Lambrate è un quartiere rinato
23 Gennaio 2026
IL RINATO QUARTIERE DI LAMBRATE E LA SUA FORTE IDENTITA’
Le periferie di molte metropoli, quelle milanesi non sono nate come tali, ma come comuni autonomi: Greco, Niguarda, Affori, Lambrate, Baggio, Precotto, avevano una identità consolidata
Milano, 22 gennaio 2026
| A cura di ASSOEDILIZIA informa |
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità.
Attività commerciali storiche
IL RINATO QUARTIERE DI LAMBRATE E LA SUA FORTE IDENTITA’
A differenza delle periferie di molte metropoli – emblematiche le banlieue parigine – quelle milanesi non sono nate come tali, ma come comuni autonomi. Greco, Niguarda, Affori, Lambrate, Baggio, Precotto, avevano una identità consolidata che ha funzionato quale fattore di resilienza urbana anche con le profonde trasformazioni subite e con l’immigrazione interna prima e straniera poi; mantenendo una struttura urbana leggibile (piazza, chiesa, mercato, associazioni) e conservando una memoria collettiva e un senso di appartenenza locale.

Il quartiere di Lambrate, oggi parte della zona est di Milano, ha una storia antica e molto legata allo sviluppo industriale della città. Il suo nome deriva dal fiume Lambro. Le prime testimonianze di insediamenti risalgono all’epoca romana, quando era un villaggio agricolo, e tale rimase per molti secoli, con campi, cascine e mulini alimentati dal Lambro. La sua vita ruotava intorno all’agricoltura e alla presenza di conventi e chiese. Un momento chiave fu il 1443, quando il duca Filippo Maria Visconti concesse privilegi al borgo, rafforzandone l’importanza locale.
Ma la vera trasformazione avvenne tra fine Ottocento e primo Novecento, con l’arrivo della ferrovia (la stazione di Lambrate) e delle grandi industrie. Tra le più importanti Innocenti, famosa per lo scooter Lambretta, prodotto dal 1947, diventato un simbolo della rinascita italiana insieme alla rivale Vespa; Faema, storica azienda di macchine da caffè; Ferrania e altre fabbriche meccaniche, tanto da attribuire all’allora Comune di Lambrate il soprannome di “piccola Manchester”.
Il ruolo dell’industria è stato fondamentale: ha attratto immigrazione interna già negli anni ’50–’60; ha creato una classe operaia mista, ma integrata; ha prodotto un forte senso di comunità e di confronto sociale organizzato (sindacati, case del popolo, associazioni).
Poi la deindustrializzazione, con la chiusura di molte fabbriche, e il declino. Dagli anni 2000, però, il quartiere ha vissuto una forte riqualificazione grazie al recupero di ex aree industriali, alla nascita di studi creativi e spazi culturali, allo sviluppo del Lambrate Design District, protagonista durante il Fuorisalone.
Oggi Lambrate è un quartiere dinamico e multiculturale, dove convivono memoria industriale, arte urbana, design, università (vicinanza al Politecnico) e una forte identità, ancora percepibile nei mercati, nelle piazze e nelle associazioni locali.
Tra i luoghi più interessanti da vedere: la Chiesa di San Martino, risalente al XII secolo; la stazione ferroviaria, inaugurata nel 1864; l’ex stabilimento Innocenti, oggi zona Rubattino; la Cascina Biblioteca, diventata centro culturale; il Parco Lambro; via Conte Rosso, piena di locali e gallerie, simbolo di Lambrate moderno.
Per raggiungere il quartiere con i mezzi pubblici: Metropolitana linea 2; Bus 39, 53, 54, 93, Q39; tram 19, 33; treno R34, S9, R, RV.
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