La responsabilità sociale nel DNA di Cantine Settesoli

La responsabilità sociale nel DNA di Cantine Settesoli

By Tiziana

Fin dalla loro nascita, Cantine Settesoli ha creato un indotto sul territorio menfitano che si è sviluppato negli anni, fino  a dare vita ad una vera economia parallela perfettamente integrata con il territorio e con la produzione vinicola: questo indotto ha inizialmente favorito la nascita di altre cantine private, la produzione e la vendita di macchinari e attrezzature agricole (trattori, rimorchi, fitofarmaci), fino ad arrivare allo sviluppo nelle forniture di servizi settoriali (ad esempio i trasporti).

La vera innovazione però arriva con la stabilizzazione di un’economia circolare che coinvolge non solo l’indotto vinicolo, ma anche lo sviluppo turistico. Per questo motivo si può parlare di una sostenibilità a 360 gradi: Cantine Settesoli non  solo produce  vino di qualità dalla forte identità territoriale, sia convenzionale che biologico, ma costituisce un modello di gestione etica della cantina intesa come comunità, punto di riferimento economico e sociale di un intero territorio.

 

La differenza tra un’azienda vinicola privata e una cantina cooperativa è enorme, soprattutto per quanto riguarda la responsabilità sociale”, afferma Giuseppe Bursi, Presidente di Cantine Settesoli dal dicembre 2017. “Noi ci collochiamo esattamente all’intersezione tra l’imprenditoria e il sostegno sociale; è grazie infatti alla nostra cooperativa che 5000 famiglie dislocate su nove comuni e tre provincie possono lavorare con la prospettiva di un futuro più roseo. Io sento quotidianamente il peso di questa responsabilità ed è per questo motivo che l’azienda che ho la fortuna di presiedere va gestita in maniera efficiente e trasparente, solo così potrà rappresentare  un modello per tutte le cantine cooperative, sia sotto il profilo produttivo che etico

 

Continua Giuseppe Bursi: “Cantine Settesoli deve essere l’esempio per uno sviluppo sostenibilesia sotto il profilo territoriale che produttivo: è questo un obiettivo non solo possibile ma doveroso. Per quanto riguarda la produzione vinicola, la richiesta che cogliamo dal mercato è quella di vini biologici, prodotti in territori dove è molto alta l’attenzione ai valori della sostenibilità. Questa direzione, intrapresa da Cantine Settesoli anni fa, ci permette oggi di avere ben 870 ettari in coltivazione bio grazie ai quali i soci ricavano, oltre al prezzo convenzionale delle uve, un’integrazione della remunerazione garantita dall’UE. Il nostro lavoro incessante in questa direzione ci ha portato a creare Jummare, una linea di vini esclusivamente biologici. Questa scelta ci permetterà di riconoscere ai soci che producono in biologico, nel pieno rispetto dei parametri di coltivazione stabiliti, una remunerazione più alta rispetto alle uve gestite in modo convenzionale, rafforzando il concetto per cui  lavorare in modo pulito genera anche valore economico

 

Abbiamo inoltre l’esigenza di salvaguardare questo magnifico territorio mantenendolo integro e lontano dal degrado edilizio. Il concetto di sostenibilità è un’introiezione culturale che va accettata, condivisa in ogni suo aspetto e praticata a partire proprio dalla gestione agricola del territorio;  la razionalizzazione nei consumi di acqua e l’attenzione al ricorso ad antiparassitari, insieme alla gestione ordinata dei fondi agricoli, sono un esempio delle buone pratiche che muovono in primis dagli agricoltori e i cui presupposti arrivano fino all’organizzazione dell’indotto turistico.
Come i nostri genitori hanno gettato le basi per lo sviluppo economico di questa rilevante porzione della Sicilia sud occidentale, così il nostro dovere è quello di non compromettere il futuro dei nostri giovani, lavorando perché le attuali pratiche  di sostenibilità siano il fondamento di  future strategie di sviluppo sostenibile, per la creazione e la salvaguardia di un ambiente naturale, economico e sociale sano. In questo modo aiutiamo i nostri ragazzi a non abbandonare la propria terra, offrendo loro uno scenario culturale e organizzativo entro il quale muoversi, creare, sopravvivere.

 

Perché ciò che conta, per noi, è la terra; è il nostro valore, l’origine della nostra esperienza e la nostra ricchezza. La terra genera valore, che genera cultura, che a sua volta genera valore: un circolo virtuoso che, dopo 62 anni, porta oggi frutti maturi.

Il passo successivo sarà quello di   mantenere le condizioni ideali per un’apertura ad investimenti esterni: la comunità nata intorno a Cantine Settesoli è viva, produttiva e aperta a nuove sfide. Questo è un territorio unico, capace di accogliere tuti coloro che hanno intenzione di creare valore e bellezza in un ambiente sano e meraviglioso dal punto di vista naturalistico, paesaggistico ed enogastronomico. È l’ambiente che abbiamo contribuito a costruire e che è nostro dovere continuare a proteggere, senza mai abbassare la guardia.”

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