Le bevande energizzanti e i consumatori

Le bevande energizzanti e i consumatori

Una nota società di bevande energizzanti è stata condannata dall’AGCM per aver attribuito specifiche caratteristiche non veritiere al prodotto reclamizzato in modo da
indurre in errore i consumatori, in tal modo spingendoli a trascurare le normali regole di sicurezza e prudenza.

Vietato pubblicizzare bevande energizzanti inducendo il consumatore a ritenerle idonee a vincere lo stato di sonnolenza alla guida e altre situazioni di particolare sforzo fisico e
psichico!

L’ Autorità garante della concorrenza e del mercato si è di recente pronunciata sulla pratica commerciale posta in essere da una società e consistente nella diffusione di un
volantino volto a reclamizzare una bevanda energizzante.

In particolare la presunta scorrettezza della suddetta pubblicità riguardava: le reclamizzate performance umane che la bevanda sarebbe stata in grado di assicurare, la sua composizione,
nonché la promozione del consumo della stessa in situazioni di particolare sforzo fisico e psichico, di stress e affaticamento (con particolare riferimento al consumo della bevanda per
fronteggiare stati di sonnolenza alla guida).

Veniva quindi contestata alla società la presunta violazione degli art. 20 e 21 comma 1, lett. b, 3 e 4 del Codice del Consumo poiché si riteneva che le affermazioni pubblicitarie
avrebbero potuto porre in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori, inducendoli a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza.

La minaccia sarebbe stata ancora più forte in relazione alla sicurezza di adolescenti alla guida di motocicli o minicar in quanto questi potevano essere indotti a trascurare le normali
regole di prudenza ed a guidare il proprio mezzo in preda a stati di sonnolenza mettendo così a rischio la propria vita e quella del prossimo.

A seguito dell’avvio del procedimento istruttorio, comunicato alla società nel settembre del 2008, la stessa provvedeva prontamente ad interrompere la diffusione del volantino.

L’AGCM si è specificatamente pronunciata sul messaggio pubblicitario nel quale si consiglia l’uso di una bevanda energetica al fine di affrontare e vincere stati di sonnolenza alla guida
affermando che lo stesso sarebbe stato rafforzato dal richiamo ad uno studio attestante l’effetto positivo della bevanda in relazione alle funzioni mentali e dalla idoneità della stessa ad
aumentare in modo sostanziale le capacità di concentrazione e reazione.

Il suddetto messaggio sarebbe pertanto idoneo a far erroneamente credere ai consumatori che l’assunzione della bevanda in questione sia in grado di far superare gli stati di sonnolenza alla guida
facendo venir meno la necessità di fermarsi e riposarsi ed in più che ciò sarebbe anche confermato dalle risultanze di precisi studi svolti e accreditati da prestigiose
istituzioni.

Il consumatore risulterebbe sollecitato a spingersi ad affrontare situazioni di oggettiva pericolosità quali la stanchezza alla guida o la prospettiva di affrontare un lungo viaggio su
strada facendo affidamento sulle proprietà e sugli effetti del prodotto vantati dal messaggio stesso. Tale pratica, che omette di segnalare i rischi derivanti dall’utilizzo del prodotto,
è idonea ad indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza violando l’art. 21 comma 3 del Codice del Consumo.

L’AGCM, in considerazione delle modalità di diffusione di tale volantino (ragazze immagine che lo distribuiscono presso discoteche, palestre, università e cinema) ritiene verosimile
che tale la pratica possa interessare minori, i quali già guidino autoveicoli o motocicli per i quali è necessario il rilascio di una patente e, conseguentemente, profila un
contrasto con l’art. 21, comma 4 del Codice del Consumo.

L’autorità giudicante si pronuncia anche in relazione al grado di diligenza professionale posto in essere dalla società nel quale non si riscontrerebbe il normale grado
di competenza e attenzione che ragionevolmente poteva attendersi con riferimento alle modalità con le quali promuove il consumo della propria bevanda accreditandola come rimedio allo
stato di sonnolenza alla guida e, inducendo i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza. Si noti che nel caso di specie il livello di diligenza richiesto al
professionista risulta particolarmente elevato trattandosi di pubblicità relativa a prodotti che, in virtù degli specifici ingredienti di cui si compongono, sono sottoposti ad una
particolare disciplina e vigilanza rispetto alla quale viene richiesta allo stesso professionista un elevato livello di attenzione e cautela.

A nulla sono valse le considerazioni difensive del resistente fondate principalmente sulla natura assolutamente non rischiosa del prodotto in questione (anzi considerato sicuro per la salute
umana da diverse autorità scientifiche comunitarie e nazionali) e sul fatto che le attività di marketing e di comunicazione non sarebbero indirizzate ai bambini in quanto
riguardanti un prodotto destinato ad un pubblico di adulti.

La società è stata dunque condannata ad una pena pecuniaria molto elevata nonché all’inibitoria della suddetta pratica scorretta in quanto contenente, sulla base di quanto
sopra, alcune affermazioni che, attribuendo al prodotto specifiche caratteristiche non veritiere, avrebbero potuto indurre in errore i consumatori portandoli anche a trascurare le normali regole
di sicurezza e prudenza.

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