo integrale (i sottotitoli sono nostri): “C’è qualcosa di grandioso e di struggente nella duplice guerra dichiarata dall’avvocato Nicolò Ghedini alla Spagna e al Web. I
cittadini iberici ne saranno entusiasti perché somiglia molto a quella combattuta dal loro don Chisciotte contro i mulini a vento. D’altra parte l’hidalgo della Mancha era descritto da
Cervantes come “Il Cavaliere della triste figura”.
Un tentativo disperato di “limitare i danni”
Nel disperato tentativo di limitare i danni causati dalla “triste figura” del suo Cavaliere, lo scudiero Ghedini ha annunciato che non solo denuncerà El Pais per aver pubblicato le
immagini del party a Villa Certosa del club di Topolanek ma intenterà una “azione civile contro chiunque ripubblichi in Italia le fotografie pubblicate dal quotidiano spagnolo”.
L’annuncio di una azione finalmente “civile” da parte dei sostenitori di Berlusconi ci sorprende a ci rassicura. Al punto che, grati, riveliamo a Sancho Ghedini un piccolo segreto: Web è
l’abbreviazione di World wide web che significa “Grande ragnatela mondiale” . Mondiale, avvocato. Questo vuol dire che se anche lei riuscisse a intimidire la stampa e i siti Internet italiani
fino al punto di indurli a non pubblicare niente, i lettori italiani potrebbero con un semplice clic andare sul sito Internet del Pais, cioè questo, http://www.elpais.com e vedere quelle foto
“innocenti”, come il suo datore di lavoro le ha definite.
“Censurare il Web è complicato”
E questo accadrà sempre, anche in futuro, perché censurare il Web è molto complicato. E’ proprio come combattere contro i mulini a vento. A meno che, in un aggiornamento del
“pacchetto sicurezza” o in qualche piega della futura legge anti-intercettazioni, non non pensiate di inserire un codicillo che consenta alla presidenza del Consiglio di bloccare l’accesso
dall’Italia ai siti esteri. Ma un’azione di questo genere – conclude l’editoriale dell’Unità – non sarebbe affatto “civile” e siamo certi che non la metterete mai in atto”.
L’ira di Berlusconie i voli di Stato
Si sapeva che sarebbe accaduto, perché le leggi sulla Privacy, invocate in Italia dal presidente del Consiglio Berlusconi con un esposto al Garante, non valgono nel resto del mondo. E El
Pais è stato il primo a violare l’embargo (basta cliccare per vederle), scatenando immediatamente la contromossa di Berlusconi, che annuncia querela per voce del suo legale Ghedini. Ma non
solo El Pais è finito nel mirino degli avvocati del premier, e oggi la giornata del premier potrebbe intitolarsi: “Berlusconi contro tutti”. Dopo la querela per il quotidiano spagnolo,
è arrivata infatti quella alla nostrana “Unità”, per i 5 aerei privati adibiti a voli di stato. E nel tardo pomeriggio, il giro di querele si chiude con “Repubblica”, come annuncia
lo stesso Berlusconi a Matrix. Ma mentre il presidente del Consiglio invoca la privacy per le sue uscite sarde, il numero dell’Espresso in questi giorni in edicola documenta la crescita abnorme
dei “voli di Stato”. Nel 2008, nei primi 4 mesi del governo Prodi (da gennaio ad aprile) le ore di volo del 14° stormo dell’aeronautica militare sono state 0 (zero). Nei primi quattro mesi
del 2009 (sotto il governo di Berlusconi) le ore sono diventate 100: un po’ troppe per portare su e giù dalla Sardegna ballerine di flamenco, belle donne e cantastorie vari.
Querela e causa civile a Repubblica “Questa mattina quando ho visto quelle foto mi è venuto da dire ‘ma vada a quel pais’…”: Così ironicamente ha commentato Berlusconi a Matrix
sulle foto pubblicate dal giornale spagnolo. Ma poi ha sottolineato come rappresentino “un assoluto illecito” visto che sono state scattate con obiettivi potentissimi che hanno ripreso
“addirittura dentro alle stanze attraverso i vetri della residenza”.
