La pasta di Gragano è candidata al marchio d’indicazione geografica protetta

La pasta di Gragano è candidata al marchio d’indicazione geografica protetta

Bisogna partire da un punto fermo, che oggi il Consorzio della Pasta di Gragnano, rappresenta una grande opportunità per dare ulteriore slancio all’attività dei pastai gragnanesi,
che è sempre stata al centro della nostra attenzione. Tra le attività volte a favorire la promozione di questo prodotto di qualità, abbiamo in programma la
possibilità di utilizzare come attrattore economico-turistico il  museo della pasta, realizzato nel comune di Gragnano. Così il Rappresentante della Consulta Nazionale
dell’Agricoltura, Rosario Lopa.

A margine della tre giorni sulla Pasta di Gragnano, il comparto della produzione della pasta non solo è tornato ad essere la voce più importante dell’economia di Gragnano, ma ha
stimolato anche un indotto di notevoli proporzioni che riteniamo possa ancora crescere con una politica a favore della formazione d’impresa nell’arte bianca e sollecitare, la domanda di
qualità attraverso mezzi molto puntuali ed innovativi.

Qualità e sicurezza alimentare, ha ribadito l’esponente dell’Agricoltura, sono i due fattori essenziali per competere sul mercato internazionale, in particolare quello nordamericano e
nordeuropeo. Ne sono consapevoli le imprese del nostro distretto, che, nonostante le buone performance registrate rispetto agli ultimi anni in termini di fatturato e di export, hanno ancora
bisogno di essere sostenute per una ripresa occupazionale ed una maggiore spinta verso l’innovazione.

E’ fondamentale, ha sottolineato Lopa, attirare l’attenzione dell’ente regione verso queste problematiche e verso la necessità di legare al territorio i servizi di cui si costituisce
ciascuna unità di prodotto, come quelli finalizzati alla ricerca ed alla sperimentazione di nuovi prodotti per il confezionamento e la conservazione della pasta. Per il gusto, ha
spiegato, è la prima pasta ad aver avviato l’istruttoria per l’attribuzione del marchio di qualità in sede comunitaria.

La pasta di Gragano è candidata al marchio d’indicazione geografica protetta. Sapori, storia e tradizioni. E’ nata dal cuore dell’antica cittadina, nella Valle dei Mulini a sud del Golfo
di Napoli. E’ il simbolo per eccellenza della tipicità gastronomica campana e della dieta alimentare. Proprio la città di Gragnano, grazie alle condizioni microclimatiche ed alle
conoscenze professionali tramandate di padre in figlio, è famosa nel mondo per la qualità dei sui maccheroni fin dall’ inizio dell’ 800 quando si contavano oltre 70
pastifici.

La semola è ottenuta dai grani duri, l’impasto avviene con acqua delle sorgenti delle pendici del Monte Faito, e la trafila al bronzo, per ottenere la necessaria rugosità
superficiale, ne fanno una pasta unica e irripetibile. Tra i caratteri distintivi della pasta di Gragnano ci sono la trafilatura e l’asciugatura. E’ noto infatti che ruvidità migliora
l’attaccatura del sugo alla pasta cotta.

Appartiene alla categoria della pasta secca ed è presente in diversi formati, molti dei quali appartengono alla tradizione locale come le candele, lunghe circa mezzo metro, le mafaldine,
ideate in onore di Mafalda di Savoia, i tripolini, dedicati alla conquista coloniale della città libica di Tripoli, e la pasta Piedigrotta, ispirata all’omonima festa napoletana.

Un prodotto che è specchio dell’Italia più genuina e delle sue secolari tradizioni e che oggi si candida all’Igp. Con l’inizio della procedura di riconoscimento presso il
Dipartimento della qualità, la Pasta di Gragnano diventa la prima pasta in assoluto ad aver avviata l’istruttoria per l’attribuzione per l’attribuzione del marchio di qualità in
sede comunitaria: Con il marchio di indicazione geografica protetta la produzione campana della pasta può ulteriormente rafforzarsi garantendo quel salto di livello ai produttori verso
il mercato internazionale, in uno sforzo di sintesi tra vari interventi e strumenti in grado di mettere insieme le realtà produttive della nostra provincia e regione.

I produttori della Pasta di Gragnano sono riuniti nel Consorzio Gragnano Città della Pasta. Il consorzio raggruppa 98% della produzione dell’area sia in termini di volumi che di
fatturato. I 9 stabilimenti della Pasta di Gragnano ricoprono circa il 7% della produzione nazionale di pasta (227.500 tonnellate ogni anno). Ogni anno si producono circa 455 milioni di pacchi
di Pasta di Gragnano per un bacino di consumatori stimato attorno ai 7 milioni di persone. La Pasta di Gragnano rappresenta circa il 10% dell’export di pasta italiano e viene rivenduta in 42
Paesi: i mercati principali sono Usa, Gran Bretagna, Giappone, Germania, Africa Occidentale.

Tutto questo, ha concluso Lopa, con un ruolo attivo intorno a filiere in grado di autoregolamentarsi , come più volte ribadito, capaci di fare sistema a di dare dignità al mercato
agroalimentare e le necessarie garanzie al consumatore.

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