La seduzione cromatica: intervista a Mariella D’Amico

La seduzione cromatica: intervista a Mariella D’Amico

Architetto Mariella D’Amico, è proprio vero che i colori seducono i nostri sensi?

Il colore ci circonda in ogni momento della giornata: gli stimoli cromatici sono ovunque.

A partire dal mattino quando scegliamo che colori indossare: non è forse vero che li decidiamo a seconda dell’occasione o dell’umore della giornata?

Quando vediamo un cibo lo “mangiamo con gli occhi” prima che con la bocca… se ha un bell’aspetto ne siamo attratti e solo inun secondo momento scopriamo se è buono oppure disattende
le nostre aspettative.

I colori hanno il potere di influenzare il nostro umore e il nostro benessere. E’ talmente assodato questo condizionamento che il linguaggio corrente è ricco di metafore inerenti il
colore per descrivere esperienze e stati d’animo: andare in bianco per descrivere esperienze non vissute, vedere nero, la cronaca rosa… anche in inglese, per esempio, “I’m blue” descrive
uno stato di malinconia.


Quali sono i 5 colori principali dei cibi?

Nel libro Color Power faccio riferimento a una campagna di educazione alimentare promossa nel 1983 in California e denominata “5 a Day for BetterHealth”, in cui si consigliava il
consumo quotidiano di frutta e verdura con 5 porzioni cromaticamente differenti: bianco, giallo-arancione, rosso, verde, blu-viola.

Il colore nell’alimentazione: solo suggestione visiva o reali vantaggia livello organico?

I fitochimici presenti nei vegetali, oltre a contribuire alla naturale colorazione, secondo molti ricercatori risultano benefici nella prevenzione di molte patologie tra cui vari tipi di
tumori, ictus, malattie cardiache, obesità… quindi le tavole riccamente colorate, non solo appagano la vista e ci stimolano l’appetito, ma contribuiscono realmente a farci star
bene!

Le seduzioni cromatiche legate al marketing degli alimenti

Il mondo del marketing conosce bene le potenzialità del colore.

L’attenzione all’aspetto cromatico nasce già nel momento della preparazione degli alimenti. Da quasi cinquant’anni, con la globalizzazione e lo spostamento delle merci da un continente
all’altro, è sorta l’esigenza di conservare l’aspetto naturale dei cibi il più a lungo possibile: ciò ha comportato l’aggiunta di additivi e coloranti (spesso artificiali).

Nel momento del confezionamento, lo studio del packaging fa sempre riferimento allo studio dei colori per promuovere al meglio il prodotto. Hai mai notato per esempio la
confezione del latte? Tipicamente il blu indica quello scremato e il rosso quello intero. Il verde lo usano di solito per indicarne la provenienza biologica.

I colori vivaci nel packaging dei prodotti (soprattutto il rosso) attraggono i bambini, i colori scuri gli uomini e l’oro è usato per sottolineare il prestigio dell’articolo, specie se
accostato al nero.

I colori sono scelti con grande attenzione anche nei loghi: il blu è un colore molto utilizzato perché evoca fiducia nell’azienda.

I colori devono farci riconoscere il contenuto del prodotto sugli scaffali del negozio, aiutarci a distinguerlo dalla concorrenza e invogliarci all’acquisto: il tutto in circa 20 secondi, che
sono il tempo medio impiegato per attraversare una corsia al supermercato.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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