La manifestazione Giardini contemporanei fa fiorire le strade di Camogli a fine settembre

La manifestazione Giardini contemporanei fa fiorire le strade di Camogli a fine settembre

Giardini contemporanei a Camogli, chiazze di colore tra i vicoli del borgo marinaro ligure

di Maurizio Ceccaioni

Se pensiamo a Camogli, ci viene in mente un antico borgo marinaro tra mare e collina a due passi da Recco, dalle origini che si perdono nella preistoria. Un piccolo porto, palazzi colorati che si affacciano sulla passeggiata a mare che si riflettono nell’acqua, confondendosi con quelli delle barche.Una piccola città con poco più di 5 mila abitanti, che d’estate fa il pieno di turisti, nonostante le limitazioni imposte dal Coronavirus. Passato il Ferragosto, nonostante il ripristino del collegamento sull’A10, dopo il crollo del Ponte Morandi, la stagione estiva si sta avvicinando alla fine. Ma l’alta stagione turistica di quest’anno a Camogli ci riserva una sorpresa, terminando tra il mare blu del “santuario dei cetacei” e il verde delle aree fiorite di ‘Giardini contemporanei a Camogli’.

Installazione artistica Balene Molo a Camogli

Un messaggio per l’ambiente dalle istituzioni locali

Si tratta di un concorso a tema sull’ambiente, verde e paesaggio sostenibile, che si terrà sabato 26 e domenica 27 settembre 2020. Il bando pubblico prevede la partecipazione a titolo non oneroso, di progetti che dovranno pervenire entro il 3 settembre, ideati e realizzati da architetti, paesaggisti e professionisti del settore, nati dopo il 1984.
Entro il 14 settembre una giuria di esperti deciderà quali saranno i quindici finalisti che andranno a realizzare le installazioni artistiche con angoli verdi, aree fiorite o di tipo ‘Zen’ (giardino giapponese). La mostra, ad accesso libero e gratuito, si terrà lungo via XX Settembre, piazza Schiaffino e via Repubblica e avrà come corollario una galleria fotografica dove saranno esposti tutti gli elaborati presentati in concorso.

Vicolo dell’Angelo

Apertura al pubblico sabato 26 settembre e premiazioni domenica 27 alle ore 11, presso la “Terrazza delle scuole”, in via XX Settembre. Ma, date le bizze metereologiche, gli organizzatori si sono premurati di avvisare che in caso di pioggia la manifestazione sarà spostata a sabato 4 e domenica 5 ottobre 2020.
L’evento è stato organizzato dagli assessorati comunali all’Ambiente e Lavori pubblici e quello del Turismo, l’Associazione Commercianti e Operatori turistici (Ascot), Camera di Commercio, Civ-Centro Storico Camogli, con il patrocinio della Fondazione Italiana di Bioarchitettura e antropizzazione sostenibile dell’Ambiente. Rilevante il contributo dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggistici e Conservatori di Genova, che ha deciso di partecipare attivamente come co-organizzatore del progetto.

Camogli – mareggiata (Ph. Archivio comunale)

Importante tassello nel mosaico scenografico del versante ovest della penisola di Portofino

Città di fatto e di diritto dopo il Regio decreto del 3 giugno 1877 firmato da Vittorio Emanuele II re d’Italia, Camogli ha nello stemma sul gonfalone, una sintesi dei suoi elementi caratterizzanti: mare, cielo, torre del castello della Dragonara, l’imbarcazione a vela latina in centro e una stella d’oro bordata da raggi argentei in alto, che rappresenta la stella Polare che guidava i marinai la notte.
Ci sarebbe molto altro da dire di questa città che ha scritto molte pagine della storia marinara, e forse non tutti sanno che qui si formarono anche migliaia di Capitani di mare e Macchinisti navali, come ricordano gli archivi dell’omonima Società, e che qui il 20 marzo 1853 nacque la Società di Mutua Assicurazione Marittima Camogliese, la prima mondo di questo tipo. Ma vogliamo anche ricordare le sue acciughe sott’olio, la tonnara e i cantieri navali che l’hanno portata ad essere chiamata  la “Città dei mille bianchi velieri”. Senza dimenticare un reperto storico sulla banchina settentrionale del porticciolo di Camogli. Qui troviamo “La mancina”, un’antica gru a mano con il braccio in fusione di ghisa, set fotografico per molti turisti. Costruita nel 1846 dalla francese Taylor di Marsiglia e ordinata – con un’altra simile, ma con il braccio in legno – dal porto di Genova, nel 1903 fu donata dai genovesi a Camogli, mentre l’altra si trova tuttora sul Molo Vecchio del porto di Genova.

La gru a mano detta la mancina

La Sagra del Pesce e la Festa della Stella Maris, appuntamenti simbolici per i camogliesi

Tra le feste cittadine, la tradizionale Sagra del Pesce che si tiene a maggio dà spettacolo con le decine di migliaia di porzioni di frittura preparate in una padella gigante e offerte gratis a cittadini e visitatori. Ma la festa in onore della Stella Maris, la Madonna protettrice dei naviganti, è sicuramente tra le più sentite. Una festa che ha origini dal XV secolo e si celebra la prima domenica di agosto con la processione a mare di barche d’ogni tipo, da Camogli a Punta Chiappa e ritorno, nel Golfo Paradiso. Ad aprire il corteo, Ü Dragun, uno sciabecco realizzato nel 1968 dal maestro d’ascia Ido Battistoni, usando una vecchia scialuppa. Prende il nome dal Castello della Dragonara e a prua ha un dragone intagliato nel legno. Vanto cittadino e un simbolo di Camogli,  Ü Dragun è lungo 11 metri, ha 2 vele latine e 12 rematori che vogano al ritmo delle battute di un tamburo, detti dragonauti.
Durante la processione trasporta il parroco dell’omonima chiesa e anche quest’anno una nutrita folla di spettatori ha lasciato in acqua migliaia di lumini votivi, a ricordo dei morti in mare.

Camogli – Abbazia di San Fruttuoso-(ph. Fai-Fondoambiente.it)

Per chi ne ha la possibilità, vale la pena visitare San Fruttuoso

L’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte sta a 15 km da Camogli, ed è un monastero benedettino dell’XI secolo. È dedicato a san Fruttuoso di Tarragona, vescovo e santo catalano del III secolo, e lì sono conservate le sue ceneri. Si trova a livello del mare ai piedi del monte di Portofino e davanti c’è piccola spiaggia balneabile. Poco più in alto una torre fortificata fatta erigere nel 1562 dalla famiglia Doria, a protezione dalle incursioni dei predoni, del Monastero, borgo e della sorgente d’acqua attigua.
Ci si arriva a piedi dal monte di Portofino, oppure lungo la costa, dalla baia di Portofino. Ma l’ideale è arrivarci via mare, magari approfittando dell’occasione per fare un bagno nella piccola baia.

Le foto sono state fornite da Dimensione Riviera di Recco. Immagine di apertura, Panoramica notturna Camogli (ph. Volpe)

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