La storia di Lino Cauzzi, raccontata da Lino Cauzzi

La storia di Lino Cauzzi, raccontata da Lino Cauzzi

Seguiamo da  tre anni questa incredibile vicenda, da quando Newsfood.com -il 14 luglio 2009 ore 11:05 (18 giorni dopo l’estorsione subita da Lino Cauzzi)- pubblicò una notizia di agenzia, rivelatasi poi falsa.

Dopo un anno e quattro mesi, ci arriva una richiesta (che qui alleghiamo) e subito, dopo aver appurato la veridicità di quanto asserito, provvediamo ad apportare le dovute modifiche.

Data => 2010-11-28 16:52:38

Messaggio => Il sottoscritto Lino Cauzzi, proprietario sia degli alberghi che delle gestioni degli stessi, nonchè amministratore delle società che ne detengono il controllo,
vorrei invitarVi ad eliminare il post di cui all’indirizzo:”

in quanto tutto ciò che vi è contenuto è frutto di una truffa ai danni dello scrivente messa in opera da un gruppo di delinquenti napoletani al soldo di Catapano Carmine Vincenzo e del fratello Giuseppe, ambedue di Ottaviano (NA).-

Con una serie di atti documentali, estorta con minacce e violenza fisica nei miei confronti, la complicità di Notai ed Avvocati, hanno tessuto una rete di azioni illecite volte ad impossessarsi delle mie proprietà e delle disponibilità fisiche delle mie aziende.

Tutto quanto vi descrivo è ampiamente documentato e denunciato all’Autorità Giudiziaria che ha aperto diversi procedimenti per più capi d’accusa nei confronti di questi soggetti.

Data la notoria serietà del Vostro portale ritengo sia superfluo precisare quanto tutto ciò arrechi un danno di immagine sia alla mia persona che all’immagine dei marchi che rappresento e quanto sia importante che il Vostro sito pubblichi una rettifica su quanto indicato nel post sopra indicato.

Per dettagli e riferimenti in merito alla vicenda, oltre che per una più dettagliata fornitura di documentazione, Vi invito a contattarmi direttamente all’indirizzo e-mai “(omissis)” od al numero di telefono (omissis”) ove mi potrete contattare direttamente trovandomi a Vostra disposizione.

Altro materiale potrà esserVi fornito dal “Giornale di Brescia” che ha ampiamente trattato e pubblicato la notizia il 15 agosto 2010, dalle Camere di commercio di Cremona, Brescia, Verona, Milano e Mantova e dai Comuni e Provincie in cui i miei locali hanno sede.

Attendendo con ansia la notizia dell’eliminazione della Pubblicazione indicata, con i miei ringraziamenti ed auguri, visto l’approssimarsi delle Festività, porgo i più distinti saluti,

Lino Cauzzi.-

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Giuseppe Danielli:

Il 6 gennaio 2011 ci incontriamo c/o Hotel Mayer di Desenzano del Garda, lì raccogliamo la sua prima testimonianza in video e da lì le nostre storie si intrecciano, iniziando a ripulire l’immagine di Lino Cauzzi nel web, sommersa da “spazzatura” e falsità create ad arte per screditare la sua Verità e mettere a tacere i suoi urli di richiesta di
GIUSTIZIA

La vicenda non è ancora finita, si è fatto chiarezza, la banda è in galera e altri sono ancora sotto processo, i suoi alberghi sono tornati suoi ma con tanti problemi da risolvere. Basta avere un po’ di pazienza e un avvocato, capace e tenace, come il siculo Giacomo Triolo, e le soluzioni non tarderanno ad arrivare.

Abbiamo chiesto a Lino Cauzzi di raccontarci la sua storia, con parole sue, ne faremo un libro biografico, forse un film per dare coraggio a coloro (…e sono tanti), che ogni giorno subiscono soprusi di ogni genere, per far capire che l’ingiustizia si può, si deve,  combattere per la nostra dignità e costruire un mondo migliore per i nostri figli.

(Un doveroso ringraziamento va alla fidata Monica, che è sempre stata vicina a Lino Cauzzi anche nei momenti più brutti, e che ha provveduto alla stesura del testo)

26 giugno 2009: una notte da incubo
Da: Lino Cauzzi

Oggetto: Lino Cauzzi, la mia storia    

Data:     18 luglio 2012 09.51.11 GMT+02.00

Nato a Cavriana, Mantova, il 15.11.1942, residente a Desenzano del Garda in via Mezzocolle 48.

