Le arance rosse di Sicilia “vincono” la Maratona di Roma

Le arance rosse di Sicilia “vincono” la Maratona di Roma

Alla XXII  Maratona di Roma, sole, sorrisi e tanta gente in strada con le arance rosse siciliane
L’arancia rossa di Palagonia, tra i protagonisti della Maratona di Roma 2016, vinta da Amos Kipruto e Rahma Tusa, in una splendida giornata di sole, vissuta tra i monumenti della Capitale senza auto. L’iniziativa solidale promossa dal Gal Kalat Est per rilanciare le eccellenze agroalimentari del calatino, fatta in collaborazione con i volontari di Sport Senza Frontiere Onlus.
Distribuiti 30 quintali di arance lungo il percorso
di Maurizio Ceccaioni

Valerio Marletta sindaco Palagonia

Valerio Marletta sindaco Palagonia

In una splendida domenica di sole, il 10 aprile si è festeggiata la Roma che vogliamo, dello sport senza frontiere ideologiche, linguistiche e fisiologiche, dove l’importante è partecipare, come diceva Pierre de Coubertin, uniti sotto il simbolo universale del valore sportivo e della fratellanza. 
L’occasione è stata la XXII edizione della Maratona di Roma, che ha visto ancora una volta come main sponsor Acea (Azienda Comunale Energia e Ambiente). In decine di migliaia, i partecipanti arrivati da 150 paesi, si sono incuneati come un lungo serpentone nel circuito che da via dei Fori imperiali, ha toccato gran parte del centro storico cittadino, fino a Garbatella.

Mentre di buonora le metropolitane si riempivano di gente in tuta sportiva e zainetti a tracolla, nel silenzio del Circo Massimo si preparavano i gazebi coi rifornimenti degli sponsor. Come quello dei volontari di Sport Senza Frontiere Onlus, che hanno fatto un’iniziativa solidale con gli studenti di Scienze Sociali dell’Istituto d’Istruzione Superiore, Ramacca-Palagonia, in provincia di Catania.

ARANCE ROSSE A ROMA (2)Il loro obiettivo? Distribuire ai partecipanti 30 quintali di arance rosse siciliane, “frutti pigmentati” prodotti da sempre nell’area del “Calatino Sud Simeto”.Ma erano lì, soprattutto come ambasciatori e testimonial, a rappresentare quella loro terra, dove la natura ha mille colori e i “giardini di arance rosse” sono avvolti dal profumo fresco e inebriante della zagara.

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Tra un selfie, un applauso e tanta emozione, hanno distribuito lungo il percorso quei dolci e succosi frutti, molto apprezzati specie da chi non aveva fretta di correre al traguardo. Perché, esclusi i maratoneti veri, protagonisti della gara competitiva, in maggioranza i partecipanti erano iscritti alla stracittadina Roma Fun Run, che ha visto scendere in strada intere famiglie, cani e carrozzine al seguito.

ARANCE ROSSE MARATONA ROMA-2Tra sorrisi e foto di rito, la festa si è colorata di arancio, con quelle migliaia di persone d’ogni età, diversa provenienza, cultura e religione, che in via dei Cerchi hanno fatto a gara nell’allungare le mani verso quei ragazzi che scalpitavano come giovani puledri, coi sacchetti d’arance in mano per soddisfare tutte le richieste. Il tutto, sotto l’occhio attento della professoressa Anna Timpanaro, che li ha accompagnati assieme al sindaco di Palagonia, Valerio Marletta e all’assessore alle attività produttive, Elena Sgarioto.

 

 

 

Mentre ormai la festa volgeva al termine, gli studenti e i volontari di Sport Senza Frontiere ripulivano la loro area, accatastando le decine di cassette ormai vuote, resto di questa giornata emozionante, tappa importante del loro percorso formativo.

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Giovani da considerare però, “esperti del settore”, dato che la domenica partecipano anche al Mercato contadino della loro città e col loro entusiasmo, sono stati anche ottimi veicolatori di un messaggio che andrebbe raccolto a ben più alti livelli.
Le arance rosse o “pigmentate”, tra gli alimenti base della dieta mediterranea, sono una caratteristica unica dell’area a Sud-Ovest dell’Etna, tra le province di Catania, Siracusa, Enna e Ragusa, dove sono nate e si sono sviluppate: il cosiddetto “triangolo d’oro”.