“Repubblica – ha attaccato Berlusconi – tra l’altro ha usato quelle foto utilizzando il trucchetto di prenderle dal sito de El Pais commettendo così un illecito perchè sono un corpo
di reato. Quindi – ha concluso Berlusconi – proporrò una querela e una causa civile per danni nei confronti di Repubblica e del Pais”.
Ghedini vuol querelare tutta la stampa italiana Non solo.
Ghedini annuncia anche “un’azione in sede civile per chiunque ripubblichi in Italia le fotografie apparse su El Pais”, ma i link ci sono da stamattina sulla gran parte dei quotidiani italiani e
quindi non si capisce tuta questa furia contro chi è rivolta, mentre si ribadisce – come ha fatto ancora oggi Berlusconi che si tratta di “scatti innocenti”. Intanto il Garante per la
privacy richiama al rispetto delle regole e giudica le immagini illecite perché riprese in un’abitazione privata, senza il consenso delle persone interessate.
El Pais: record di accesso “Las fotos de Berlusconi marcan un récord de audiencia en ELPAÍS.com”: non serve neanche la traduzione. Il titolo del giornale spagnolo è
chiarissimo: record di accesso con le foto di Berlusconi sul sito. “Traduzione in tutto il mondo”, e “4 milioni di accessi”: questo riporta El Pais, orgoglioso della sua esclusiva che ha fatto
superare di oltre il 50% la media dei visitatori sul suo sito.
“Fino alle 15,00 – scrive El Pais – oltre 200 media digitali stranieri (capitanati da Italia e Olanda) hanno eseguito un accesso a Elpais.com: la prima volta che il pubblico straniero supera
quello spagnolo”.
Il traffico dall’Italia, che normalmente rappresenta ciorca l’1% del pubblico del sito, è arrivato al 20%, dice ancora El Pais: “È la prima volta che una notizia scritta in un’altra
lingua fa il giro del web”
Esclusiva mondiale: c’è anche la galleria della stampa internazionale Ma non finisce qui. Sul giornale on line si trova anche “Esclusiva globale”: il titolo con cui El Pais mostra tutti i
giornali e i siti, italiani e stranieri, che hanno ripreso le foto di Silvio Berlusconi a Villa La Certosa.
Ventuno in tutto: iniziando dal Corriere della Sera, Repubblica e Messaggero, continuando con il francese Le Monde, il Washington Post, l’argentino Clarin, fino al tedesco Handelsblad, il belga
Le soir, il sito olandese Algemeen, e il croato Vecernji.
Ghedini ha annunciato querela a chiunque ripubblichi le foto di El Pais, ma sembra un’impresa non facile, almeno guardando “Esclusiva globale”.
El Pais risponde alla querela: siamo nel giusto
La reazione di El Pais non si fa attendere: “Non abbiamo avuto nessuna notizia di una denuncia a nostro carico per la vicenda delle foto di Villa Certosa, ma siamo sicuri di essere nel giusto”.