Sono il quinto di 9 tra fratelli e sorelle. Ricordo i primi anni di vita, il grande freddo del ‘50/’55, con l’acqua in camera che si ghiacciava.

Dai 6 ai 9 anni ho frequentato le scuole elementari fino alla terza classe poi, fino a 13 anni insieme alla mamma, andavo per le cascine dei paesi vicini a chiedere la carità.

A 13 anni il Dott. Arturo Gandolfi mi accoglie nella sua casa a Milano e mi avvia alla vendita delle uova presso i negozi della città. Erano anni spensierati e trascorrevo le mie giornate in bicicletta cantando e fischiettando, orgoglioso del mio lavoro.

A 18 anni e per i 7 successivi, il Dott. Gandolfi mi permette di frequentare le scuole serali, per poter ottenere le basi necessarie per seguire nel migliore dei modi gli allevamenti di galline ovaiole e venderne i prodotti in tutto il nord Italia. Tappa dopo tappa divento un importante commerciante nel campo avicolo.

Nel 1987, all’età di 45 anni, abbraccio il settore immobiliare e mi dedico al recupero/restauro di palazzi d’epoca e alla compravendita di aziende, alberghi e immobili a reddito.

A partire dal 2003, con la mia società Restauro Voltese S.r.l., inizio ad acquistare alberghi a Peschiera del Garda, Desenzano, Cremona e Mantova.

Nel 2004 entro a far parte di una grande società di Manerbio come membro del consiglio di amministrazione, insieme al Dott. Alberto Leone.

La mia è stata una vita serena e ricca di soddisfazioni fino all’ottobre 2008, data in cui per me cominciò un calvario dal quale, tutt’oggi, non sono ancora uscito.

I fratelli Catapano di Ottaviano, Napoli, si presentarono al mio albergo a Desenzano a bordo di un’auto con lampeggiante blu e autista. Giuseppe Catapano dichiarò di essere un politico e cercò di convincermi di essere in grado di risolvere i problemi finanziari ed entrare in società, proponendomi un accordo che inizialmente trovai allettante ma che mostrava troppi punti fumosi e non chiari.

Purtroppo mi accorsi che si trattava di una truffa colossale quando, la sera del 26 giugno 2009, alle ore 24:00, davanti al notaio Domenico Maria Sannino di Poggibonsi, fui costretto a firmare dei documenti che mi privavano delle mie proprietà alberghiere.

Nota: (il 9 luglio 2012 il Notaio Sannino è stato condannato dal Tribunale di Padova. In quello stesso giorno Gerardo,  figlio ventisettenne di Giuseppe Catapano, grazie al perdono concesso da Lino Cauzzi -su richiesta esplicita del suo avv. Cola- ha evitato una condanna a tre anni di carcere).

Precedentemente a questo episodio ho la certezza che Catapano avesse già avuto modo di collaborare con il Dott. R. A. (omissis), mio commercialista di allora, il quale, alla mia volontà di vendere l’Hotel Peschiera e l’Hotel La Contea, al prezzo già concordato di € 4.500.000,00, con arroganza offese la mia persona di fronte agli acquirenti sconsigliandoli di acquistare in quanto per le mie proprietà si prospettava un imminente fallimento.

Il giorno 27 giugno 2009 (ndr: il giorno dopo la truffa a Poggibonsi) ricevetti una lettera in cui il Dott. R. (omissis) mi avvisava di rinunciare all’incarico come mio commercialista.

Dopo avere preso accordi con i fornitori dell’Hotel Hermes e dell’Hotel La Contea e presentando una parcella da 400.000,00 € -che il Giudice Vacchiano affermò essere una esagerazione-, formulò una richiesta di fallimento nei confronti delle aziende che rappresentavano i miei due alberghi.

Questo gioco trovò d’accordo anche il curatore e l’avvocato G. I. (omissis) all’epoca mio difensore, che non cercò nemmeno di difendermi in quanto amico degli avvocati Buonaiuto, già arrestato e condannato e Cola, entrambi di Napoli, difensori di Catapano.

Aspettavano tutti che le mie aziende venissero dichiarate fallite in modo da impedirmi di entrare nei miei hotel e con l’ordine, da parte dei fratelli Catapano, di farmi male fisicamente tanto da avere bisogno di farmi medicare per ben due volte all’ospedale di Desenzano.

Questi criminali hanno agito con una strategia ben precisa e collaudata che usavano in tutta Italia: avvicinavano imprenditori in difficoltà economiche e con minacce di morte e violenze fisiche, li costringevano a cedere i loro beni al netto dei debiti. La loro parola d’ordine era “siamo in tanti” lasciando intendere che se il malcapitato avesse avuto in mente di denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine, sia lui che i suoi familiari si sarebbero comunque trovati in pericolo.

