LA LEGGE SULLA RIGENERAZIONE URBANA – INSTAT informa – Il sen. Mirabelli illustra il contenuto del DDL al Senato

LA LEGGE SULLA RIGENERAZIONE URBANA – INSTAT informa – Il sen. Mirabelli illustra il contenuto del DDL al Senato

LA LEGGE SULLA RIGENERAZIONE URBANA – INSTAT informa – Il sen. Mirabelli illustra il contenuto del DDL al Senato

Data: 22 maggio 2021

 

Illustrata dal sen. Mirabelli in un  video-incontro del PD milanese

ENTRO L’ESTATE LA LEGGE SULLA RIGENERAZIONE URBANA

I N S T A T  informa

 

di Benito Sicchiero

La legge sulla rigenerazione urbana potrebbe essere approvata entro l’estate. L’ha annunciato Franco Mirabelli, Vicepresidente gruppo PD al Senato e relatore della legge nel corso di un video-incontro organizzato dal Dipartimento trasformazione urbana PD Milano Metropolitana. Il dibattito, coordinato dal Responsabile del Dipartimento Mario Oro, ha visto la partecipazione di  Chiara Braga, Responsabile Transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture Segreteria Nazionale PD; Arianna Censi, Vicesindaca Città Metropolitana di Milano;  Alessandro Maggioni, Presidente Confcooperative Habitat; Silvia Roggiani, Segretaria PD Milano Metropolitana; Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale Legambiente.

Il testo unificato sulla rigenerazione urbana – ha spiegato Mirabelli – nasce dalla sintesi di più disegni di legge presentati da tutti i gruppi parlamentari e ha raccolto molti elementi da questi derivanti. È anche per questo che il testo in Commissione è stato assunto all’unanimità, con una sola astensione.

La proposta cerca di dare una visione di lungo periodo sulla rigenerazione urbana e propone soluzioni che permettano la condivisione delle decisioni e delle scelte tra Stato, Regioni e Comuni fino a prevedere il dibattito pubblico. Non vi è rischio di intervenire in ambiti di competenza prettamente regionali né di sovrapporsi con disposizioni regionali esistenti. Il Ddl attribuisce alle Regioni un ruolo rilevante su ripartizione delle risorse, adozione di disposizioni per la rigenerazione urbana, definizione dei criteri per individuare gli ambiti su cui intervenire, specifici programmi per l’edilizia Residenziale Pubblica, individuazione di proprie risorse da destinare ai bandi. Le Regioni possono adottare, inoltre, specifiche disposizioni per incentivare la rigenerazione urbana.

Il Ddl vuole incentivare la rigenerazione grazie a ingenti risorse pubbliche,  un miliardo l’anno per venti anni,  gli incentivi di natura diversa (da esenzione IMU e Tari alla riduzione, da parte dei Comuni, dei canoni e tributi dovuti per l’occupazione di suolo pubblico, al Superbonus); inoltre, gli interventi di rigenerazione urbana diventano ambiti prioritari per l’attribuzione dei Fondi strutturali europei e sono pensati incentivi adeguati per indirizzare le risorse private su interventi di rigenerazione.

Si tratta di un sistema di incentivazione che non è destinato, né deve esserlo, a qualunque intervento edilizio in ambito urbano, ma esplicitamente a quegli interventi che servono a combattere il degrado, in tutte le sue forme: la rigenerazione urbana è strumento per i Comuni per migliorare le città, le loro periferie e la qualità di vita dei cittadini, oltre che per impedire, o quantomeno per contenere, il consumo di suolo.

Si è pensato ad un processo decisionale semplice e lineare, ispirato alla strategia di transizione ecologica, che preveda un ruolo forte delle Regioni e che riconosca ai Comuni la definizione degli interventi, dal generale al particolare, con adeguato sostegno pubblico e stimoli ai privati.

Altri interventi hanno posto in rilievo il fatto che il quadro guida nazionale ha quali principali obiettivi ricostruire la comunità e la coesione sociale, prevedendo che il post pandemia non  porterà  le città e i suoi abitanti alla vita di prima, con conseguenze sul mercato del lavoro e sulle modalità di lavorare (smartworking). La politica ha il compito  non di  subire tale trasformazione ma di governarla, attraverso una cabina di regia nazionale. Resta comunque il timore che la burocrazia complichi tutto.

Ma non solo. Il PNRR prevede massicci investimenti in infrastrutture (strade, ferrovie): bisognerà che l’impatto sul territorio e il paesaggio venga regolamentato e che non si ripeta il caso dell’autostrada Brebemi la quale ha generato uno sviluppo sconsiderato delle strutture logistiche.

La nuova legge aiuterà i territori più arretrati per ragioni storiche a recuperare il tempo perduto e i suoi benefici effetti si perpetueranno nei futuri governi .

 

 

FOTO:

  • Franco Mirabelli e Achille Colombo Clerici

 

 

Redazione Newsfood.com
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