L’America detiene l’imitazione del 90% dei formaggi “Made in Italy”

L’America detiene l’imitazione del 90% dei formaggi “Made in Italy”

Cremona, 29 ottobre 2010
Negli Stati Uniti il 70% dei nostri prodotti alimentari è imitato; per il formaggio si arriva addirittura al 90%.
A ruota seguono la pasta e il vino.
Contro il nostro export, che s’aggira intorno a 1,5 miliardi di dollari, le imitazioni arrivano a ben 3,5 miliardi di dollari.
Della cosa se ne è discusso a Cremona nel corso della 65ma Fiera Internazionale del Bovino da Latte  soffermandosi sulla etichettatura dei prodotti per stroncare la
contraffazione.
Oltre che garantire i consumatori essa ha tra i suoi obiettivi la valorizzazione dei prodotti agroalimentari con l’indicatore del produttore, la località d’origine, le sue
caratteristiche.
Una tracciabilità questa che nel proteggere l’azienda fornisce -in attesa dell’aggiunta nutrizionale da parte dell’UE- gli elementi di base per un’alimentazione sana in grado anche di
garantire l’occupazione in agricoltura.
Nel quadro dei 967 prodotti registrati presso la Comunità Europea 215 sono italiani.
In testa a tutti in fatto di vendite all’estero  ci sono: Grana Padano (il 29% della produzione totale), Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, San Daniele, Mozzarella di Bufala Campana,
Mortadella di Bologna, Gorgonzola, Bresaola della Valtellina, Pecorino Romano e Mela Alto Adige.

La battaglia -non certo facile- da vincere, è stato ribadito a Cremona, è quella contro la concorrenza sleale.
Da qui la necessità di poter disporre a livello comunitario di strumenti semplici ma efficaci in grado si salvaguardare, anche, il nostro patrimonio agricolo.   
     
Bruno Breschi
Newsfood.com

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