Erano a conoscenza delle abitudini delle mie figlie e dei miei nipoti.

La mattina del 27 giugno 2009 ero l’ombra di me stesso. Ho consigliato a mia figlia di partire immediatamente per l’America insieme ai nipoti e poi mi sono precipitato dalla Guardia di Finanza
di Cremona a denunciare l’accaduto.

Nei tre giorni seguenti i collaboratori di Catapano hanno caricato i documenti dei miei 5 alberghi e i miei effetti personali e successivamente li hanno bruciati nel retro dell’Hotel Hermes, a Cremona, il 17 agosto 2009, dopo avere sicuramente trattenuto quelli a loro necessari per completare la truffa. L’incendio è stato dichiarato doloso e presumibilmente appiccato dai dipendenti di Catapano che in quel periodo dirigevano l’Hotel Hermes: il sig. P. E. (omissis) e la sig.ra R. F. (omissis).

All’interno dell’Hotel Touring a Desenzano avevo un appartamento in cui tenevo i miei effetti personali e quando ho provato ad entrare sono stato preso a spintoni da Gammone Cristoforo (ndr:
condannato), cognato di Catapano, il quale ha chiesto l’intervento di una pattuglia della polizia di Desenzano. Quest’ultima non ha esitato a buttarmi fuori da casa mia. Non ho ben capito il
motivo per il quale il comandante intervenuto, originario di Catania, prestasse attenzione e fiducia incondizionata a dei criminali che realizzavano questo tipo di truffe da almeno 10 anni. A questo si aggiunge il fatto che, contro la mia persona, è stata presentata una denuncia perchè, a detta dei collaboratori di Catapano, io li disturbavo.

Dopo due anni di sofferenze al limite del suicidio, ho trovato la forza di reagire grazie alle preghiere. Questa terribile situazione mi ha fatto capire lo stato d’animo dei tanti imprenditori che, dall’inizio di quest’anno, si sono tolti la vita.

Ero diventato “nessuno”; non ero più considerato dalle banche che mi avevano permesso di realizzare ottimi affari, nè dai conoscenti i quali non mi rivolgevano più nemmeno un saluto. All’inizio è stato un susseguirsi di pensieri negativi poi, piano piano, ho ricominciato ad avere fiducia nella giustizia soprattutto grazie ad una telefonata del Maresciallo Billeci, il quale mi chiese un incontro urgente.

In un attimo inquadrò la situazione e, con la valida collaborazione del mio attuale avvocato Giacomo Triolo, il quale ha dimostrato di non avere paura a collaborare con la giustizia anche grazie al colloquio chiarificatore avuto nel mese di luglio con il notaio Sannino di Poggibonsi, dopo due anni di lavoro si è arrivati all’arresto di quelle persone che mi hanno distrutto la vita e tolto la serenità.

Grazie ai carabinieri di Padova, che si stavano occupando di un caso analogo al mio, con mia grande soddisfazione il 28 marzo 2011 Giuseppe Catapano e molti dei suoi collaboratori sono stati arrestati e il 22 settembre 2011 condannati. Di questa banda criminale facevano parte Giuseppe e Carmine Vincenzo Catapano, 1 avvocato, 1 commercialista, 1 direttore di banca, 1 poliziotto e tanta manovalanza. In totale 18 persone a cui si aggiungono il notaio Domenico Maria Sannino di Poggibonsi, il notaio M. (omissis) di Montecatini e il notaio I. (omissis) di Napoli.

Questo episodio è servito ad aprire gli occhi a tutte quelle persone tra cui amici, conoscenti, dipendenti e parenti che fino a quel momento mi avevano etichettato come pazzo e millantatore, quando raccontavo loro la situazione assurda in cui mi ero venuto a trovare.
La maggior parte di loro ha capito la mia sofferenza e alcuni, tra fornitori e dipendenti ancora oggi si scusano per il comportamento tenuto nei miei confronti. Ma è tardi per chiedere scusa.

In quei due anni hanno preferito dare credito a dei truffatori piuttosto che al sottoscritto, con il quale avevano avuto modo di lavorare e che conoscevano bene.

 Desenzano del Garda, 2 luglio 2012

(in foto: immagini del rogo del 17 agosto c/o Hotel Hermes e foto scattate c/o hotel La Contea)

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com
Responsabile Ufficio Stampa
e curatore immagine
Lino Cauzzi

Contatti: info @linocauzzi.com

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