La sindrome di Giovanni Rana

La sindrome di Giovanni Rana

Da quando Giovanni Rana, ormai qualche anno fa, ha deciso di mettere la propria faccia in ogni campagna pubblicitaria della sua azienda, in molti ambiti della comunicazione mi è capitato
di assistere al dilagare del virus che fa da titolo a questo post.

Tra l’altro, facendo io base nel Nord Est, ho potuto osservare gli effetti dell’epidemia proprio dall’epicentro.

Adesso l’effetto è un pò scemato, ma fino a poco tempo fa sembrava che ogni imprenditore si sentisse in dovere di esporsi in prima persona, per promuovere con il proprio faccione
(alle volte non proprio fotogenico!) qualsiasi cosa.

Dai tortellini ai mobili, dalle speculazioni edilizie ai macchinari industriali.

Quasi tutte le forme di comunicazione sono state interessate al fenomeno; dagli enormi manifesti 6×3, alle campagne stampa e tv, dove, nelle reti locali, il virus ha raggiunto forse il suo
culmine!

E internet? Beh, la cosa straordinaria è che proprio il media che avrebbe avuto (e ha) bisogno di un approccio più personale alla comunicazione d’impresa, è stato toccato
solo marginalmente dall’ondata di protagonismo degli imprenditori.

La spiegazione che mi sono dato è molto semplice: in internet è più difficile mentire!

Attenzione, non «mentire» nel senso di raccontare cose false riguardo ai propri prodotti o servizi.

Con «mentire» intendo le reali motivazioni che portano un imprenditore ad esporsi in prima persona.

Infatti, un conto è mettere la faccia in qualche spot o su qualche manifesto, e lasciar parlare gli slogan, un conto è proporsi ad un dialogo in prima persona con i propri clienti,
attraverso gli strumenti tipici del web.

Nei media tradizionali il protagonismo dell’imprenditore può essere usato semplicemente per gratificare il suo ego, più che come autentico segnale di apertura nei confronti dei
propri clienti.

Nel web, invece, oltre alla faccia bisogna metterci anche il cuore!

Nella mia esperienza diretta, ho assistito al tentativo da parte di alcune aziende clienti di utilizzare il web con questo intento.

Percentualmente posso dire che sono pochi i casi in cui, a distanza di tempo, il risultato può essere giudicato accettabile.

Tra gli errori più comuni penso che ci sia l’inesperienza e la scarsa conoscenza degli strumenti da parte delle aziende, nonchè un difetto di programmazione al momento dello
start-up del progetto.

Per quanto mi riguarda, sono ancora convinto che lo strumento più utile per cercare di avere un contatto più diretto ed aperto con i propri clienti online sia il blog
aziendale.

In passato, ad esempio, ho cercato di suggerire possibili strade per l’utilizzo dei blog aziendali per le PMI, suggerendo anche paralleli azzardati (ad esempio con MTV!).

Ah, poi c’è questo post, si esattamente un anno fa, quando anch’io ero affetto dalla sindrome di Giovanni Rana!

Devo dire però che in me gli effetti devono ancora passare, e forse non passeranno mai.

Spero solo di diventare un portatore sano!

Matteo Ravagnan
http://www.l4news.com

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