Lavoro: a gonfie vele la vendita dei voucher vendemmia 2008

 

Trieste – Prosegue con successo la sperimentazione del lavoro accessorio a supporto della stagione di vendemmia 2008 che, insieme alla Regione, ha visto l’impegno sul territorio
dell’INPS, dell’INAIL e delle quattro Province.

Complessivamente, sono stati venduti sul territorio regionale – al 10 settembre scorso – 30.852 voucher, per un valore di 308.520 euro. Sul piano provinciale, Udine, con 15.525 voucher
venduti, si attesta al primo posto con il 50.3 per cento sul totale regionale. Al secondo troviamo Gorizia con 11.427 voucher venduti, corrispondente al 37 per cento del totale. Molto
più distanziate troviamo la provincia di Pordenone, con 3.650 voucher venduti (11,8 p.c.) e la provincia di Trieste con 250 (0,8 p.c.).

Si tratta di una distribuzione che rispecchia piuttosto fedelmente il peso della viticultura regionale.

“Un risultato decisamente importante – sottolinea l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen – che colloca la nostra regione al secondo posto in Italia dopo il Veneto e prima di
Lombardia e Piemonte e delle altre regioni italiane tradizionalmente legate ad una spiccata vocazione vinicola.”

Numero voucher venduti in FVG per provincia:
– Trieste: 250 voucher venduti (0,8%)
– Gorizia: 11.427 voucher venduti (37,0%)
– Pordenone: 3.650 voucher venduti (11,8%)
– Udine: 15.525 voucher venduti (50,3%)
– FVG: 30.852 voucher venduti (100,0%)
(elaborazione FVG su dati INPS)

L’andamento della vendita giornaliera evidenzia, dopo un timido avvio delle prime tre giornate, con vendite al di sotto delle 1.000 unità, un progressivo incremento che nella
giornata del 2 settembre raggiunge il numero di 6.517 voucher venduti. La vendita si mantiene elevata anche nei giorni immediatamente successivi per stabilizzarsi nella seconda
settimana di settembre intorno alle 2.000 unità.

Si tratta di un andamento importante che si ritiene possa proseguire per tutto il mese di settembre e, probabilmente, per una parte del mese di ottobre.

Distribuzione dei voucher per giornate di vendita a partire dal 21 agosto 2008:
– I giornata: 800
– II giornata: 495
– III giornata: 600
– IV giornata: 1.475
– V giornata: 2.145
– VI giornata: 555
– VII giornata: 6.517
– VIII giornata: 5.127
– IX giornata: 2.600
– X giornata: 4.893
– XI giornata: 1.835
– XII giornata: 1.520
– XIII giornata: 2.290 
(elaborazione FVG su dati INPS).

“L’Amministrazione regionale ha creduto fin dall’inizio a questa iniziativa e i risultati fin qui ottenuti ci danno ragione”, afferma l’assessore Rosolen, che si augura che anche le
forze sociali che all’inizio si sono dimostrate più scettiche ora si siano convinte della bontà di questo strumento.

“Il successo della sperimentazione – prosegue l’assessore Rosolen – è dovuto anche al ruolo svolto dai dieci uffici postali selezionati che sono stati coinvolti nell’iniziativa
solo nella nostra regione e in quella del vicino Veneto”.

Nel loro complesso gli uffici postali hanno venduto 17.600 voucher corrispondenti al 57 per cento del totale. Quelli di maggior successo, anche grazie alla loro collocazione strategica
“all’interno del vigneto del Friuli Venezia Giulia”, sono in primo luogo quello di Cividale con 8.200 voucher distribuiti, corrispondenti al 46.6 per cento del totale; al secondo posto
quello di Cormons con 4.750, pari al 27 per cento; al terzo e quarto posto troviamo quelli di Gorizia e Cervignano con 925 voucher venduti cadauno, corrispondenti al 5.3 per cento; con
valori inferiori seguono tutti gli altri.

I quattro uffici provinciali dell’INPS, a loro volta, hanno venduto 13.252 voucher, corrispondenti al 43 per cento del totale dei distribuiti. Gli uffici provinciali di Udine e Gorizia
hanno distribuito Circa l’84 per cento dei voucher, mentre la parte rimanente è stata distribuita da Pordenone.

“Il successo dell’iniziativa – conclude l’assessore Rosolen – ci porta a riflettere sui possibili vantaggi di un suo allargamento ad altre attività dell’agricoltura, come la
raccolta della frutta, visto che il Friuli Venezia Giulia è fra l’altro tra i primi produttori di kiwi in Italia. Altrettanto interessante può essere l’estensione ad altri
campi di attività previsti dalla normativa, quali il lavoro in ambito familiare.”

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