La Regione Toscana scongiura i tagli: “si salvano” i sei Intercity

Firenze – Rimarranno in vita i sei Intercity che dal 7 aprile correvano il rischio di scomparire, la decisione di annullare i tagli, annunciati un mese fa, di importanti servizi per i
viaggiatori toscani, è stata concordata ieri dalla Regione Toscana e da Trenitalia al termine di un incontro svoltosi al Ministero dei trasporti.

Dunque, l’IC 577 Verona- Roma e l’IC Plus 596 Napoli-Verona sulla Dorsale e l’ IC 645 Milano- Livorno, l’IC 647 Milano-Grosseto, l’IC 664 Livorno-Milano, l’IC 672 Grosseto-Milano sulla
Tirrenica continueranno i loro viaggi.
Nel corso della riunione romana è stato pattuito anche di aprire un tavolo con il ministero e Trenitalia sui servizi universali da chiudersi rapidamente prima di giugno nel quale saranno
coinvolte tutte le regioni interessate, Toscana in testa. Il compito sarà quello di ridiscutere le proposte avanzate dall’azienda dei servizi ferroviari anche in un’ottica di
miglioramento dell’integrazione fra servizi regionali e nazionali, lo stesso già proposto dalla Regione Toscana che al tavolo non farà mancare le proprie proposte e i propri
elementi di valutazione.

Soddisfatto l’assessore regionale ai trasporti che, comunicando la notizia nel corso della seduta del Consiglio, ha sottolineato come la novità sia il risultato di un’intensa fase di
interlocuzione aperta con i massimi livelli di Trenitalia. Un confronto, ha specificato l’assessore, teso a trovare una soluzione e ad affermare il ruolo di una Regione che ha saputo fare una
politica mirata sullo sviluppo dei servizi e che non si è limitata a gestirli così come erano stati ereditati dallo Stato.

Dal giorno seguente l’annuncio fatto da Trenitalia dell’intenzione di sopprimere la serie di Intercity, ha proseguito l’assessore, la Regione manifestato contrarietà al provvedimento, in
ragione della politica di integrazione dei servizi regionali con quelli nazionali portata avanti da anni e ha chiesto l’apertura di un tavolo volto a evitare che valutazioni basate su sole
esigenze di «cassa» finissero per incidere, indebitamente, sulla concreta possibilità per importanti parti del territorio di accedere a collegamenti nazionali.
Concretamente, la Regione ha dichiarato la disponibilità ad un ulteriore intervento di potenziamento dei servizi ferroviari per 10 milioni di euro all’anno per sostenere i progetti su
aretina e tirrenica che vedono una vera sinergia fra servizi IC e regionali con lo scopo di migliorare ulteriormente l’offerta all’utenza. Come fatto finora, La Regione continuerà a dare
contributi di analisi e progettuali confermando i progetti già sviluppati; allo stesso tempo, non smetterà di chiedere il ripristino della fermata di Campo di Marte la cui
soppressione ha sortito numerosi e pesanti disagi ai pendolari e, in genere, agli utenti.
La decisione di Trenitalia di mantenere gli IC è nata anche in virtù del forte impegno dimostrato dalla Toscana che, anche di fronte alla scarsità di risorse in campo, ha
sempre puntato all’ottimizzazione del servizio. I dati parlano da soli, così anche dall’ultimo rapporto di Legambiente, per citare una fonte indipendente, la Toscana risulta la regione
che ha investito con più continuità per migliorare il servizio ferroviario, potenziando la cadenza dei collegamenti principali e impegnando, di gran lunga, la più alta
quota di risorse: 22 milioni di euro per i treni dei pendolari, contro i 16,6 della Lombardia e i 4,5 della Emilia Romagna. Questo è stato possibile anche grazie alla piena attuazione
della riforma del trasporto pubblico su gomma, che ha visto una liberalizzazione fortemente regolata a difesa del cittadino utente, che ha consentito di utilizzare le risorse così
liberate per potenziare e razionalizzare i servizi.

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