L'attività fisica ogni giorno toglie il medico di torno

I benefici per la salute derivanti da un’attività fisica regolare sono ben conosciuti e vengono sempre presentati nelle campagne pubbliche di informazione, ora una recente ricerca ha
rivelato proprio quanto possa essere pericolosa la mancanza di attività fisica per il corpo umano.

Ai nostri giorni uno dei consigli medici ripetuti più spesso è che la gente dovrebbe fare almeno 30 minuti di attività fisica moderata al giorno, per cinque giorni alla
settimana. Si ritiene che questa attività regolare possa favorire il mantenimento di un fisico più sano e tenere lontano una moltitudine di malattie, tra cui il cancro, il
diabete, l’artrite e persino la morte prematura.

Una nuova ricerca condotta su entrambe le sponde dell’Atlantico ha confermato la validità di questo consiglio. Si è scoperto che la mancanza di attività fisica regolare
è effettivamente la causa di molti dei fattori di rischio associati con malattie croniche come il diabete e le malattie cardiocircolatorie. Lo studio ha messo assieme le conoscenze degli
esperti dell’Università di Copenaghen e del Missouri-Columbia College of Veterinary Medicine. I risultati dello studio, in parte finanziato dall’UE, sono pubblicati nel Journal of the
American Medical Association (JAMA).

Prima che fosse svolta questa ricerca la gente riteneva che benché l’attività fisica portasse grandi benefici alla salute, la sua mancanza facesse semplicemente perdere questi
benefici. Ma secondo il prof. Frank Booth del MU College of Veterinary Medicine, ciò non risponde a verità. «Le nostre scoperte indicano che in mancanza di una normale
attività fisica, una persona aumenta di moltissimo le sue probabilità di sviluppare una malattia cronica. In precedenza ritenevamo che la mancanza di attività fisica fosse
semplicemente non salutare, nessuno pensava che una sua mancanza potesse essere causa di malattie. Si trattava dunque di una supposizione sbagliata.»

«Una scarsa quantità di attività fisica quotidiana non solo non ci aiuta a migliorare il nostro attuale stato di salute, ma potrebbe addirittura essere la ragione stessa per
cui ci siamo ammalati,’ ha detto Frank Booth, «il nostro studio ha indagato cosa succede quando un gruppo di individui riduce la propria attività fisica quotidiana.»

Il prof. Booth e i ricercatori all’Università di Copenaghen hanno condotto due diversi studi a Copenaghen. Nel primo studio ai partecipanti veniva chiesto di ridurre per tre settimane da
6000 a 1400 il numero di passi che facevano ogni giorno. Invece di camminare o fare le scale ai partecipanti era stato detto di usare sistemi motorizzati di trasporto, come la macchina o
l’ascensore, in ogni situazione possibile.

I ricercatori hanno scoperto che dopo due settimane di mancanza di moto e di scarsa attività fisica, i partecipanti presentavano livelli molto più alti di glucosio e grasso e
impiegavano molto più tempo a eliminare queste sostanze dal loro circolo ematico rispetto a prima. Quanto maggiore sarà il tempo impiegato dall’organismo per eliminare le sostanze
dal circolo ematico, tanto maggiore sarà la probabilità che quella persona sviluppi il diabete o altre malattie croniche.

«Quando i dottori consigliano di fare attività fisica, non stanno semplicemente dicendo ai pazienti di migliorare la propria salute; aumentare il numero di passi quotidiani
potrebbe in realtà annullare una delle cause delle malattie croniche,» dice il prof. Booth. «Quando grassi e zuccheri (glucosio) aggiuntivi non vengono eliminati dal circolo
ematico, essi vanno dove noi non vogliamo e causano problemi alle funzioni metaboliche tipiche dei nostri corpi.»

«Eravamo soliti pensare che fosse salutare essere fisicamente attivi, ma questo studio mostra che è addirittura pericoloso essere inattivi anche solo per un paio di
settimane,» dice il coautore e ricercatore capo dello studio, il prof. Bente Klarlund Pedersen dell’Università di Copenaghen.

Lo studio è stato condotto come parte di EXGENESIS, un progetto finanziato attraverso l’area tematica «Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute» del sesto
programma quadro (6°PQ).

Per ulteriori informazioni:
EXGENESIS:
https://www.dundee.ac.uk/lifesciences/exgenesis/
JAMA:
https://jama.ama-assn.org/

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