ARANCE ROSSE MARATONA ROMADevono il colore caratteristico, alla reazione della pianta allo sbalzo termico creato dal vulcano tra giorno e notte. Il risultato sono gli antociani, pigmenti naturali che danno a questi frutti meravigliosi, tutto il loro colorito e quel gusto unico. Poco caloriche (35-40 cal./100g) e dissetanti, grazie alla vitamina C e a molecole considerate antitumorali, come la cianidina, sono un valido aiuto per la prevenzione di diverse malattie, contrastando i radicali liberi. Che non sono i seguaci di Marco Pannella, ma molecole dannose che agiscono sui grassi delle membrane cellulari e sulle proteine del nucleo, facendo invecchiare le nostre cellule.
Non sembra poca cosa, ma di certo c’è che i nostri mercati sono sempre più vuoti di quelle apprezzatissime arance siciliane, già finite a metà mattinata durante la Maratona. Arance ormai surrogate da quelle generiche provenienti da chissà dove e trattate con chissà che cosa, mentre i nostri Moro, Tarocco o Sanguinello, troppo spesso rimangono sulle piante o marciscono a terra.

ARANCE ROSSE MARATONA ROMA-7La colpa? I prezzi di produzione considerati troppo alti. Perché all’ingrosso, i prodotti importati, grazie a facilitazioni che penalizzano il comparto agroalimentare nostrano, sono in vendita a 20 centesimi/kg di media. «Con quei soldi non c’è nessuna remunerazione per chi produce – aveva detto un agricoltore durante un press tour sulle terre dell’Etna -, ma non si riesce nemmeno a pagare la giornata al bracciante per raccoglierli». Così, mentre prodotti certificati di alta qualità e dall’eccezionali proprietà organolettiche, in gran parte rimangono invenduti, la nostra Unione Europea, che protegge le produzioni del Nord-Est dell’Europa, ma trascura quelle d’eccellenza di paesi mediterranei come il nostro, ha recentemente fatto un accordo per far entrare sui nostri mercati, “per solidarietà” e senza dazi doganali, 35 mila tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia. Grazie a queste “politiche” agroalimentari dell’Ue, secondo Coldiretti, negli ultimi 15 anni in Sicilia si sono dimezzati gli alberi di limoni e il 30 percento degli aranceti è diventato legna da ardere. Fine che potrebbero fare a breve quelli di clementini e mandarini.

Per cambiare questa tendenza, si sono messe in campo iniziative come questa di Roma, organizzata dal Gal Kalat Est, che rappresenta le realtà produttive di 15 comuni della Sicilia orientale, in provincia di Catania, meglio conosciuti come “calatino”. Il compito dei Gal (gruppi di azione locale), supportati dell’Agenzia per il Mediterraneo, è sostenere, promuovere e valorizzare le risorse e lo sviluppo socio economico locale, dando alle imprese gli strumenti per competere sui mercati delle produzioni agroalimentari. Lo fanno seguendo le linee guida dettate dai Piani di Sviluppo Locale (Psl) e con azioni di sistema come le piattaforme “Nodo di Rete-Valore Sicilia”, “Il Passaporto del Gusto”, “Itinerari Calatini”, “Ruralità Mediterranea”. 
Sul territorio nazionale si stanno moltiplicando le iniziative in tal senso, con diverse campagne di commercializzazione di questi prodotti a “filiera corta”.

Come si può vedere anche nei tanti siti in Internet, nemmeno la distanza geografica è oggi un problema, per acquistare questi frutti preziosi per la nostra salute. Grazie alla vendita on line, si garantisce entro tre giorni dalla raccolta, la spedizione del prodotto (a cassette), in molti casi a meno di un euro e mezzo al chilogrammo, trasporto compreso.

Dovremmo essere noi italiani a consumarne di più di queste arance uniche, anche se i prezzi sul banco del mercato sono un po’ più alti di quei prodotti che, come l’olio d’oliva extravergine a basso prezzo, troppo spesso non sono sinonimo di bene per la nostra salute. Prodotti nostrani e siciliani in articolare, per fare vere spremute d’arancia, invece di comprare fantomatici succhi di frutta pieni di conservanti o prendere vitamina C in pillole, come integratore alimentare. Chiaramente a prezzi molto più alti di quelle naturali, custodite gelosamente nel succo delle arance rosse di Sicilia.

Maurizio Ceccaioni
Corrispondente da Roma
Newsfood.com

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