La Napoli-Bari deve rientrare tra le opere prioritarie del Paese
6 Giugno 2008
«La realizzazione della linea ferroviaria ad alta capacità Napoli-Bari deve rientrare tra le opere prioritarie del Paese, così come già era stato stabilito dal
precedente governo, dal coordinamento dei presidenti delle Regioni del Sud e da Confindustria e sindacati.
Anche oggi è stata ampiamente confermata, sia sotto il profilo tecnico che politico, la valenza strategica di questo intervento, non soltanto per le Regioni Campania e Puglia e le
rispettive aree interne, ma anche e più in generale per il Mezzogiorno e per l’intero Paese. Destano dunque preoccupazione le indiscrezioni giornalistiche su una eventuale esclusione
della Napoli-Bari dall’elenco delle opere prioritarie da parte del nuovo Governo, così come di altri importanti interventi».
E’ quanto ha affermato oggi l’assessore ai Trasporti della Regione Campania e coordinatore della Commissione Infrastrutture nell’ambito della Conferenza delle Regioni, Ennio
Cascetta, nel corso di un convegno svoltosi a Bari, alla presenza, tra gli altri, dell’amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti e
dell’assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Mario Loizzo.
«Come si fa a non ritenere fondamentale la realizzazione di un collegamento diretto e veloce via ferro tra le due principali città del Sud continentale – si è
chiesto Cascetta – se ancora oggi da Napoli bisogna prima arrivare a Caserta e poi di lì proseguire per la Puglia con un altro treno, su linee vecchie di ben 115
anni, per una durata complessiva del viaggio (se non ci sono intoppi) di ben 3 ore e 50 minuti? E come si può pensare al rilancio economico di queste due regioni senza un’adeguata
infrastruttura per il trasporto delle merci?».
Cascetta ha poi voluto ricordare che «la Napoli-Bari non sarà una linea ad alta velocità – come da qualche parte si è detto erroneamente –
bensì una ferrovia ad «alta capacità». Non è un dettaglio da poco, ma una differenza sostanziale: mentre infatti la prima è una linea con poche fermate
intermedie, che può raggiungere i 300 km orari e si affianca a una linea storica, in cui prevale la rapidità del collegamento tra i centri principali, la seconda è una
velocizzazione di una linea esistente, con una velocità massima più bassa e viene utilizzata non soltanto per i collegamenti nazionali, ma anche e soprattutto per migliorare i
collegamenti regionali e interregionali. Su questa nuova linea, dunque, passeranno sia i grandi treni superveloci, che consentiranno di ridurre i collegamenti tra Napoli e Bari da 3 ore e 50
minuti a circa due ore, con un risparmio di ben un’ora e 50 minuti (e ovviamente senza fermarsi in tutte e 15 le stazioni della tratta), sia i treni della metropolitana regionale della
Campania, che utilizzeranno invece proprio quelle 15 stazioni per fornire un servizio metropolitano degno di questo nome sia all’area metropolitana tra Napoli, i Comuni a nord del capoluogo e
il Casertano, sia alle cosiddette «aree interne» della nostra regione (il Sannio e l’Irpinia), che ancora oggi soffrono un isolamento ormai non più sostenibile».
«Voglio sottolineare infine – ha concluso l’assessore ai Trasporti della Regione Campania – che la Regione ha già provveduto a finanziare le progettazioni preliminari
delle tratte campane della linea, e che l’opera era stata inserita sia nel DPEF 2007-2009, sia nel Master Plan delle Infrastrutture, mentre con un apposito accordo il ministero si era
già impegnato a finanziare una parte dell’intervento relativo alla variante di Acerra per la Cancello-Napoli».