Così Juan Cruz, direttore della comunicazione di El Pais, dichiara in un’intervista ai microfoni di CNR Tv. “È normale – dice – che qualcuno possa sentirsi offeso e reagire, ma noi
siamo tranquilli. Abbiamo fatto il nostro lavoro. Il pubblico spagnolo e quello internazionale è interessato alle vicende di Berlusconi, del primo ministro del governo italiano. Crediamo
che sia un diritto per il pubblico sapere cosa c’è dietro questa polemica italiana su queste fotografie, sull’attività pubblica e privata del signor Berlusconi”. Per leggere
l’intervista audio integrale, vi rimandiamo al link di CNR Tv. Sul quotidiano spagnolo: le foto che Berlusconi non vuole far vedere agl italiani Nell’edizione internazionale di El Pais
l’esclusiva di Villa Certosa apre la home, in quella riservata agli spagnoli le “foto che Berlusconi non vuole mostrare agli italiani” rappresentano la seconda notizia, subito dopo lo storico
discorso di Obama al Cairo, presentate da un articolo di Miguel Mora, che spiega agli spegnoli che sta succedendo in Italia attorno alle “compagnie femminili e alla feste che il presidente del
Consiglio orgsanizza tutte le settimanel nella sua villa”. Sul sito di El Pais compaiono cinque fotografie scattate dal fotografo Antonello Zappadu a Villa Certosa nel maggio 2008. “I volti dei
protagonisti delle immagini – scrive il quotidiano spagnolo, nell’edizione “Global”, che pubblica una versione anche in italiano – sono stati oscurati dall’autore tranne quello del Presidente del
Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. La settimana scorsa – continua El Pais – il Cavaliere ha denunciato Zappadu per violazione della privacy e tentativo di truffa”. Ghedini denuncia
El Pais: è ricettazione Immediata la contromossa di Silvio Berlusconi alla pubblicazione delle foto su El Pais, che pure stamattina aveva giudicato “innocenti” a Radio Anch’io.
Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl, nonché legale del presidente del Consiglio, annuncia una denuncia al quotidiano spagnolo. “Abbiamo dato mandato al professor Orazio Oliva che
sta già predisponendo gli atti e li depositerà nelle prossime ore”, dice Ghedini all’Adnkronos. “Qui non è una questione di privacy: ci sono delle foto sequestrate
perchè una procura sostiene che sono state acquisite illecitamente. Quindi – spiega Ghedini – si tratta di un corpo di reato, che viene pubblicato in Spagna. Acquistare beni provenienti da
reato in Italia si chiama ricettazione”. Ma bisogna vedere se le foto sequestrate a Roma, sono le stesse pubblicate da El Pais.
5 elicotteri della Fininvest diventano “voli di Stato”
Le fotografie – dove si vede anche qualche bella donna vestita al minimo – per il quotidiano di Madrid “rendono l’idea dell’ambiente della residenza sarda del premier italiano indagato per l’uso
di voli di stato con fini privati, in particolare per il trasferimento dei suoi invitati alle feste a Villa Certosa”.
“Il fotografo sostiene – spiega El Pais – che “ogni weekened” voli di Stato sono arrivati in Sardegna con artisti, veline ed altri amici di Berlusconi. Nell’agosto 2008 il premier italiano ha
cambiato la legge per consentire ai suoi invitati privati d’utilizzare i voli di stato. Le fotografie dimostrano che quattro mesi prima di questo cambiamento legale, Berlusconi aveva già
viaggiato con il suo amico Mario Apicella e una ballerina di flamenco”.
Ma la notizia più interessante è in coda e non è mai apparasa sui media italiani
“Il 4 giugno 2008 – spiega il quotidiano spagnolo – cinque mezzi di trasporto aereo privati, proprietà del Presidente del Consiglio, sono stati nominati come voli di stato. Gli elicotteri
ed aerei appartenevano alle società Alba e Fininvest”. A questo proposito certamente i parlamentari istaliani dell’opposizione vorranno saperne di più.
Il premier: scatti innocenti
Silvio Berlusconi ospite a Radio Anch’io ha parlato stamane degli scatti pubblicati oggi da El Pais, con le riprese affettuate a Villa Certosa dal fotografo Antonello Zappadu e sfuggite al
sequestro della procura di Roma: ”C’è stata una violazione della privacy – ha detto il premier – ma si tratta di foto innocenti”. Quello che si fatica a capire, però, è
perché – se si tratta di “scatti innocenti” – il premier ne ha chiesto il sequestro, ottenendolo dalla Procura di Roma e perché ha presentato un esposto al Garante della Privacy.
Cosa c’è, in quelle immagini, che gli italiani non possono vedere? Secondo Berlusconi, inoltre, le ragazze fotografate senza veli nella sua villa “sono state aggredite in modo
scandaloso”, ma il contribuente italiano ha invece un’altra curiosità: quelle ragazze “senza veli” per la loro vacanza in Sardegna hanno sfruttato aerei di Stato?





