La zucchina Crü, fiore all’occhiello di Colle d’Oro: crescono ettari e produzione

La zucchina Crü, fiore all’occhiello di Colle d’Oro: crescono ettari e produzione

È un rapporto decennale quello che lega la ragusana Colle d’Oro, tra le Organizzazioni di Produttori più rilevanti del territorio siciliano ed italiano, con Semillas Fitó, la multinazionale spagnola leader nel settore del miglioramento genetico e della produzione di sementi per colture orticole.

Era il 2011, infatti, quando la Fitò ha concesso a Colle d’Oro l’esclusiva italiana di produzione e commercializzazione della particolarissima zucchina Crü, e da allora il rapporto con la casa sementiera si è sempre rafforzato.

La zucchina Crü, come suggerisce il nome,  si consuma cruda. È facilmente riconoscibile per il colore verde vivo con striature scure, e si caratterizza per una polpa e una buccia dolci e croccanti. Il consumo a crudo, chiaramente, permette di esaltare e valorizzare tutte quelle proprietà benefiche che la cottura rischia di corrompere.

“I primi anni – racconta Carmelo Calabrese, responsabile commerciale e marketing di Colle d’Oro – sono stati di sperimentazione. Poi, stagione dopo stagione, abbiamo aumentato i quantitativi e da quattro-cinque anni facciamo una produzione importante di Crü”.

Il ciclo produttivo è lungo, dura da ottobre a maggio inoltrato, e quest’anno l’idea è quella di allungarlo di un altro mese.

L’ultima stagione completa, la 2020 – 2021, ha coinvolto 11 ettari di serre coltivate a Crü, per un totale di 25 mila tonnellate di prodotto. La stagione 2021 – 2022, in corso, ha visto un incremento di 5 ettari coltivati a Crü, per un totale di 16. Sulle previsioni della campagna produttiva Carmelo Calabrese è prudente: “La coltivazione avviene in serre del tipo tradizionale, quindi senza sistemi di illuminazione e riscaldamento artificiali; resta di conseguenza forte l’influenza del clima, sia in termini di calore che in termini di luce”.

Questi mesi sono stati più freddi e, soprattutto, più nuvolosi della media stagionale, il che ha comportato una lieve contrazione della produzione.

Riguardo al prezzo di vendita, Calabrese spiega di aver fatto una scelta precisa: “Per questo prodotto abbiamo deciso di mantenere il prezzo di vendita fisso per tutta la durata della stagione, senza variarlo al variare delle condizioni climatiche o della concorrenza dell’estero, in particolare di Spagna e Marocco. È un modo per non disorientare il consumatore e per fidelizzarlo”.

OP Colle d’Oro  commercializza la zucchina Crü in tutta l’Italia centrale e del Nord, attraverso alcune delle principali catene distributive.

L’obiettivo per le prossime stagioni è quello di incrementare le quantità prodotte, aumentando ulteriormente gli ettari dedicati, ma anche stringendo partnership con altre realtà produttive. Parallelamente, c’è la volontà di espandere i canali di commercializzazione, attraverso accordi con nuove catene distributive.

Al momento la Zucchina Crü Colle d’Oro viene venduta in confezioni di tipo tradizionale, ma è in corso un’intensa attività di ricerca e sviluppo per trovare una soluzione di packaging biodegradabile al 100%: l’obiettivo è quello di averla pronta per l’inizio della prossima campagna.

Il metodo di produzione attualmente utilizzato per questa speciale referenza è la lotta integrata. Chiarisce il top manager di Colle d’Oro: “Lavoriamo con impegno per rispettare tutti i protocolli e garantire quel livello qualitativo che rende la Crü così speciale. Seguiamo con rigore i disciplinari provinciali, nazionali e comunitari che ci indicano regole ben precise a cui attenerci, ma non ci fermiamo qui: utilizziamo meno sostanze chimiche di quelle consentite”.

È massimo l’impegno volto ad ottenere produzioni di qualità con il minor impatto ambientale possibile. Non potrebbe essere diversamente, per un’azienda che ha fatto della coltivazione biologica il suo fiore all’occhiello. Colle d’Oro, infatti, è stata tra le prime aziende in Italia che ha adottato la produzione biologica per gli ortaggi (correva il lontano 1998); anno dopo anno l’ha potenziata, fino a raggiungere una percentuale di produzione biologica sul totale che va ben oltre il 50%. Il prossimo passo potrebbe proprio essere quello di adottarla anche per la zucchina Crü: “Ci stiamo lavorando”, afferma Calabrese.

Leggi Anche
Scrivi un commento