I lavoratori dell'ex zuccherificio Eridania di Jesi potranno continuare a lavorare
31 Gennaio 2008
«E’ stato raggiunto oggi presso il Mipaaf un accordo a sostegno dei lavoratori dell’ex zuccherificio Eridania Sadam di Jesi, i 184 dipendenti, tra fissi e stagionali lunghi, potranno
continuare a lavorare grazie al mantenimento di alcune lavorazioni tra cui l’attività di confezionamento e di corporate, l’internalizzazione di alcune attività date in appalto, la
costruzione di un impianto per la produzione di biodiesel e la gestione della centrale a turbogas per un’operazione che vedrà un investimento complessivo pari a circa 60 milioni di euro.
Abbiamo convenuto, inoltre, di attivare anche gli ammortizzatori sociali in grado di sostenere la fase di riconversione e l’accompagnamento alla pensione.
Tale accordo ci permette di guardare al futuro di Jesi con serenità rispetto allo scenario che si era aperto dopo la decisione di Eridania di chiudere lo zuccherificio a seguito della
posizione assunta dalla associazioni agricole e bieticole.
Ma se su Jesi possiamo tirare un sospiro di sollievo, anche grazie ad un lavoro condiviso con le istituzioni locali, resta tutto aperto il problema della produzione di zucchero nel nostro
paese.
Solo attraverso un patto di filiera che garantisca il reperimento della materia prima e la conseguente trasformazione della barbabietola saremo in grado di garantire il futuro dei 4
stabilimenti che restano aperti dopo lo scempio dell’Ocm zucchero.
Il rischio di essere ‘sfogliati come un carciofo’ è presente e viene alimentato dalle posizioni irresponsabili che vengono assunte da una parte del mondo agricolo.
La vicenda dello zucchero è la cartina di tornasole di come viene considerato il lavoro nel nostro paese e, sebbene si sia riusciti a garantire un futuro ai lavoratori di Jesi, è
francamente desolante rincorrere le emergenze occupazionali causate da scelte che nulla hanno a che fare con il lavoro, lo sviluppo ed un modo di fare impresa che sia eticamente e socialmente
responsabile.»





